James S. A. Corey.
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Babylon's Ashes. Il Destino.
Ciclo: The expanse (la distesa) 6.
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Parte 1. 
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Titolo originale: Babylon's Ashes.
Traduzione di: Annarita Guarnieri.  
2017. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Le navi militari della Marina Libera hanno messo in ginocchio la Terra, dando inizio a una campagna di pirateria e violenze che coinvolge i pianeti esterni.
Le navi dei coloni, dirette verso le migliaia di nuovi mondi al lato opposto dellanello dei portali, sono facili prede e nessuna marina, da sola,  in grado di proteggerle. James Holden e la flotta della Rocinante conoscono meglio di chiunque altro i punti di forza e le debolezze di questo gruppo ribelle.
Per questo motivo, ci che resta della vecchia forza politica ormai sotto attacco si riunisce in una comune task force e chiede loro di intraprendere unardua missione per raggiungere la Stazione di Medina, nel cuore della rete dei portali. Ma le nuove alleanze sembrano essere pi deboli delle antiche e la lotta
per il potere  appena iniziata. In un clima di crescente disordine, una misteriosa forza aliena sta accrescendo i propri poteri e flotte pirata, ammutinamenti e tradimenti potrebbero rivelarsi un problema minore per la Rocinante. Nei misteriosi spazi oltre lanello dei portali, le scelte di pochi, oltraggiati
e disperati, potrebbero determinare il destino dellintera umanit. Una rivoluzione iniziata col fuoco terminer nel sangue... Il sesto avvincente capitolo della serie The Expanse.
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GLI AUTORI.
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James S. A. Corey  lo pseudonimo collettivo dei due scrittori di fantascienza statunitensi Daniel Abraham (Albuquerque, 14 novembre 1969) e Ty Franck (Portland, 18 maggio 1969). Nome e cognome sono i secondi nomi, rispettivamente, di Abraham e Franck, mentre S. e A. sono le iniziali della figlia di Abraham. 
Utilizzando questo nome i due hanno pubblicato Leviathan - Il risveglio (Leviathan Wakes) nel 2011 (tradotto in italiano nel 2015), il primo capitolo in una serie di fantascienza chiamata The Expanse o La distesa. 
Leviathan - Il risveglio  stato candidato al Premio Hugo per il miglior romanzo e al Premio Locus, sezione Romanzo di fantascienza, nel 2012, mentre il terzo volume della serie, Abaddon's Gate - La fuga,  riuscito a vincere, nel 2014, il Premio Locus, sezione "Romanzo di fantascienza". 
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A Matt, Hallie e Kenn, che non ottengono nessun riconoscimento ma rendono tutto possibile.
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Prologo.
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Namono.
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Le rocce erano cadute tre mesi prima, e adesso Namono poteva di nuovo vedere un po' di blu nel cielo. L'impatto a Laghouat - il primo dei tre che avevano devastato il mondo - aveva scaraventato in aria tanta parte del Sahara che lei non aveva pi visto la luna o le stelle per settimane. Perfino il disco rossiccio del sole aveva faticato a penetrare le nuvole sporche, cenere e sabbia erano piovute su Abuja fino ad accumularsi per le strade, tingendo la sua citt dello stesso colore fra il giallo e il grigio del cielo. Mentre aiutava le squadre di volontari a rimuovere le macerie e a prendersi cura dei feriti, aveva compreso che la tosse che la squassava e il catarro nero che continuava a sputare erano causati dal respirare ci che restava dei morti.
C'erano tremilacinquecento chilometri fra Abuja e il cratere che ora occupava lo spazio in cui un tempo c'era Laghouat, e tuttavia l'onda d'urto aveva distrutto le finestre e fatto crollare parecchi edifici. I notiziari avevano parlato di duecento morti in tutta la citt, e di quattromila feriti. Le cliniche erano intasate e chiedevano a chi non era in immediato pericolo di vita di restare a casa.
La griglia di alimentazione si era degradata in fretta. Non c'era luce per alimentare i pannelli solari, e l'aria polverosa faceva guastare i parchi eolici pi in fretta di come le squadre di manutenzione riuscivano a intervenire per ripulirli. Quando finalmente avevano avviato un reattore a fusione, a nord dei cantieri di Kinshasa, met della citt aveva gi trascorso quindici giorni al buio. La precedenza veniva data alle serre idroponiche, agli ospedali e agli edifici governativi, e comunque c'erano ancora continui cali di tensione, quasi tutti i giorni. L'accesso alla rete tramite i terminali palmari era saltuario e inaffidabile, a volte restavano tagliati fuori dal mondo per giorni di fila. Era prevedibile, disse a s stessa, come se in tutto quello ci fosse qualcosa che avrebbe potuto essere previsto.
E tuttavia adesso, dopo tre mesi, c'era un'apertura in quel vasto cielo coperto. Mentre il sole rosso scivolava verso ovest, le luci delle citt sulla Luna apparvero verso est, gemme su un campo blu. Certo, era contaminato, sporco, incompleto, ma era blu. Nono trasse conforto da questo pensiero, mentre camminava.
Il distretto internazionale era recente, da un punto di vista storico, e pochi di quegli edifici avevano pi di cent'anni di vita. La preferenza di una generazione precedente per vasti viali che passavano in mezzo a labirinti di strette strade sinuose e per forme architettoniche quasi organiche contrassegnava quei quartieri. Zuma Rock si ergeva al di sopra del tutto, un permanente punto di riferimento. La cenere e la polvere potevano striare la pietra, ma non potevano cambiarla. Quella era la citt natale di Nono, il posto dove era cresciuta e dove aveva riportato la sua piccola famiglia alla fine delle sue avventure. La dimora della sua tranquilla pensione.
Scoppi in un'amara risata che si trasform in un accesso di tosse.
Il centro di soccorso era un furgone parcheggiato al limitare di un parco pubblico, con il logo di una fattoria idroponica, l'icona di una foglia trilobata, sulla fiancata. Non apparteneva alle Nazioni Unite, e neppure all'amministrazione locale. Gli strati della burocrazia erano stati logorati dall'urgenza della situazione. Sapeva che avrebbe comunque dovuto esserne grata, perch c'erano posti dove quei furgoni non arrivavano neppure.
Lo strato di polvere e cenere aveva creato una crosta sui pendii delle colline, un tempo erbosi; qua e l c'erano crepe e solchi irregolari, come le tracce lasciate da un enorme serpente, che mostravano dove i bambini avevano cercato di giocare comunque, ma adesso nessuno scivolava lungo quei pendii. C'era soltanto la coda che si andava formando. Nono si mise in fila. Gli altri che aspettavano insieme a lei avevano il suo stesso sguardo vuoto, effetto dello shock e dello sfinimento, della fame e della sete. Il distretto internazionale aveva vaste comunit norvegesi e vietnamite, ma quale che fosse il colore della pelle o dei capelli, la cenere e il dolore avevano fatto di tutti loro un'unica trib.
Il lato del furgone si apr e la coda si agit un poco per un senso di anticipazione: stavano per ricevere un'altra settimana di razioni, non importava quanto potessero essere scarse. A mano a mano che il suo turno si avvicinava, Nono avvert un leggero senso di vergogna al pensiero che per la maggior parte della sua vita non aveva mai avuto bisogno delle razioni di base. Era stata uno di quelli che prestavano aiuto agli altri, non una che ne avesse avuto bisogno. Adesso per ne aveva.
Arriv in testa alla coda. Aveva gi visto altre volte l'uomo che distribuiva i pacchi: aveva un volto largo e scuro, punteggiato di lentiggini nere. Le chiese il suo indirizzo e lei lo forn, poi l'uomo armeggi per un momento e infine le porse un pacco avvolto nella plastica bianca, con l'efficienza automatica derivante dalla pratica. Nono lo prese: era spaventosamente leggero. L'uomo incontr il suo sguardo solo quando lei non accenn ad allontanarsi.
Ho una moglie disse Namono. E una figlia.
Un lampo di pura rabbia, violenta come uno schiaffo, accese gli occhi dell'uomo. Se possono far crescere l'avena pi in fretta o evocare riso dall'aria, allora mandale da noi. Altrimenti, stai bloccando la fila.
Lei sent le lacrime salire brucianti a colmarle gli occhi.
Un pacco per famiglia scatt l'uomo. Muoviti.
Ma...
Vai! grid lui, schioccando le dita. C' gente dietro di te.
Namono si mosse, e sent l'uomo borbottarle dietro qualcosa di osceno, mentre si allontanava. Le sue lacrime non erano fitte, quasi non valeva la pena di asciugarle, ma bruciavano terribilmente.
Si infil il pacchetto con le razioni sotto il braccio e non appena gli occhi si furono ripresi abbastanza da permetterle di vedere, abbass la testa e si incammin verso casa. Non poteva indugiare l. C'erano altri, pi disperati o con principi meno solidi dei suoi, che si appostavano agli angoli o negli androni e aspettavano che si presentasse l'occasione di rubare filtri per l'acqua e cibo agli incauti. Se non avesse camminato con fare deciso, avrebbero potuto scambiarla per una vittima. Per qualche tempo la sua mente affamata ed esausta si intrattenne con la fantasia di combattere contro eventuali ladri, come se la catarsi della violenza potesse portarle qualche misura di pace.
Nel lasciare le loro stanze aveva promesso ad Anna che tornando a casa si sarebbe fermata dal Vecchio Gino per accertarsi che anche lui arrivasse al furgone delle razioni, ma quando raggiunse la svolta tir dritto. La stanchezza le era gi penetrata fin nel midollo, e la prospettiva di sorreggere il vecchio e di tornare a fare la coda insieme a lui era pi di quanto potesse affrontare. Avrebbe detto di essersene dimenticata, e sarebbe stato quasi vero.
Nel raggiungere la curva che dall'ampio viale portava alla strada residenziale a fondo cieco dove abitavano, scopr che le sue fantasie violente si erano modificate: gli uomini che immaginava di picchiare fino a costringerli a scusarsi e a implorare il suo perdono non erano ladri, ma il tizio con le lentiggini che lavorava al furgone. Se possono far crescere l'avena pi in fretta.' Cosa aveva inteso dire? Aveva forse fatto una battuta sull'usare i loro corpi come fertilizzante? Aveva osato minacciare la sua famiglia? Chi diavolo credeva di essere?
No, rispose una voce nella sua mente, nitida come se Anna fosse stata l per pronunciare quelle parole. No, era arrabbiato perch voleva fare di pi per essere d'aiuto, e non poteva. Sapere che tutto quello che puoi dare non  abbastanza  di per s un fardello. Tutto qui. Perdonalo.
Namono sapeva che avrebbe dovuto, ma non lo fece.
La loro casa era piccola, una mezza dozzina di stanze pressate una contro l'altra come una manciata di sabbia umida premuta nella mano di un bambino. Non c'era niente che fosse ben allineato, nessun angolo era perfettamente squadrato, e questo dava allo spazio la sensazione di essere qualcosa di naturale, come una grotta o una caverna, piuttosto che qualcosa di costruito. Prima di aprire la porta si ferm per un momento, per sgombrarsi la mente. Il sole al tramonto era scivolato dietro Zuma Rock, la sabbia e il fumo nell'aria mostravano dove ampi raggi di luce fiottavano al di l di essa, dando l'impressione che la pietra avesse un'aureola. Nel cielo sempre pi scuro spiccava un punto luminoso: Venere. Forse quella sera ci sarebbero state un po' di stelle. Si aggrapp a quel pensiero come a una barca di salvataggio in alto mare. Forse ci sarebbero state le stelle.
Dentro, la casa era pulita. I tappeti erano stati sbattuti, i pavimenti di mattoni spazzati, l'aria profumava di lill grazie alla candela aromatica che uno dei parrocchiani di Anna aveva portato loro. Namono si asciug le ultime lacrime. Poteva fingere che il rossore degli occhi fosse dovuto all'aria esterna. Anche se non le avessero davvero creduto, avrebbero potuto fingere di farlo.
Salve! chiam. C' nessuno in casa?
Nami lanci uno strillo dalla camera da letto sul retro, poi si sent il rumore dei suoi piedi nudi sui mattoni mentre si lanciava verso la porta. La loro bambina non era pi tanto piccola, adesso arrivava all'ascella di Nono, o alla spalla di Anna, aveva perso la gentile rotondit della fanciullezza e in lei cominciava a fiorire la goffa bellezza da puledro dell'adolescenza. La sua pelle era di poco pi chiara di quella di Nono, i capelli erano altrettanto folti e ricci, ma aveva un sorriso russo.
Sei tornata!
Certo rispose Nono.
Cosa ci hanno dato?
Namono prese il pacco bianco con le razioni e lo mise nelle mani della figlia, chinandosi in avanti con un sorriso complice. Perch non vai a scoprirlo e poi vieni a dirmelo?
Nami sorrise e si allontan di corsa verso la cucina, come se riciclatori per l'acqua e avena a crescita rapida fossero stati uno splendido regalo. Il suo entusiasmo era enorme, e in parte era sincero, ma in parte serviva a dimostrare alle sue madri che stava bene, che non dovevano preoccuparsi per lei. Cos tanta parte della loro forza - tutta la loro forza - derivava dal cercare di proteggersi a vicenda. Nono non sapeva se questo migliorasse o peggiorasse le cose.
In camera da letto, Anna giaceva sui cuscini; uno spesso volume di Tolstoj, Guerra e Pace, era posato accanto a lei, con la costa rovinata per essere stato letto tante volte. La sua carnagione appariva grigiastra, il volto scavato. Nono le sedette accanto con cautela, posandole una mano sulla pelle esposta della coscia destra, appena sopra il punto in cui il ginocchio era stato schiacciato. La pelle non era pi calda al tatto e non era tesa come un tamburo. Quelli erano segni positivi.
Oggi il cielo era azzurro le disse. Stanotte potrebbero esserci le stelle.
Anna sfoggi il suo sorriso russo, lo stesso che Nami aveva ereditato dai suoi geni. Questo  un bene. Un miglioramento.
Dio sa che c' spazio per qualche miglioramento rispose Nono, e si pent dello scoraggiamento che le traspariva dalla voce nel momento stesso in cui profer quelle parole. Cerc di attenuare la cosa prendendo la mano di Anna nelle sue. Anche tu hai un aspetto migliore.
Niente febbre, oggi replic Anna.
Per niente?
Ecco, solo un poco.
Ci sono stati molti ospiti? continu Nono, cercando di mantenere leggero il tono della voce. Dopo che Anna era rimasta ferita, i suoi parrocchiani si erano dati molto da fare, portando doni e offerte di aiuto fino a rendere impossibile ad Anna di riposare. A quel punto Namono era intervenuta e li aveva mandati via. Pensava che Anna lo avesse permesso soprattutto perch impediva al suo gregge di regalare provviste di cui non poteva in realt privarsi.
 venuto Amiri rispose Anna.
Davvero? E cosa voleva mio cugino?
Domani terremo un cerchio di preghiera. Solo una dozzina di persone. Nami ha aiutato a ripulire la stanza sul davanti per ospitarlo. So che prima avrei dovuto chiedertelo, ma...
Anna accenn alla gamba gonfia, come se la sua incapacit di salire sul pulpito fosse stata la cosa peggiore che le era successa, e forse lo era.
Se ti senti abbastanza in forze replic Namono.
Mi dispiace.
Ti perdono. Di nuovo. Sempre.
Sei buona con me, Nono. Poi, a voce bassa perch Nami non potesse sentire, Anna aggiunse: Mentre eri fuori c' stato un allarme.
Namono sent il cuore che le si raggelava. Dove colpir?
Non lo far. L'hanno distrutta. Per...
Il silenzio si protrasse. Per ce n'era stata un'altra. Un'altra roccia scagliata gi per il pozzo gravitazionale, verso i fragili resti della Terra.
Non l'ho detto a Nami continu Anna, come se proteggere la figlia dalla paura fosse stato un altro peccato che richiedeva il perdono.
Va tutto bene la rassicur Namono. Se sar necessario, lo far io.
Come sta Gino?
Un mi sono dimenticata' fluttu in fondo alla gola di Namono, ma non riusc a mentire. Poteva farlo con s stessa, forse, ma gli occhi limpidi di Anna lo vietavano. Ci andr adesso.
 importante insistette Anna.
Lo so.  solo che sono cos stanca...
 per questo che  importante ribatt Anna. Quando arriva una crisi,  naturale unire le forze. In quel momento  facile.  quando le cose si trascinano per troppo tempo che dobbiamo fare lo sforzo. Dobbiamo accertarci che tutti vedano che siamo insieme in questa situazione.
A meno che non fosse arrivata un'altra roccia e la marina non l'avesse intercettata in tempo. A meno che le serre idroponiche non fossero collassate sotto lo sforzo a cui erano sottoposte e avessero finito per patire tutti la fame. A meno che i riciclatori dell'acqua non si fossero guastati o che fosse successo un migliaio di cose differenti, ciascuna delle quali significava la morte.
Anche allora, per, per Anna non sarebbe stato un fallimento, non finch fossero stati tutti buoni e gentili uno con l'altro. Se si fossero aiutati a vicenda a raggiungere la tomba, Anna avrebbe sentito di seguire la sua vocazione, e forse avrebbe avuto ragione.
Certamente annu Namono. Volevo soltanto portarvi le provviste, prima.
Un momento pi tardi Nami entr di corsa, stringendo un riciclatore in ciascuna mano. Guardate! Un'altra gloriosa settimana a bere urina e sporca acqua piovana pulite e riciclate! disse con un sorriso, e Namono rimase colpita per la milionesima volta da quale perfetto distillato delle sue madri lei fosse.
Il resto del pacco conteneva dischi di avena pronti per essere cucinati, pacchetti di qualcosa che una scritta in cinese e in hindi dichiarava essere pollo alla Stroganoff, e una manciata di pillole. Vitamine per tutti loro, antidolorifici per Anna. Almeno questo era qualcosa.
Namono sedette accanto ad Anna, tenendole la mano, finch le sue palpebre non cominciarono ad abbassarsi e le guance assunsero quella morbidezza che annunciava l'arrivo del sonno. Attraverso la finestra, gli ultimi bagliori del crepuscolo ardevano rossi e gi sfumavano nel grigio. Il corpo di Anna si rilass leggermente, la tensione delle spalle si allent e i solchi sulla fronte si rilassarono. Anna non si lamentava, ma la sofferenza per la lesione, unita allo stress derivante dal trovarsi improvvisamente azzoppata, si erano mescolati alla paura comune a tutti loro. Era un piacere guardare tutto questo dissolversi, anche solo per un momento. Anna era sempre una donna attraente, ma quando dormiva era bellissima.
Nono attese che il suo respiro si facesse profondo e regolare prima di alzarsi. Era quasi alla porta quando Anna parl con voce inspessita dal sonno.
Non dimenticarti di Gino.
Ci vado adesso mormor Nono, e il respiro di Anna torn a farsi quello pesante del sonno profondo.
Posso venire anch'io? chiese Nami, quando Nono si diresse alla porta. I terminali non funzionano di nuovo, e qui non c' niente da fare.
Nono soppes risposte come L fuori  troppo pericoloso', oppure Tua madre potrebbe aver bisogno di te', ma lo sguardo di sua figlia era troppo speranzoso. S, ma vai a metterti le scarpe.
Il tragitto fino a casa di Gino fu una danza nell'ombra. I pannelli solari delle luci di emergenza avevano incamerato abbastanza luce da far s che la met delle case che oltrepassavano emanassero dall'interno un leggero chiarore. Non era pi di quello di una candela, ma era comunque pi di quanto ce ne fosse stato in precedenza. La citt in s stessa era ancora buia. Niente lampioni, niente luci sui grattacieli, e solo qualche intenso punto luminoso lungo la struttura sinuosa dell'arcologia, a sud.
Namono fu assalita dal ricordo improvviso di quando era stata pi giovane di quanto fosse sua figlia in quel momento, diretta sulla Luna per la prima volta. Ricord l'assoluta luminosit delle stelle e la nuda bellezza della Via Lattea. Anche con lo strato di sabbia e di polvere ancora sospeso in alto nell'aria, sopra di loro, adesso c'erano pi stelle di quando l'inquinamento luminoso le aveva soffocate. Splendeva la luna, una falce d'argento che racchiudeva una ragnatela d'oro. Prese la figlia per mano.
Le dita della ragazza sembravano cos spesse e solide, rispetto a com'erano state un tempo. Stava crescendo, non era pi la loro piccolina. Avevano fatto cos tanti progetti riguardo all'universit, e al viaggiare insieme, ma adesso era tutto svanito. Il mondo in cui avevano creduto di allevarla era scomparso. Avvert un senso di colpa, come se ci fosse stato qualcosa che avrebbe potuto fare per impedire che tutto accadesse, come se in qualche modo esso fosse colpa sua.
Nell'oscurit sempre pi fitta si sentivano delle voci, anche se non tante quanto un tempo. Prima, nel quartiere c'era stata una certa vita notturna, pub e artisti di strada, e quella musica dura e sferragliante che era venuta di moda di recente era risuonata nelle vie come se qualcuno stesse scaricando mattoni. Adesso la gente andava a dormire quando calava il buio e si svegliava con le prime luci. Colse l'odore di qualcosa che cuoceva. Era strano come perfino l'avena bollita potesse dare un senso di conforto. Si augur che il vecchio Gino fosse andato al furgone, o che uno dei parrocchiani di Anna ci fosse andato per lui, altrimenti Anna avrebbe insistito per dargli parte delle loro scorte, e lei le avrebbe permesso di farlo.
Per non era ancora successo, ed era inutile cercarsi guai prima che succedessero. Ce n'erano gi a sufficienza lungo la strada. Quando arrivarono alla svolta della strada del Vecchio Gino, la luce solare era ormai del tutto scomparsa, e l'unico segno della presenza della Zuma Rock era un'area di oscurit pi profonda che si ergeva per migliaia di metri al di sopra della citt. Il suolo stesso saliva verso il cielo come un pugno proteso in un atto di sfida.
Oh disse Nami. Non era tanto una parola quanto un sussulto. L'hai vista?
Cosa? chiese Namono.
Una stella cadente. Ce n' un'altra! Guarda!
S, lass, in mezzo alle stelle tremolanti ma immobili c'era una breve scia di luce. E poi un'altra. Mentre stavano ferme l, mano nella mano, ne videro una mezza dozzina, e Namono riusc a stento a trattenersi dal tornare indietro, dallo spingere sua figlia sotto il riparo di una porta, cercando di proteggerla. C'era stato un allarme, ma quel che restava della marina delle Nazioni Unite aveva intercettato quella roccia. Le chiazze di fuoco che solcavano la parte alta dell'atmosfera potevano non essere neppure detriti di quel proiettile. O forse lo erano.
In ogni caso, un tempo le stelle cadenti erano state qualcosa di bello, di innocente, ma non lo sarebbero state mai pi. Non per lei, o per chiunque altro sulla Terra. Ogni chiazza di luce era un sussurro di morte, il sibilo di una pallottola, un promemoria nitido come una voce. Tutto questo pu finire, e voi non potete fermarlo.
Un'altra scia, luminosa come una torcia, fior in una silenziosa palla di fuoco grande quanto l'unghia del suo pollice.
Quella era grande comment Nami.
No, pens Namono, non lo era.

1.

Pa

Non hai nessun fottuto diritto di fare questo! url il proprietario della Hornblower, non per la prima volta. Abbiamo lavorato per procurarci quello che abbiamo.  nostro.
Ne abbiamo gi discusso, signore replic Michio Pa, capitano della Connaught. La vostra nave e il suo carico vengono requisiti per ordine della Marina Libera.
Quella vostra balla della missione di soccorso? Se i cinturiani hanno bisogno di provviste, che le comprino. Quello che  mio  mio.
Ce n' bisogno. Se aveste cooperato quando vi abbiamo ordinato...
Ci avete sparato addosso! Avete danneggiato il cono del reattore.
Avete tentato di evitarci. I vostri passeggeri e l'equipaggio...
Marina Libera un fottuto accidente! Siete ladri! Siete pirati!
Alla sinistra di Michio il suo primo ufficiale Evans, che era anche la pi recente aggiunta alla sua famiglia, grugn come se avesse incassato un pugno. Quando si gir verso di lui, i suoi occhi azzurri cercarono il suo sguardo e lui sorrise: denti candidi e un volto troppo avvenente. Era bello, e sapeva di esserlo. Michio spense il microfono, lasciando che la sfilza di invettive continuasse a scaturire dalla Hornblower senza ribattere, e rivolse a Evans un cenno per chiedergli quale fosse il problema.
Evans indic la consolle con il pollice.  cos infuriato comment. Quel povero coyo sta protestando come se avessimo ferito i suoi sentimenti.
Sii serio ingiunse Michio, ma lo disse sorridendo.
Sono serio. Frag bist.
Fragile... tu?
Nel mio cuore ribatt Evans, premendosi il palmo della mano sul torace scultoreo. Sono un ragazzino.
All'altoparlante, intanto, il proprietario della Hornblower era veramente fuori di s per la rabbia. A sentire lui, Pa era una ladra e una puttana e il genere di persona a cui non importava a chi morissero i figli, purch ricevesse il suo stipendio al giorno di paga. Se fosse stato suo padre, l'avrebbe uccisa, invece di permetterle di disonorare cos la sua famiglia. Evans ridacchi.
Nonostante tutto, anche Michio scoppi a ridere. Lo sapevi che il tuo accento si fa pi marcato quando flirti? domand.
S rispose Evans. Sono solo un complesso insieme di affettazione e vizio, per ho distolto la tua mente da lui. Cominciavi a perdere il controllo.
E non ho ancora finito di farlo ribatt lei, riattivando il microfono. Signore. Signore! Possiamo almeno convenire sul fatto che sono un pirata che si offre di rinchiuderla nella sua cabina durante il tragitto fino a Callisto, invece di scaraventarla nello spazio? Questo le andrebbe bene?
Alla radio ci fu un momento di sconvolto silenzio, poi un ruggito di furia incoerente che si trasform in frasi come bere il tuo fottuto sangue cinturiano' e ucciderti se ci provi'. Michio sollev tre dita. Dall'altro lato del ponte di comando, Oksana Bush agit una mano in segno di assenso e attiv il controllo degli armamenti.
La Connaught non era una nave cinturiana, non originariamente. Era stata costruita dalla Marina della Repubblica Congressuale Marziana ed era equipaggiata con un ampio assortimento di sistemi esperti tecnici e militari. Ormai, era in loro possesso da quasi un anno e si erano addestrati a gestirla, dapprima in segreto. Poi, quando il giorno era giunto, l'avevano spinta nella mischia. Adesso Michio osserv sul suo monitor la Connaught identificare e prendere di mira sei punti del cargo nei quali un flusso di fuoco dei CDP o un missile ben diretto avrebbero spaccato lo scafo. I laser di puntamento si accesero, colorando alcuni punti della Hornblower, e Michio attese. Adesso il sorriso di Evans esprimeva una minore dose di certezza: massacrare civili non era la sua prima scelta. In tutta onest, non sarebbe stato neppure ci che Michio avrebbe scelto, ma la Hornblower non avrebbe attraversato il portale per raggiungere il pianeta alieno, quale che fosse, che intendevano colonizzare. Adesso si trattava di negoziare soltanto i termini per decidere in che modo questo sarebbe successo.
Vuoi che faccia fuoco, bossmang? chiese Busch.
Non ancora rispose Michio. Guarda il reattore. Se cercano di accelerare per andarsene da qui, allora apri il fuoco.
Se cercheranno di accelerare con il cono fuori uso, possiamo risparmiare le munizioni comment Busch, in tono di derisione.
C' della gente che fa affidamento sul ricevere quel carico.
Lo so ribatt Busch. Un momento pi tardi aggiunse: Hanno ancora il reattore spento.
Dalla radio giunsero suoni confusi. Sull'altra nave qualcuno stava gridando, ma non contro di lei. Poi si sent un'altra voce, poi parecchie altre che cercavano di sovrastarsi a vicenda. Risuon infine uno sparo, il cui rumore giunse affievolito e tutt'altro che minaccioso attraverso la radio.
Poi risuon una voce nuova.
Connaught? Ci siete?
Siamo ancora qui rispose Michio. Con chi parlo, per favore?
Mi chiamo Sergio Plant rispose la voce. Facente funzioni di capitano della Hornblower. Le offro la nostra resa, a patto che non si faccia del male a nessuno, d'accordo?
Evans fece un sorriso che esprimeva il comune senso di sollievo e di trionfo.
Bessa di sentirla, capitano Plant replic Michio. Accetto le vostre condizioni. Per favore, preparatevi a essere abbordati.
E chiuse la comunicazione.
Michio era convinta che la storia fosse una lunga serie di sorprese che in retrospettiva apparivano poi come eventi inevitabili. E quello che era vero per nazioni e pianeti e vasti stati corporativi, si applicava in misura minore anche al fato di uomini e donne. Come in cielo cos in terra. Com'era per l'APE, la Terra e la Repubblica Congressuale Marziana, cos era per Oksana Busch ed Evans Garner-Choi e Michio Pa. In effetti, era cos per tutte le altre anime che vivevano e lavoravano sulla Connaught e le altre navi della Marina Libera. Era soltanto perch lei sedeva dove sedeva, comandava come faceva e portava sulle spalle il peso di mantenere gli uomini e le donne del suo equipaggio sani e salvi, e dal lato giusto della storia, che le pi piccole storie personali dei membri dell'equipaggio della Connaught parevano avere pi significato.
Per lei, la prima delle molte sorprese che l'avevano portata dove si trovava era stata diventare parte del braccio militare della Fascia. Essendo una giovane donna, ci si era aspettati che diventasse un ingegnere di sistema o un'amministratrice su una delle grandi stazioni, e sarebbe potuto succedere, se la matematica fosse stata pi di suo gradimento. Si era iscritta all'universit superiore perch pensava fosse quello che ci si aspettava che facesse, e aveva fallito perch non si era mai integrata. Quando i consiglieri le avevano mandato un messaggio in cui si diceva che era stata espulsa, per lei era stato uno shock. In retrospettiva, la cosa appariva ovvia, vista attraverso la lente chiarificatrice della storia.
Si era inserita meglio nell'APE; o quantomeno nel braccio in cui si era arruolata. Entro il primo mese era apparso chiaro che l'Alleanza dei Pianeti Uniti non era tanto la burocrazia unificata della rivoluzione quanto una sorta di titolo di franchising adottato dalle persone della Fascia convinte che una cosa del genere dovesse esistere. Il Collettivo Voltaire si considerava parte dell'APE, ma lo faceva anche il gruppo di Fred Johnson con base sulla Stazione di Tycho. Anderson Dawes agiva come governatore di Ceres sotto l'emblema del cerchio spezzato, e Zig Ochoa gli si opponeva sotto l'egida di quello stesso simbolo.
Per anni, Michio si era considerata una donna con una carriera militare, ma in un angolo della sua mente c'era sempre stata la consapevolezza che la catena di comando era una cosa fragile. C'era stato un tempo in cui questo l'aveva indotta d'istinto a essere protettiva nei confronti dell'autorit - la sua autorit sui subordinati e quella che i suoi superiori avevano su di lei, ed era stato questo a fruttarle il posto di primo ufficiale della Behemoth. Questo l'aveva fatta finire nella zona lenta quando l'umanit aveva attraversato per la prima volta il portale e aveva avuto accesso all'impero di milletrecento mondi di cui era erede. Sempre questo era costato la vita alla sua amante, Sam Rosenberg. A quel punto, la sua fiducia nelle strutture di comando era diventata un po' meno assoluta.
Di nuovo, in retrospettiva la cosa appariva ovvia.
Quanto alla seconda sorpresa, non avrebbe saputo dire con esattezza di cosa si trattasse, se l'essere finita in un matrimonio collettivo o l'essere stata reclutata da Marco Inaros, o l'aver preso possesso della sua nuova nave, con la sua missione rivoluzionaria in seno alla Marina Libera. La vita umana aveva pi punti di svolta delle venature di un minerale aurifero, e non tutti i cambiamenti risultavano ovvi, perfino in retrospettiva.
Squadra di abbordaggio pronta avvert Carmondy, la cui voce suonava monocorde attraverso il microfono della tuta. Dobbiamo aprire una breccia?
Come capo della squadra di assalto, Carmondy apparteneva tecnicamente a una branca di comando diversa da quella di Michio, ma si era sempre rimesso alle sue decisioni da quando lui e i suoi soldati erano saliti a bordo. Aveva vissuto su Marte per alcuni anni, non faceva parte del matrimonio multiplo che formava il nucleo dell'equipaggio della Connaught, ed era abbastanza professionale da accettare la sua condizione di outsider. Questa cosa di lui le piaceva, anche se era quasi l'unica.
Cerchiamo di essere gentili replic Michio. Se cominciano a spararci addosso, fai quello che deve essere fatto.
Capito rispose Carmondy, poi cambi canale.
Adesso entrambe le navi fluttuavano inerti, quindi Michio non poteva rilassarsi sul sedile a smorzamento. Se avesse potuto, lo avrebbe fatto.
Quando si era diffusa la notizia che la Marina Libera stava assumendo il controllo del sistema e che il portale dell'anello era chiuso al traffico, la flotta di navi coloniali diretta verso i nuovi mondi si era trovata di fronte a una scelta. Se si arrendeva e consegnava le scorte di provviste perch venissero ridistribuite alle stazioni e navi che pi ne avevano bisogno, l'equipaggio poteva conservare la nave. Se cercava di fuggire perdeva questa possibilit.
La Hornblower, come chiss quante altre, aveva fatto i suoi conti e aveva deciso che valeva la pena di correre il rischio. Avevano spento il transponder, girato la nave e accelerato disperatamente, per poco. Poi si erano girati, avevano accelerato di nuovo, fatto una nuova rotazione e accelerato. Questa era una strategia chiamata hotaru, che consisteva nel rendersi visibili solo per un momento per poi occultarsi, nella speranza che la vastit dello spazio offrisse un nascondiglio sicuro finch la situazione politica non fosse cambiata. Quelle navi avevano cibo e scorte destinate a durare per anni agli aspiranti coloni, e la vastit del sistema era tale che se fossero riuscite a non farsi individuare appena entrate, trovarle in seguito avrebbe potuto essere un lavoro lungo pi di una vita.
Le emanazioni dei propulsori della Hornblower erano state individuate dai sistemi della Marina Libera su Ganimede e su Titano. La cosa che Michio detestava di pi era che l'inseguimento li aveva portati fuori del piano dell'eclittica: la vasta maggioranza dell'eliosfera solare si estendeva al di sopra e al di sotto del sottile disco dove i pianeti e la cintura degli asteroidi ruotavano nelle loro orbite, e Michio aveva una superstiziosa avversione per quelle sconfinate distese di nulla che, nella sua mente, incombevano al di sopra e al di sotto della civilt umana.
Il portale dell'anello e lo spazio irreale al di l di esso potevano essere pi strani - erano pi strani -, ma quel disagio nel viaggiare al di fuori dell'eclittica la tormentava da quando era bambina, faceva parte della sua personale mitologia ed era foriero di sfortuna.
Regol il suo monitor in modo che trasmettesse le immagini riprese dalle videocamere della squadra di abbordaggio e trasmettesse una musica sommessa. La Hornblower le apparve vista da venti diversi punti prospettici, mentre arpe e tamburi suonati con le dita cercavano di rilassarla. All'interno della camera di decompressione c'era un terrestre dalla pelle scura che teneva le braccia allargate. Una mezza dozzina di videocamere era puntata su di lui, e l'immagine permetteva di vedere la canna delle armi. Le altre immagini si spostavano di continuo, cercando eventuali movimenti periferici o provenienti dall'esterno della nave. L'uomo allung una mano e us un appiglio per girarsi, mettendo le mani dietro la schiena per farsi legare. Quella manovra fu eseguita con una perizia tale da dare a Michio l'impressione che il capitano Plant, se si trattava di lui, fosse gi stato detenuto in precedenza.
La squadra di abbordaggio avanz all'interno della nave, e le immagini e l'attenzione si spostarono lungo i corridoi, in gruppi. Ci che su uno schermo appariva come un movimento si trasformava in una figura su un altro. Quando raggiunsero la cambusa, vi trovarono l'equipaggio della Hornblower, schierato su varie file, con le braccia protese e pronto ad accettare qualsiasi fato la Connaught gli avesse riservato. Nonostante le dimensioni minime che le singole inquadrature dovevano avere per rientrare tutte sul suo monitor, Michio vide lo strato lucente delle lacrime che si spargeva sul volto dei prigionieri: maschere di dolore fatte di soluzione salina e tensione di superficie.
Staranno bene disse Evans. Es?  il nostro lavoro, giusto?
Lo so rispose Michio, lo sguardo fisso sullo schermo.
La squadra di abbordaggio pass attraverso tutti i ponti, assumendone il controllo, dando prova di una coordinazione che la faceva apparire come un unico organismo dotato di venti occhi. La consapevolezza di gruppo della professionalit e dell'addestramento. Il ponte di comando appariva tenuto male. Un terminale palmare e un bicchiere a bulbo che fluttuavano nell'aria erano stati risucchiati in una presa dell'aria, e in assenza della spinta gravitazionale che li coordinasse, i sedili a smorzamento avevano assunto un assortimento di angolazioni. Nel complesso, le ricordava vecchi video che aveva visto relativi a naufragi, sulla Terra. La nave coloniale stava annegando nel vuoto senza fine.
Sapeva che Carmondy l'avrebbe chiamata ancor prima che lui lo facesse, e abbass il volume della musica. La richiesta di comunicazione giunse come un delicato segnale sonoro.
Abbiamo assunto il controllo della nave, capitano rifer Carmondy. Due dei suoi uomini lo stavano guardando mentre parlava, quindi Michio vide le sue labbra e la mascella formare le parole mentre le sentiva. Nessuna resistenza e nessun problema.
Ufficiale Busch? disse Michio.
I loro firewall sono gi abbassati rifer Oksana. Toda y alles.
Michio annu, pi rivolta a s stessa che a Carmondy. La Connaught ha il controllo dei sistemi della nave nemica.
Disponiamo un perimetro di sorveglianza e mettiamo in sicurezza i prigionieri. Predisposto controllo automatico.
Capito replic Michio, poi si rivolse a Evans: Indietreggiamo quanto basta per essere al di fuori del raggio d'esplosione, se dovesse saltare fuori che hanno qualche bomba nucleare nascosta nel silo del grano.
Provvedo annu Evans.
I propulsori di manovra le fecero cambiare posizione sotto le cinture di sicurezza, anche se si tratt di meno di un decimo di g perch i propulsori rimasero in funzione per una manciata di secondi. Prendere cose che altre persone ritenevano di avere il diritto di conservare per s era un lavoro pericoloso. Naturalmente la Connaught avrebbe vegliato sulla squadra di abbordaggio, controllandone le pulsazioni con dita delicate, e in aggiunta a questo Carmondy l'avrebbe contattata ogni mezz'ora secondo un vecchio e collaudato protocollo. Se avesse mancato di contattarla, Michio avrebbe trasformato la Hornblower in una nuvola di gas roventi a titolo di ammonimento per la nave successiva, e qualche migliaio di persone su Callisto, Io ed Europa avrebbero dovuto sperare che altre missioni di sequestro della Marina Libera avessero un esito migliore.
La Fascia si era finalmente liberata dal giogo dei pianeti interni. Avevano il possesso della Stazione di Medina, al centro dei portali dell'anello, possedevano la sola marina funzionante in tutto il sistema solare e avevano la gratitudine di milioni di cinturiani. A lungo termine, quella era la pi grande dichiarazione di indipendenza e di libert che la razza umana avesse mai fatto. A breve termine, era compito suo provvedere a che la vittoria non li facesse morire tutti di fame.
Nel corso dei successivi due giorni, Carmondy e i suoi uomini avrebbero provveduto a rinchiudere gli aspiranti coloni su ponti messi in sicurezza, dove avrebbero potuto viaggiare tranquilli fino ad acquisire un'orbita stabile intorno a Giove, poi avrebbero effettuato un inventario completo di ci che avevano conquistato prendendo la Hornblower. Una volta fatto questo, ci sarebbe voluta ancora una settimana per finire di installare propulsori di recupero, e in quel tempo la Connaught sarebbe rimasta di guardia, mentre Michio avrebbe avuto ben poco da fare a parte scrutare il vuoto in cerca di altri profughi.
Non era una cosa a cui guardasse con anticipazione, ed era certa che lo stesso valesse per gli altri membri del suo matrimonio collettivo. Tuttavia, qualcosa di pi di questa scarsa anticipazione trasparve dalla voce di Oksana quando le si rivolse.
Bossmang. Abbiamo una conferma da Ceres.
Bene rispose Michio, con un'inflessione da cui si capiva che aveva colto il messaggio implicito, quale che fosse. Oksana Busch era sua moglie quasi da quando il gruppo si era formato, e ciascuna conosceva bene gli stati d'animo dell'altra.
Ho anche qualcos'altro. Un messaggio da Lui in persona.
Cosa vuole Dawes? chiese Michio.
Non Dawes. Il pezzo grosso.
Inaros? Fammi sentire.
 criptato e destinato solo al capitano replic Oksana. Se vuoi, posso reindirizzarlo sul terminale della tua cabina...
Fammelo sentire, Oksana.
Marco Inaros apparve sul monitor. A giudicare da come i capelli gli incorniciavano il volto, doveva essere su Ceres oppure in accelerazione. Lo sfondo che si scorgeva intorno a lui non era tale da permettere di determinare se era su una nave oppure in un ufficio. Il suo sorriso era affascinante e gli illuminava i caldi occhi scuri. Michio sent i battiti che le acceleravano leggermente, e disse a s stessa che si trattava di timore e non di attrazione, e perlopi era vero. Inaros per era un bastardo carismatico.
Capitano Pa disse Marco. Sono stato lieto di sapere che hai preso la Hornblower senza problemi.  un'altra prova della tua abilit. Abbiamo avuto ragione ad affidarti il comando delle operazioni di sequestro. Le cose sono andate tanto bene che siamo pronti a passare alle fasi successive del nostro piano.
Michio lanci un'occhiata a Evans e Oksana. Lui si stava tormentando la barba, e lei si sforzava di non guardare nella sua direzione.
Vogliamo che porti la Hornblower direttamente a Ceres continu Marco. Prima di questo, ho indetto una riunione limitata alla cerchia interna: tu, io, Dawes, Rosenfeld, Sanjrani. Alla Stazione di Ceres. Il suo sorriso si accentu. Adesso che gestiamo noi il sistema, ci sono alcuni cambiamenti che dovremmo apportare, no? Secondo la Pella, potrai essere su Ceres fra due settimane. Mi far piacere vederti di persona.
Esegu con precisione il saluto della Marina Libera che lui stesso aveva inventato, poi lo schermo si spense e Michio trov difficolt a fare chiarezza nel misto di confusione, angoscia e sollievo da cui si sentiva pervasa. Veder cambiare la sua missione in quel modo, tanto in fretta e con cos poche spiegazioni, la lasciava spiazzata, e partecipare a una riunione della cerchia interna continuava a trasmetterle un po' di quel senso di pericolo che la cosa aveva emanato prima che la Marina Libera annunciasse la sua esistenza. Anni passati a muoversi nell'ombra lasciavano abitudini mentali e sensazioni di cui era difficile liberarsi, anche se avevano vinto. Se non altro, almeno, sarebbero tornati nel piano dell'eclittica, invece di trovarsi lass nell'oscurit, dove succedevano cose pericolose. Brutte cose.
Cose, comment una piccola voce nella sua testa, come essere convocata per una riunione inaspettata.
Due settimane? chiese.
 possibile rispose Busch, quasi prima che avesse finito di parlare. Aveva gi eseguito una simulazione. Per richieder un'accelerazione elevata, e non potremo aspettare la Hornblower.
A Carmondy la cosa non piacer comment Pa.
E cosa pu dire? ribatt Oksana. L'ordine viene da Lui in persona.
Infatti annu Michio.
Evans si schiar la gola. Allora andiamo? domand.
Michio sollev il pugno. S. Si tratta di Inaros disse, ponendo fine all'imminente discussione invocando il suo nome.
Bene. Bien assent Evans, ma il suo tono di voce diceva qualcosa di diverso.
C' qualcosa che non va? chiese Pa.
Solo che non  la prima volta che i piani vengono cambiati ribatt Evans, il volto aggrottato dalla preoccupazione. Quell'espressione lo rendeva meno avvenente, ma lui era il suo marito pi recente, quindi non glielo fece notare. Gli uomini avvenenti potevano essere cos fragili...
Continua disse invece.
Ecco, c' stata quella cosa del denaro con Sanjrani. E il primo ministro marziano ha finito per arrivare salvo sulla Luna quando mezza Marina Libera stava cercando di farlo fuori. E ho sentito dire che abbiamo cercato di uccidere sia Fred Johnson sia James Holden, che per sono ancora entrambi vivi e liberi. Tutto questo mi suscita degli interrogativi.
Per esempio, come il fatto che forse Marco non  infallibile quanto sostiene di essere? domand Michio.
Per un momento Evans non rispose, e lei pens che forse non lo avrebbe fatto. Qualcosa del genere ammise infine. Ma anche cos, pensieri del genere danno la sensazione che le cose possano farsi difficili, no?
Qualcosa del genere annu Michio.

2.

Filip

Non c'era nessuno che lui odiasse pi di James Holden. Holden, il pacificatore che non portava mai la pace. Holden, il campione della giustizia che non aveva mai sacrificato niente per la giustizia. James Holden, che se la faceva con i marziani e i cinturiani - con una cinturiana - e si muoveva per il sistema come se questo lo rendesse migliore di tutti gli altri. Neutrale e al di sopra delle parti, mentre i pianeti interni riversavano le risorse dell'umanit sui milletrecento nuovi pianeti e lasciavano i cinturiani a morire. Che, contro ogni probabilit, non era morto con la Chetzemoka. Fred Johnson, il terrestre che si era trasformato in un nativo e aveva cominciato a parlare per conto della Fascia, si meritava il secondo posto. Il Macellaio della Stazione di Anderson, che si era fatto una carriera massacrando cinturiani innocenti e l'aveva portata avanti trattandoli tutti con condiscendenza e pilotandoli lungo un arco che li portava alla morte culturale e individuale. Per questo, meritava odio e disprezzo. Tuttavia, non era a causa di Johnston che la madre di Filip era morta, e per questo era Holden - James pinch Holden - a meritare il primo posto.
Erano passati mesi da quando Filip aveva picchiato contro il portello interno della camera di decompressione mentre sua madre, con la mente distorta da troppo tempo vissuto alla presenza di Holden, si lanciava nello spazio insieme a Cyn. Morti stupide. Inutili. Ed era questo, come diceva a s stesso, che rendeva la cosa tanto dolorosa. Non era necessario che lei morisse, e tuttavia aveva scelto di farlo. Si era fratturato una mano nel tentare di fermarla, ma non era servito a niente. Naomi Nagata aveva scelto una brutta morte nel vuoto piuttosto che vivere con quella che era la sua vera gente, e questa era la prova del potere che Holden aveva avuto su di lei, di quanto profondamente le avesse fatto il lavaggio del cervello, e di quanto la sua mente fosse stata debole fin dall'inizio.
Non aveva detto a nessuno, sulla Pella, che continuava a sognare di questo ogni notte: la porta chiusa, la certezza che dall'altra parte ci fosse qualcosa di prezioso - qualcosa di importante - e il lancinante senso di perdita perch non riusciva ad aprire quella porta. Se gli altri avessero saputo quanto questo lo tormentava, lo avrebbero considerato un debole, e suo padre non aveva posto per uomini che non erano in grado di fare la loro parte. Neppure se si trattava di suo figlio. Filip aveva preso il suo posto come cinturiano e membro della Marina Libera dopo aver vissuto su una stazione, da ragazzo. Adesso aveva quasi diciassette anni, aveva contribuito a distruggere gli oppressori, sulla Terra, e la sua infanzia apparteneva al passato.
La Stazione di Pallas era una delle pi antiche della Fascia. L c'erano state le prime miniere e, dopo di esse, le prime raffinerie. Erano poi state erette nuove strutture, perch quella era la base industriale, e per questo era pi facile usare le vecchie presse e i separatori a rotazione, mai smantellati, come capacit di riserva. Per abitudine, Pallas non aveva mai avuto una gravit artificiale. Quella poca che possedeva era quella naturale dovuta alla microgravit della sua massa - il due percento della gravit terrestre di un g - ed era poco pi di una direzione persistente di fluttuazione. La stazione si muoveva rapida al di sopra e al di sotto del piano dell'eclittica, quasi stesse cercando di aprirsi a gomitate la strada fuori del sistema solare. Ceres e Vesta erano pi grandi e popolose, ma il metallo per il rivestimento delle navi e per i reattori, per i ponti delle stazioni e i container da spedizione, per gli armamenti di cui erano dotate le navi liberate della Marina Libera e per i proiettili che sparavano proveniva tutto da l. Se Ganimede era il granaio della Fascia, Pallas era la sua fucina.
Aveva quindi senso che la Marina Libera passasse di l nel suo viaggio ininterrotto in giro per il sistema liberato e che si accertasse di non lasciarsi indietro nessuna risorsa.
S'yahaminda, que? chiese il capitano del porto, fluttuando all'estremit pi ampia della sala riunioni. Era una stanza cinturiana, senza tavoli o sedie e con un'architettura in cui ben pochi erano i riferimenti all'alto o al basso. Filip pensava che desse la sensazione di essere a casa, che fosse autentica in un modo in cui gli spazi progettati dai marziani non avrebbero mai potuto essere.
Lo stesso valeva per il capitano del porto. Il suo corpo era pi lungo di quello di qualcuno che avesse trascorso tutta la sua infanzia anche solo in un ambiente con una gravit bassa o intermittente. La sua testa era pi larga rispetto al corpo di quella di Filip, di Marco o di Karal, e l'occhio sinistro era latteo e cieco perch perfino i cocktail di farmaci che rendevano possibile la vita umana in assenza di gravit non erano stati sufficienti a impedire la morte dei capillari. Era il genere di uomo che non avrebbe mai potuto tollerare di vivere sulla superficie di un pianeta anche per un breve periodo di tempo. Costituiva il punto pi estremo dell'arco fisiologico cinturiano, ed era esattamente una di quelle persone per la cui protezione e rappresentanza esisteva la Marina Libera.
Ed era probabilmente per questo che adesso appariva confuso e tradito.
 un problema? replic Marco, agitando le mani nel gesto equivalente a una scrollata di spalle. Il modo in cui lo disse fece apparire l'atto di scaricare nel vuoto il contenuto del magazzino come una banale richiesta di tutti i giorni. Filip inarc le sopracciglia per adeguarsi all'incredulit di suo padre, ma Karal si limit ad accigliarsi e a tenere una mano sull'arma che portava al fianco.
Per es es mindan hoy disse il capitano.
So che  tutto, ed  proprio questo il punto ribatt Marco. Finch sar tutto qui, Pallas sar un bersaglio per i pianeti interni. Metti tutto quello che hai nei container, sparali nel vuoto, e soltanto noi conosceremo i loro vettori. Li rintracceremo e recupereremo quello che ci serve, quando ci serve. Non si tratta solo di tenerlo fuori della loro portata, ma di dimostrare che i magazzini della stazione sono vuoti ancor prima che loro pensino di allungare le mani, s?
Per mindan... cominci il capitano del porto, sbattendo le palpebre con aria angosciata.
Sarai pagato per tutto quanto garant Filip. Con ottimi buoni della Marina Libera.
Gi, ottimi comment il capitano. Aber...
Il moto delle sue palpebre si fece pi rapido e lui distolse lo sguardo da Marco, come se l'ammiraglio della prima vera forza armata dei cinturiani stesse fluttuando mezzo metro pi a sinistra di dove in effetti si trovava. Si umett le labbra.
Aber...? lo incit a proseguire Marco, imitando il suo accento.
Classificatori di rotazione v'reist neue ganga, s?
Se hai bisogno di nuove parti, allora comprale replic Marco, la cui voce assunse una sfumatura minacciosa.
Aber... il capitano di porto deglut a fatica.
Tu per eri solito comprare dalla Terra, prosegu Marco e il nostro denaro non viene accettato laggi.
Il capitano di porto sollev il pugno in segno di assenso.
Il sorriso di Marco era gentile e aperto. Comprensivo. Laggi non accettano pi il denaro di nessuno. Adesso compri nella Fascia. Solo nella Fascia.
Nella Fascia non si fabbricano buone componenti protest il capitano in tono lamentoso.
Fabbrichiamo le componenti migliori che ci siano dichiar Marco. La storia  andata avanti, amico mio, cerca di tenerti aggiornato. E imballa tutto quello che c' qui per l'espulsione nel vuoto, sa sa?
Il capitano del porto incontr il suo sguardo e sollev di nuovo il pugno in un gesto di assenso. Del resto, non aveva scelta. Il vantaggio di essere al comando di tutte quelle armi era che per quanto chiedessi le cose con gentilezza, i tuoi erano comunque sempre ordini. Marco si spinse via, il suo tragitto deviato dalla gravit estremamente lieve di Pallas, poi ferm il proprio movimento afferrando un appiglio quando arriv accanto al capitano del porto e lo abbracci. Il capitano non ricambi l'abbraccio: sembrava un uomo che stesse trattenendo il respiro e sperando che qualcosa di pericoloso non si accorgesse di lui nel passargli accanto.
I corridoi e i passaggi che collegavano l'ufficio del capitano del porto ai moli erano un misto di antico rivestimento in ceramica e quello pi nuovo in un intreccio di silicato di carbonio. Questo rivestimento a intreccio - uno dei primi materiali nuovi fabbricati dopo l'apparizione della protomolecola - costituiva un balzo in avanti di alcune generazioni nel campo della chimica fisica ed emanava una strana luminosit arcobaleno mentre vi fluttuavano accanto, come petrolio sulla superficie dell'acqua. Si supponeva che fosse pi resistente della ceramica e del titanio, pi duro e pi flessibile, ma nessuno sapeva come avrebbe retto al passare del tempo. Tuttavia, se ci si poteva fidare dei rapporti che giungevano dagli altri mondi, sarebbe probabilmente sopravvissuto di almeno un ordine di grandezza alle persone che lo avevano fabbricato. Supponendo, naturalmente, che lo stessero fabbricando nel modo giusto, il che era difficile da sapere.
La navetta della Pella li stava aspettando, con Bastien assicurato al sedile a smorzamento del pilota.
Bist bien? chiese, quando Marco sigill la camera di pressurizzazione alle loro spalle.
Va bene nella misura in cui potevamo sperare che andasse rispose Marco, guardandosi intorno nella navetta. C'erano sei sedili, senza contare la postazione da pilota di Bastien. Karal si stava assicurando a uno di essi, Filip a un altro, ma Marco fluttu lentamente fino al ponte della navetta, con i capelli che gli si adagiavano sulle spalle e sollev il mento con aria interrogativa.
Rosenfeld  gi andato rispose Bastien.  sulla Pella da tre ore.
Ma davvero comment Marco, con una sfumatura tagliente nella voce che Filip fu forse il solo a cogliere. Poi prese posto su un sedile e affibbi le cinture. Questo  un bene. Andiamo a raggiungerlo.
Bastien richiese il permesso di decollo al sistema di controllo portuale, pi per abitudine che perch fosse necessario. Marco era il capitano della Pella, l'ammiraglio della Marina Libera, e la sua navetta aveva la precedenza su tutto il resto del traffico. Bastien per esegu lo stesso la procedura, poi verific i sigilli e il controllo ambientale per quella che era forse la decima volta. Per chiunque fosse cresciuto nella Fascia, controllare aria e acqua, e i sigilli di una nave e delle tute era automatico come respirare, qualcosa a cui non si pensava neppure, che succedeva e basta. La gente che non viveva in quel modo tendeva a smettere presto di dare il proprio contributo al patrimonio genetico comune.
Tutti si sentirono leggermente pi pesanti quando la navetta si mise in movimento, poi gli ammortizzatori dei sedili sibilarono all'unisono quando Bastien attiv i propulsori di manovra. L'accelerazione non raggiungeva neppure un quarto di g, e tuttavia arrivarono alla Pella nell'arco di pochi minuti. Effettuarono il ciclo della camera di pressurizzazione - la stessa in cui Naomi aveva scelto di morire - poi si ritrovarono a fluttuare nell'aria familiare della Pella.
Rosenfeld Guoliang li stava aspettando.
Per tutta la vita di Filip fin da quando riusciva a ricordare, la Fascia aveva significato l'Alleanza dei Pianeti Esterni, e l'APE aveva significato le persone che per lui avevano maggiore importanza. La sua gente. Era soltanto quando era cresciuto e avevano cominciato a permettergli di ascoltare quando suo padre parlava con altri adulti che la sua comprensione dell'APE si era fatta pi profonda, aveva acquisito maggiori sfumature, e la parola che definiva la sua gente era diventata alleanza'. Non repubblica', non governo unitario', non nazione'. Alleanza. L'APE era un vasto assortimento di gruppi diversi che si formavano, si disgregavano e tornavano a formarsi, tutti tacitamente concordi sul fatto che, quali che fossero i loro dissensi, erano comunque uniti contro l'oppressione da parte dei pianeti interni. Sotto la bandiera dell'APE c'erano alcuni fra i pi grandi portabandiera - la Stazione di Tycho, sotto Fred Johnson, e la Stazione di Ceres controllata da Anderson Dawes, ciascuna con una sua milizia; c'erano i provocatori ideologici del Collettivo Voltaire, i criminali dichiarati del Ramo d'Oro, e la non violenta e collaborazionista Maruttuva Kulu. Per ciascuna di quelle, per, c'erano dozzine, o forse centinaia, di organizzazioni e associazioni pi piccole, di cabale e di societ di reciproco interesse. Quello che le univa era la costante oppressione economica e militare da parte della Terra e di Marte.
La Marina Libera non era l'APE e non era stata destinata a esserlo. Essa era la parte pi forte del vecchio ordine, forgiata per diventare una forza che non aveva bisogno di un nemico che la definisse. Era la promessa di un futuro in cui il giogo del passato non sarebbe stato soltanto rimosso, ma spezzato.
Questo per non significava che era libera dal passato.
Rosenfeld era un uomo esile che riusciva ad avere una postura cadente anche fluttuando. La sua pelle era scura e stranamente granulosa, gli occhi erano profondamente infossati, sfoggiava sia il tatuaggio del cerchio spezzato dell'APE sia quello di una V affilata come un coltello proprio del Collettivo Voltaire, aveva un sorriso luminoso e spontaneo, ed emanava una sensazione di violenza a stento contenuta. Ed era anche il motivo per cui il padre di Filip era andato su Pallas.
Marco Inaros? chiese Rosenfeld, spalancando le braccia. Guarda che cosa hai fatto, coyo mis!
Marco si lanci in avanti nel suo abbraccio e vortic con lui mentre si stringevano a vicenda, per poi rallentare quando si separarono. Qualsiasi diffidenza Marco avesse nutrito nei confronti di Rosenfeld era scomparsa. O meglio, no, non era scomparsa, ma era stata accantonata dove solo Filip e Karal potevano percepirla, in modo che il piacere che lui provava per quel ricongiungimento potesse essere puro.
Hai un bell'aspetto, vecchio amico comment Marco.
Non  vero, ribatt Rosenfeld ma apprezzo la bugia.
Dobbiamo trasferire a bordo i tuoi uomini?
Gi fatto rispose Rosenfeld. Filip lanci un'occhiata a Karal, cogliendo il lieve incurvarsi contrariato della sua bocca. Rosenfeld era un amico, un alleato, uno della cerchia interna della Marina Libera, ma non avrebbe dovuto poter portare la sua guardia privata a bordo della nave in assenza di Marco. Dopotutto, la Pella era l'ammiraglia della Marina Libera, e costituiva una tentazione. Marco e Rosenfeld allungarono entrambi una mano e rallentarono la loro rotazione afferrandosi a un appiglio che sporgeva dagli armadietti; poi, sempre tenendosi sotto braccio, si spinsero nel corridoio e nella nave, seguiti da Filip e da Karal.
Dovremo accelerare brutalmente per arrivare a Ceres in tempo per la riunione comment Marco.
Colpa tua. Avrei potuto prendere la mia nave.
Non hai una nave armata.
Ho passato tutta la vita sulle navi minerarie...
Anche se poteva vedere soltanto la nuca di suo padre, Filip intu dal suo tono che stava sorridendo.
Quella  stata tutta la tua vita fino ad ora. Abbiamo cambiato le regole del gioco e non possiamo permettere che il comando supremo si sposti senza protezione. Perfino qui, non tutti sono dalla nostra parte. Non ancora.
Raggiunsero l'ascensore che correva lungo tutta la nave, lo aggirarono e proseguirono nell'aria a testa in avanti, in direzione dei ponti dell'equipaggio. Karal si guard indietro, verso il ponte operativo e quello di volo, come per accertarsi che nessuna delle guardie di Rosenfeld fosse alle loro spalle.
 per questo che ho aspettato ribatt Rosenfeld. Sono un bravo piccolo soldato, m.  un vero peccato che Johnson e Smith siano arrivati sani e salvi sulla Luna. Ne abbiamo fatto fuori solo uno su tre?
La Terra era quella che importava ribatt Marco. Srta apparve davanti a loro e li oltrepass con un cenno di saluto, fluttuando in direzione del ponte operativo. La Terra  sempre stata il bersaglio primario.
Ecco, adesso il segretario generale Gao  con i suoi di, e spero che sia morta urlando... Dopo aver parlato, Rosenfeld mim l'atto di sputare da un lato. Per questa Avasarala che ha preso il suo posto...
 una burocrate disse Marco, mentre si spingevano oltre un angolo e nella sala mensa. I tavoli e le panche fissati al plancito, l'odore del cibo militare marziano, i colori che fino a poco tempo prima erano stati la bandiera del nemico, tutto era in netto contrasto con gli uomini e le donne che occupavano quello spazio. Erano tutti cinturiani, e tuttavia Filip non fatic a distinguere i membri della Marina Libera con cui prestava servizio, dalle guardie di Rosenfeld. Ci che era uguale a lui da ci che era diverso. Potevano fingere che la divisione non esistesse, ma sapevano che non era cos. In tutto si trattava di una dozzina di persone, come se fosse stato un cambio di turno, e c'era un membro dell'equipaggio della Pella per ogni uomo di Rosenfeld, il che significava che Karal non era il solo a pensare che un po' di vigilanza fra amici non fosse una cosa sbagliata.
Una delle guardie gett a Rosenfeld un bulbo per bere. Impossibile capire se conteneva caff, t, whisky o acqua. Rosenfeld lo afferr al volo senza la minima interruzione della conversazione. A me sembra una burocrate piena di odio. Credi di poterla gestire? Niente di personale, coyo, ma il tuo sottovalutare le donne  il tuo angolo cieco.
Marco si immobilizz. Perfino Filip lo not, e sent un sapore metallico, come di rame, inondargli la bocca. Karal emise un sommesso grugnito, e nel guardarlo Filip not che aveva la mascella protesa in avanti e i pugni serrati lungo i fianchi.
Rosenfeld si appoggi alla parete con il volto atteggiato a una maschera di comprensione e di contrizione. Forse per questo non  il posto giusto per dirlo. Scusami se ho toccato un tasto dolente.
Niente di male rispose Marco. Discuteremo di tutto nel viaggio verso Ceres.
Raduniamo le trib comment Rosenfeld. Sono impaziente di farlo. La prossima fase dovrebbe essere interessante.
Lo sar garant Marco. Karal pu sistemare te e i tuoi uomini nelle cabine giuste. Al vostro posto, ci rimarrei. Sar un'accelerazione molto forte.
Lo faremo, ammiraglio.
Marco si spinse fuori della stanza e fluttu verso l'officina e l'ingegneria senza neppure incontrare lo sguardo di Filip.
Filip attese per un momento, non sapendo bene se seguirlo o rimanere dov'era, se fosse stato congedato o dovesse restare ancora al suo posto. Rosenfeld sorrise e strizz una palpebra granulosa prima di girarsi verso i suoi uomini. L era successo qualcosa, Filip poteva percepirlo nell'aria e nell'atteggiamento di Karal. Era qualcosa di importante, e a giudicare da come si era comportato suo padre, si sentiva costretto a pensare che fosse qualcosa che aveva a che fare con lui.
Pos una mano sul polso di Karal. Cosa  successo?
Niente rispose Karal, ma la menzogna risult evidente. Niente di cui preoccuparsi.
Karal?
Il suo compagno pi anziano serr le labbra e stiracchi il collo, evitando di guardarlo.
Karal,  qualcosa che dovrei chiedere a loro?
Karal scosse lentamente il capo. No, non doveva chiederlo. Si umett le labbra, torn a scuotere la testa, sospir e prese a parlare con voce bassa e calma. Qualche tempo fa  arrivato un rapporto. Dati di osservazione provenienti dalla... ah... dalla Chetzemoka. Riguardo al come le navi di Johnson e di Smith non sono andate distrutte.
E?
E... replic soltanto Karal, una parola densa come il piombo.
Poi continu a parlare, e fu cos che davanti a Rosenfeld e alla sua mezza dozzina di guardie sogghignanti Filip Inaros apprese che sua madre era ancora viva. E che sulla Pella lo sapevano tutti tranne lui.
Durante l'accelerazione sogn.
Era in piedi davanti alla stessa porta, come prima. Anche se il suo aspetto cambiava, era sempre la stessa e lui urlava, la colpiva con le mani, cercava di entrare. In precedenza c'era stata una sensazione di paura, l'oceanico dolore della perdita imminente, il terrore. Adesso c'era soltanto umiliazione. L'ira lo accendeva come un fuoco, e lui spinse per oltrepassare la porta, per entrare nella camera al di l di essa, non per salvare qualcosa di prezioso ma per porvi fine. Si svegli gridando. Il peso di un intero g lo schiacciava contro il gel del sedile. La Pella mormorava intorno a lui, la vibrazione del reattore e il mormorio dei riciclatori dell'aria erano come una voce che gli sussurrasse qualcosa, troppo piano per distinguere le parole. Fu uno sforzo asciugarsi le lacrime. Non erano lacrime di dolore, per quello avrebbe dovuto essere triste, mentre era soltanto certo di una cosa.
C'era qualcuno che odiava pi di James Holden.

3.

Holden

C'era qualcosa da dire a favore di una vita che non prevedesse lunghi interrogatori. Secondo quello standard, almeno, Holden non aveva vissuto bene la sua. Quando lui e il resto dell'equipaggio della Rocinante avevano acconsentito a lasciarsi interrogare, aveva intuito che non si sarebbe trattato soltanto degli eventi relativi all'attacco contro la Terra da parte della Marina Libera. Dopotutto, c'era una quantit di cose di cui parlare. L'ingegnere capo della Stazione di Tycho, che si era scoperto essere una talpa agli ordini di Marco Inaros, il rapimento e il salvataggio di Monica Stuart. La perdita del campione della protomolecola, l'attacco che per poco non era costato la vita a Fred Johnson. E questo solo per quanto riguardava lui direttamente. Naomi e Alex, e perfino Amos, avrebbero avuto interi volumi con cui contribuire all'esposizione.
Quello che non si era aspettato era che le domande partissero da l per dilagare come un gas fino a riempire tutto lo spazio disponibile. Ormai da settimane stava passando da dodici a sedici ore al giorno a parlare di tutto ci che riguardava la sua vita. Il nome e la storia di tutti i suoi otto genitori, il suo andamento scolastico, la sua carriera navale morta sul nascere, cosa sapeva di Naomi, di Alex, di Fred Johnson. I suoi rapporti con l'APE, con Dmitri Havelock, con il detective Miller. Anche dopo averlo riesaminato per ore, Holden non sapeva ancora bene cosa dire su quest'ultimo punto. Seduto nella piccola stanza, di fronte agli interrogatori delle Nazioni Unite, fino a quel punto aveva fatto del suo meglio per sezionare la sua vita ed esporla per loro.
Quel procedimento lo irritava. Le domande si ripetevano e saltavano di palo in frasca come se i due stessero cercando di coglierlo in flagrante a mentire. Si infilavano in strani, piccoli vicoli ciechi - come si chiamavano le persone con cui aveva prestato servizio nella marina? Cosa sapeva di ciascuno di loro? - e ci rimanevano per un tempo molto pi lungo di quanto paresse giustificato. I suoi due interrogatori principali erano una donna di nome Markov, alta, chiara di pelle, con un volto lungo e serio, e un uomo basso e grassoccio di nome Glenndining, con i capelli e la pelle che avevano lo stesso colore marrone. I due facevano a turno a pressarlo e a costruire un rapporto, ferendolo in modo sottile per vedere se si sarebbe infuriato e cosa avrebbe detto quando lo avesse fatto, salvo poi dimostrarsi affettuosi in modo quasi sgradevole.
Gli portavano da mangiare panini flosci e unti, oppure paste fresche accompagnate dal miglior caff che avesse mai bevuto. Abbassavano le luci fino a ottenere un'oscurit quasi completa oppure le alzavano fino a renderle quasi accecanti. Passeggiavano con la strana andatura saltellante propria della Luna lungo i corridoi che si stendevano dai moli, oppure rimanevano chiusi in un'angusta stanza di metallo. Holden aveva la sensazione che tutta la sua storia personale venisse grattata fino alla buccia, come un lime in un bar di quarta categoria. Se in lui rimaneva ancora una goccia di succo, in qualche modo riuscivano a spremerla. Era facile dimenticarsi che questi erano i suoi alleati, che aveva acconsentito a questo interrogatorio. Pi di una volta, mentre era raggomitolato nella sua cuccetta dopo una lunga giornata, sospeso fra il sonno e la veglia, si era trovato a formulare nella mente assonnata piani per tirare fuori la nave da quella prigione e fuggire.
Non era d'aiuto il fatto che nel cielo scuro sopra di loro la Terra stesse morendo poco per volta. Le stazioni che trasmettevano notizie e che ancora esistevano si erano trasferite perlopi sulle stazioni Lagrange e sulla Luna, ma qualcuna era ancora attiva sulla superficie planetaria. Fra le sessioni di interrogatorio e le ore di sonno, Holden non aveva molto tempo per guardare i notiziari, ma i frammenti che riusciva a sentire erano sufficienti. Le infrastrutture erano sottoposte a uno sforzo eccessivo, l'ecosistema era sconvolto, c'erano cambiamenti chimici nell'atmosfera e nell'oceano. Sulla Terra sovraffollata c'erano stati trenta miliardi di persone che dipendevano da una vasta rete di macchinari perch le nutrisse, idratasse e impedisse loro di annegare nei loro stessi rifiuti. In base ai calcoli pi pessimistici, un terzo di quelle persone era gi morto. Holden aveva visto alcuni secondi di un servizio in cui si discuteva di come si effettuasse il calcolo dei morti nell'Europa occidentale analizzando i cambiamenti atmosferici. La quantit di metano e di cadaverina presente nell'aria permetteva di dedurre quante persone stessero marcendo nelle strade e nelle citt devastate. Quella era la portata del disastro.
Si era sentito colpevole a spegnere il notiziario. Il minimo che poteva fare era guardare, essere l, mentre l'ecosfera che aveva generato lui, la sua famiglia e tutti gli altri non molte generazioni prima collassava. La Terra meritava di avere dei testimoni. Tuttavia, era stanco e spaventato, e anche dopo aver spento il notiziario non era riuscito a dormire.
Non tutte le notizie erano cattive. Mamma Elise era riuscita a fargli avere un messaggio in cui si diceva che la fattoria del Montana, per quanto gravemente danneggiata, era risultata abbastanza autosufficiente da mantenere in vita i suoi genitori. C'era perfino un po' di eccedenza con cui erano riusciti a contribuire in qualche misura alle operazioni di soccorso, a Bozeman. A mano a mano che le nubi fangose fatte di polvere e cenere si depositavano ad avvelenare gli oceani, un numero sempre maggiore di voli di soccorso aveva potuto percorrere il pozzo gravitazionale e risalirlo carico di profughi.
Adesso per le capacit fisiche della Base Luna cominciavano a essere sottoposte a stress. I riciclatori d'aria erano spinti al limite, per cui ogni respiro che Holden traeva nelle sale e nei corridoi della stazione sembrava essere appena uscito dalla bocca di qualcun altro. Giacigli e tende intese a garantire un po' di privacy riempivano le aree di ristorazione e gli spazi pubblici. L'equipaggio della Rocinante aveva rinunciato ai suoi alloggi nella stazione per trasferirsi sulla nave e lasciare pi spazio ai profughi, ma anche per vivere nella sua bolla personale di aria pulita e acqua bel filtrata. Era un po' ipocrita fingere che fosse stato un gesto altruistico. La nave era silenziosa, vuota e familiare. Le sole cose che impedivano a Holden di sentirsi del tutto a suo agio erano il silenzio del reattore spento e la presenza spettrale di Clarissa Mao.
Perch ti inquieta tanto? domand Naomi. Si trovavano nella cabina che condividevano, trattenuti sul letto dalla poca gravit lunare e dal loro stesso sfinimento.
Ha ucciso un sacco di persone rispose Holden, con il sonno che lo privava della capacit di pensare in modo chiaro. Non  sufficiente? A me pare che dovrebbe esserlo.
La cabina aveva le luci abbassate e il giaciglio a smorzamento racchiudeva i loro corpi come una culla. Sentiva il respiro di Naomi contro il fianco, caldo, familiare e ancorante. La voce di lei era permeata della stessa morbidezza impastata della sua, perch erano entrambi quasi troppo stanchi per riuscire a dormire. Quella era una Clarissa diversa.
Tutti gli altri ne sembrano sicuri, ma non so bene come ci siamo arrivati.
Ecco, credo che Alex abbia ancora qualche dubbio su di lei.
Amos non ne ha, e neppure tu.
Naomi emise un verso. Aveva gli occhi chiusi e anche nella penombra Holden riusciva a distinguere il colore pi scuro delle sue palpebre. Per un momento pens che fosse riuscita ad addormentarsi, ma poi lei parl ancora. Devo credere che possa cambiare. Che le persone possano farlo.
Tu non eri come lei ribatt Holden. Anche quando... anche quando delle persone sono morte, tu non eri come lei. Non eri un'assassina a sangue freddo.
Amos lo .
Vero. Per Amos  Amos. Nella mia testa,  una cosa diversa.
Perch?
Perch lui  Amos.  come un pitbull. Sai che potrebbe squarciarti la gola, ma  assolutamente fedele e ti viene solo voglia di abbracciarlo.
Naomi fece un lento sorriso. Era una cosa che riusciva a fare, una contrazione di un muscolo della faccia, e Holden si sent pervadere di speranza, calore e perfino una sorta di cupo ottimismo, perch l'universo non poteva essere tutto una merda se in esso c'era una donna come quella. Le appoggi una mano sul fianco. Non ti sei innamorata di me per la mia coerenza etica, vero?
Nonostante la tua coerenza etica ridacchi lei. E dopo un momento aggiunse: Avevi un bel sedere.
Avevo? Al passato?
Devo accedere di nuovo al sistema disse lei, cambiando argomento. Non lasciare che mi addormenti se prima non ho controllato se ci sono aggiornamenti.
Si tratta delle navi scomparse? domand Holden, e lei annu.
Per quanto duro potesse essere stato il suo interrogatorio, quello di Naomi era peggiore. Lei aveva sempre parlato poco del suo passato, di come era diventata la donna che era. Adesso aveva barattato quella privacy in cambio di un'amnistia totale per l'equipaggio e per s stessa. I suoi equivalenti di Markov e Glenndining non la stavano interrogando soltanto riguardo a una carriera fallita nella marina o ai contratti di lavoro con Fred Johnson. Lei era una finestra che permetteva di accedere direttamente a Marco Inaros. Era stata la sua amante, era la madre di suo figlio, un fatto con cui Holden stava ancora cercando di venire a patti nella sua mente. Era stata tenuta prigioniera sulla sua ammiraglia prima e dopo che il martello si era abbattuto sulla Terra. Holden sapeva che per quanto il suo interrogatorio potesse essere duro, quello di Naomi lo era mille volte di pi, e supponeva fosse per questo che si era immersa nel mistero delle navi scomparse.
Lei era stata la prima fra loro a notare che il numero di navi che era svanito mentre era in transito attraverso i portali non corrispondeva a quello delle navi da guerra che erano diventate la Marina Libera. Alcune di esse erano state rubate da Marco e dai suoi uomini, altre erano svanite senza lasciare traccia. C'erano due cose che stavano succedendo contemporaneamente, e Holden non poteva volergliene se Naomi preferiva passare il suo tempo libero focalizzandosi sull'altra.
Per doveva anche dormire, se non altro perch era convinto che quando lei si fosse infine addormentata sarebbe riuscito a farlo a sua volta.
Non prometto niente rispose.
D'accordo annu Naomi. Allora svegliami presto, in modo che abbia il tempo di controllare prima della prossima sessione.
Lo prometto.
Holden rimase disteso al suo fianco nella penombra finch il suo respiro si fece pi profondo e divenne il ritmo regolare e scandito del sonno. Quando si ritrov ancora sveglio dopo averla ascoltata per cinque minuti comprese che non sarebbe riuscito a dormire a sua volta e si alz. Per un momento lei si fece silenziosa, sul punto di svegliarsi, prima che il respiro tornasse a farsi profondo. Holden lasci la cabina.
Anche i corridoi della Rocinante erano in penombra, con l'illuminazione regolata per il periodo notturno. Holden si diresse all'ascensore e sent delle voci arrivare fino a lui dalla cambusa: quella profonda e affabile di Amos e quella pi sottile e fragile di Clarissa. Si sofferm ad ascoltare, poi risal la scala che portava al ponte operativo. La gravit lunare era abbastanza lieve da far apparire sciocco l'uso dell'ascensore, quindi si tir su, una mano dopo l'altra, fino ad arrivare a destinazione. Le luci erano spente, e Alex era rischiarato soltanto dal chiarore che proveniva dallo schermo.
Ciao salut con voce strascicata, quando Holden si sistem su un sedile. Non riesci a dormire?
No, a quanto pare sospir Holden. E tu?
Detesto la gravit che c' qui. Sembra che ci muoviamo troppo lentamente. Continuo a desiderare di accendere i motori, ma non ci sono motori e non stiamo andando da nessuna parte. Dovrebbe essere la propulsione a tenermi sul sedile, e invece  soltanto un grosso pezzo di roccia. Alex accenn a un notiziario che stava scorrendo silenzioso sullo schermo. Una donna che indossava uno hijab di un rosso acceso parlava con aria seria davanti alla telecamera. Holden la riconobbe come una stimata giornalista marziana, ma non riusc a ricordare il suo nome. Continuano a parlarne. Lo definiscono ammutinamento e persistono nel parlare di inadempienza ai doveri, di abbandono del proprio posto e di vendita di equipaggiamento al mercato nero.
Non suona molto promettente.
Suona meglio di quel che  stato in realt ribatt Alex.  stato un colpo di Stato, una guerra civile, solo che invece di combattere, un quinto delle forze militari ha preso armi e bagagli e si  trasferita oltre i portali dell'anello con tutta la nostra roba. Ecco, con tutta la nostra roba che non ha venduto a questi idioti della Marina Libera.
Si sa qualcosa di dove erano diretti?
No rispose Alex. Quantomeno, nulla che trapeli dai notiziari.
La donna con lo hijab - Fatim Wilson, quello era il suo nome - scomparve, ma la trasmissione continu con immagini dei moli di attracco vuoti di Marte e poi di un gruppo di dimostranti che si agitavano e gridavano davanti alla telecamera. Holden non avrebbe saputo dire per cosa o contro cosa stessero dimostrando, e per come stavano le cose al momento, non era certo che lo sapessero neppure loro.
Se mai torneranno indietro, saranno tutti processati per tradimento continu Alex. Mi induce a pensare che non avessero in programma di tornare presto a casa.
Quindi, riassumendo, disse Holden abbiamo un colpo di mano su Marte. La Marina Libera che massacra la Terra. I pirati che depredano tutte le navi coloniali dirette verso l'esterno. La Stazione di Medina che ha interrotto le comunicazioni. E infine qualcosa, non sappiamo cosa, che divora alcune delle navi che attraversano i portali.
Alex apr la bocca per replicare, ma lo schermo tremol e trill: una richiesta di connessione a priorit elevata.
Una dannata cosa dopo l'altra, comment, accettando la connessione quando non  un dannato mucchio di cose che succedono tutte insieme.
Chrisjen Avasarala apparve sullo schermo. I capelli erano pettinati alla perfezione, il suo sari era di un verde scintillante come una gemma. Soltanto gli occhi e la piega della bocca tradivano la sua stanchezza.
Capitano Holden disse. Ho bisogno di incontrare lei e il suo equipaggio. Immediatamente.
Naomi sta dormendo replic Holden, senza soffermarsi a pensare. Avasarala sorrise... non era un'espressione piacevole. D'accordo, vado a svegliarla. Arriviamo subito.
Grazie, capitano replic la facente funzioni di segretario generale della Terra, e chiuse la comunicazione.
Il silenzio pervase la cabina. Hai notato che non ha detto niente di osceno o di offensivo? chiese Holden.
S, l'ho notato.
Holden trasse un profondo respiro. Non lascia presagire niente di buono.
La sala riunioni era vicina alla superficie della Luna, ed era strutturata come un'aula scolastica o una chiesa, con un podio nella parte anteriore e file di sedie disposte davanti a esso, ma adesso il podio era vuoto e una dozzina di sedie era stata disposta in un cerchio approssimativo. Avasarala sedeva insieme a Fred Johnson - capo della Stazione di Tycho e un tempo portavoce dell'APE - con il primo ministro marziano Smith alla sua sinistra e Bobbie Draper alla sua destra. Tanto Smith quanto Johnson erano in maniche di camicia, e tutti apparivano stanchi. Holden, Naomi, Alex e Amos sedettero insieme in gruppo di fronte a loro, lasciando un paio di seggiole vuote a segnare il confine fra i due gruppi su ambo i lati. Finch non ebbero preso tutti posto, Holden non si rese conto che Clarissa non era venuta. Non aveva neppure preso in considerazione l'eventualit di portarsela dietro: quella era una riunione riservata all'equipaggio della Rocinante, dopotutto, e lei era...
Avasarala digit qualcosa sul terminale palmare e uno schema apparve nello spazio al centro del cerchio. La Terra, la Luna e le stazioni Lagrange brillavano tutte di un colore dorato. Le navi che formavano il blocco che aveva intercettato e distrutto i successivi attacchi della Marina Libera erano in verde. Un modello separato mostrava il sistema interno - il Sole, Mercurio, Venere, la Terra, Marte e le principali stazioni della Fascia, come Ceres e Pallas - pi una manciata di punti rossi sparsi che sembravano una ferita o un'irritazione cutanea.
Il rosso rappresenta la Marina Libera spieg Avasarala. Di persona, la sua voce suonava rauca, come se avesse tossito. Holden non avrebbe saputo dire se aveva semplicemente parlato troppo o se aveva respirato i particolari fini lunari, quella polvere troppo sottile per essere fermata anche dai filtri migliori, che faceva puzzare di polvere da sparo l'aria della stazione. Stiamo tracciando i loro movimenti, e c' un'anomalia. Questa.
Tocc il terminale e i due schemi si fusero, uno espandendosi e l'altro rimpicciolendo, fino a mostrare lo stesso tratto di spazio. Un punto rosso spiccava lontano dalle stazioni e dai pianeti e fluttuava nel vasto nulla dove le meccaniche orbitali lo lasciavano prevalentemente isolato. Naomi si protese in avanti, lottando per mantenere a fuoco lo sguardo. Era troppo stanca.
Cosa ci fa l fuori? chiese, con voce abbastanza nitida.
Individuazione spieg Fred. Ha disattivato il transponder, ma sembra essere una nave mineraria, l'Azure Dragon, proveniente da Ceres. Il suo equipaggio  composto da membri radicali dell'APE.
Questo significa che forse adesso  con la Marina Libera. Si tratta delle rocce che ci hanno scagliato contro? domand Holden.
Erano coordinate da quello stronzetto replic Avasarala, poi scroll le spalle con aria esausta, e aggiunse: O almeno lo pensiamo. Quello che sappiamo  questo: finch quei fottuti bastardi possono continuare a scagliarci contro rocce, siamo bloccati qui. Le nostre navi non osano muoversi, e Marco Inaros pu reclamare per s quello che diavolo vuole fra i pianeti esterni.
Smith si protese in avanti e prese la parola in tono calmo e quasi apologetico. Se il servizio di intelligence di Chrisjen ha ragione, e questa nave sta guidando gli attacchi, allora si tratta di un bersaglio di importanza critica nella lotta contro la Marina Libera. Sapete che il colonnello Johnson, il segretario generale Avasarala e io abbiamo formato una task force congiunta? Questa sar la sua prima operazione sul campo: la cattura o la distruzione dell'Azure Dragon per ridurre la capacit del nemico di sferrare attacchi contro la Terra, per dare un po' di dannato respiro alla nostra flotta congiunta. Era la prima volta che Holden sentiva il termine flotta congiunta', e gli piacque come suonava.
E non era il solo ad apprezzarlo.
Merda comment Amos. E io che mi stavo godendo il fatto di starmene con il pollice su per il culo, inutile.
Se vuoi fare quei giochetti  affar tuo replic Avasarala. Solo tu puoi riuscirci su un sedile a smorzamento. La Rocinante non fa parte della flotta, quindi perderla non lascer un buco nelle nostre difese. Inoltre, mi pare di capire che avete installato qualche componente aggiuntivo...
Un cannone a rotaia montato sulla chiglia rispose Alex, con un sorriso.
...che fa pensare al bisogno di compensare un pene molto, molto piccolo, ma che potrebbe risultare utile. Il comandante della missione ha richiesto voi e la vostra nave, e in tutta onest in ogni caso a questo punto nessuno di voi merita pi di uno scappellotto, a parte Miss Nagata, quindi...
Un momento interruppe Holden. Il comandante della missione? No.
Avasarala incontr il suo sguardo e la sua espressione si fece dura come il granito. No?
Holden non sussult. La Rocinante non viaggia sotto il comando di nessuno tranne noi. Capisco che questa  una grossa task force congiunta e che siamo tutti insieme in questa faccenda, ma la Roci non  soltanto una nave,  la nostra casa. Se ci volete assoldare, va benissimo. Accetteremo l'incarico e lo porteremo a termine. Se per volete mettere a bordo un comandante e vi aspettate che eseguiamo i suoi ordini, allora la risposta  no.
Capitano Holden... cominci Avasarala.
Questa non  una trattativa la interruppe Holden.  come stanno le cose.
Tre fra le persone pi potenti del sistema solare, i capi delle fazioni centrali che per generazioni avevano lottato le une contro le altre, si fissarono a vicenda. Le sopracciglia di Smith salirono in modo marcato e lui si guard intorno con fare ansioso. Fred si protese in avanti, squadrando Holden come se lo avesse deluso. Solo negli occhi di Avasarala c'era un bagliore divertito. Holden lanci un'occhiata al suo equipaggio. Naomi aveva le braccia incrociate sul petto, Alex teneva la testa sollevata e il mento spinto in fuori, e Amos sorrideva come faceva sempre. Un fronte unito.
Bobbie si schiar la voce. Si tratta di me.
Come sarebbe? chiese Holden.
Si tratta di me ripet Bobbie. Sono il comandante della missione. Se per davvero non vuoi...
Oh disse Holden. No. No, questo cambia le cose.
S aggiunse Alex, e Naomi rilass le braccia. Bobbie si rilass a sua volta.
Avresti dovuto dircelo subito, Chrissy comment Amos.
Fottiti, Burton. Ci stavo arrivando.
Allora, Bobbie, come vuoi procedere? chiese Holden.

4.

Salis

Aspetta, aspetta, aspetta! grid Salis nella radio della tuta. La base del cannone a rotaia era larga dieci metri, di forma approssimativamente esagonale e con una massa superiore a quella di una piccola nave. Alle sue parole, una mezza dozzina di propulsori edili disposti lungo il lato di quella bestia si spensero, espellendo massa di eiezione nel vuoto. Il misuratore di calibrazione del mech di Salis scese fino allo zero: il movimento infinitesimale della grande bestia era cessato. Adesso fluttuavano insieme... l'arma di una grandezza inumana. La stazione aliena pervasa di un chiarore sommesso, e Salis nel suo mech edile giallo simile a un ragno.
A que, coyo? gli chiese all'orecchio Jakulski, il loro supervisore tecnico.
Registravo un movimento di deriva rispose Salis, muovendo il laser di allineamento sul cannone a rotaia e sull'innesto in cui si sarebbe dovuto inserire. Era stato un duro lavoro equipaggiare la stazione aliena con tre ampie fasce di ceramica, intreccio di silicato di carbonio e metallo. Adesso appariva come una vasta palla azzurra circondata da fasce di gomma, ciascuna ad angolo retto rispetto alle altre due, e le torrette con i cannoni a rotaia si trovavano nei punti di incrocio di quelle linee. Era risultato che era impossibile praticare fori nella stazione aliena, e saldare era altrettanto impossibile perch la superficie non si fondeva. Avvolgere quella dannata cosa era stata la sola alternativa possibile per riuscire ad attaccarvi qualcosa.
Que mas que? domand Jakulski.
Sposta di un minuto e dieci secondi relativo a Z, di meno otto secondi relativo a Y.
Capito annu Jakulski. I propulsori edili su tutta la lunghezza del cannone a rotaia tossicchiarono per un succedersi di impulsi e di contro impulsi. Tutt'intorno a loro i portali punteggiavano il cielo con poco pi di milletrecento punti luminosi, spogli, vuoti e regolari in modo minaccioso. La Stazione di Medina stessa era l'unico altro oggetto presente, ed era tanto distante che Salis avrebbe potuto coprire l'intera struttura - corpo centrale, reattore e centro di comando - con il pollice proteso. La zona lenta, cos continuavano a chiamarla. Anche se quello strano limite di velocit era stato rimosso, il nome era rimasto, portando con s un senso di stranezza e di destino tragico. La maggior parte del suo lavoro si svolgeva all'interno di Medina. Uscire nel vuoto era una cosa rara, e adesso che era l non gli piaceva molto. Continuava a distogliere lo sguardo dal lavoro per guardare il nero dello spazio, e la sua prima settimana di lavoro si era quasi conclusa quando infine si era reso conto che stava cercando la Via Lattea, e che continuava a guardare perch non la trovava.
Bist bien? chiese Jakulski.
Un momento rispose Salis, tornando a controllare i laser di allineamento. Fece scorrere lo sguardo per tutta la lunghezza della grande canna mentre il mech lottava per far combaciare la superficie di quella cosa con il suo alveolo. I pochi cannoni a rotaia che aveva visto in precedenza erano fatti di titanio e di ceramica. Questi nuovi materiali che Duarte mandava attraverso il portale di Laconia erano per roba all'avanguardia. Non si trattava soltanto dell'iridescenza del rivestimento in silicato di carbonio. Il nucleo di alimentazione che faceva funzionare i cannoni, e il sistema di caricamento delle munizioni esente da attrito che li riforniva erano... strani.
Il design era elegante, certo, ma erano soltanto cannoni a rotaia magnetici alimentati da nuclei a fusione, come quelli di qualsiasi nave, e facevano quello che dovevano. C'era per qualcosa di strano nel modo in cui erano montati, la sensazione che non li stessero tanto fabbricando quanto testando. Si trattava di una sorta di goffaggine e bellezza che lo induceva a pensare pi a piante che a macchine, e non si trattava soltanto dei nuovi materiali utilizzati. Fin da quando l'anello dei portali si era staccato da Venere c'erano state cose nuove, qua e l. Si trattava della portata della cosa. E forse anche di qualcos'altro.
Giunse il rapporto dei laser di allineamento.
Bien disse Salis. Porta a casa quel bastardo.
Jakulski non rispose, ma i propulsori si attivarono. Salis continu a controllare in pari misura l'alveolo e il cannone, effettuando una lettura manuale dopo l'altra. Quello era il genere di cosa che di solito lasciava fare ai sistemi del mech, ma a volte i nuovi materiali inducevano il laser a fornire falsi errori, ed era meglio essere sicuri. La stazione era rimasta immobile come la pietra negli anni trascorsi da quando i portali si erano aperti, ma questo non significava che attaccarvi un macchinario dannatamente grosso non avrebbe provocato una reazione.
Ci volle la maggior parte di un turno per connettere quell'enorme cannone, ma alla fine esso si agganci al suo posto. La torretta si assest, assorb la poca spinta rimasta e l'alveolo si chiuse intorno al cannone, lasciando nella mente di Salis l'inquietante immagine di labbra gigantesche che si chiudessero lentamente intorno a una cannuccia enorme.
Indietreggio avvert Salis.
Clar  test, tu?
Un momento rispose Salis, spingendosi lontano dalla stazione. Fluttu nel vuoto, dove Roberts e Vandercaust aspettavano all'interno dei loro mech. I propulsori di manovra del mech lo fecero fermare accanto a loro e gli permisero di voltarsi a osservare il frutto del loro lavoro. Sul canale di gruppo, Roberts grugn.
Vise ca bcter disse, ed era vero. Con i cannoni montati alla sommit e in fondo a tutti e tre gli assi, la stazione somigliava un poco a qualcosa visto al microscopio, magari a un macrovirus. O a uno streptococco minimalista.
A posto disse Salis. Clar  test.
Tre, due, uno cont Jakulski.
Sotto di loro, il cannone a rotaia si spost nell'alveolo come qualcosa che si svegliasse dal sonno. Per un momento parve fluttuare come una canna in una corrente d'aria, poi scatt al suo posto, passando da una posizione alla successiva troppo in fretta perch lo sguardo di Salis potesse seguirne il movimento, pi in fretta del contrarsi della zampa di un insetto. Esso esegu l'intero ciclo, prendendo di mira ciascuno dei portali nel suo campo visivo. Con la disposizione che avevano scelto, almeno due cannoni sarebbero stati in grado di prendere di mira ciascun portale, e la maggior parte dei portali ricadeva nell'arco di tre di essi. Salis aveva visto immagini di vecchie fortificazioni affacciate sul mare, sulla Terra. Prima di allora non avevano mai avuto senso per lui - troppo piatte per applicarsi alla sua esperienza personale -, ma questa era la stessa cosa. Quei cannoni avrebbero protetto per sempre la Stazione di Medina da navi d'invasione. Sent una qualche emozione che gli si destava nel petto, che poteva essere orgoglio, o timore.
Bien comment Jakulski, che pareva quasi sorpreso, come se si fosse aspettato che il cannone si staccasse e si allontanasse vorticando nel vuoto. Ritiratevi prima che proviamo a fare fuoco.
Ci ritiriamo rispose Vandercaust. Non ci sparare addosso, sa sa?
Avvertitemi, se dovessi farlo rise Jakulski. Per lui era facile, non era lui quello l fuori. E quei cannoni avrebbero potuto disintegrare perfino Medina. Salis e gli altri indietreggiarono di cinquanta chilometri, si girarono e decelerarono per altri cinquanta. L'oscurit era inquietante. Dall'altro lato del portale non era mai cos buio, c'erano sempre il sole e le stelle.
Fermi e stabili avvert Roberts. Hast du dui identificati come amici?
S. Se vi sparer significa che c' qualcosa che non va. Seleziono i bersagli rispose Jakulski, e Salis aument l'ingrandimento sul suo mech. La stazione aliena apparve, raffigurata in falsi colori. A quella distanza poteva vedere solo tre dei sei cannoni. Il sistema dei sensori bist bien. Fuoco fra tre, due, uno...
Ci fu uno sbuffo di vapore che scatur dalla punta del cannone - gas che estendeva momentaneamente la lunghezza della canna e dava un po' pi di velocit al proiettile. Il mech di Salis fu scosso da un tremito quando l'energia magnetica proveniente dal cannone ne influenz i sistemi anche a quella distanza. Non vide i proiettili sparati dal cannone, perch nel tempo che l'aspro feedback impieg a passare dalla radio al suo orecchio il proiettile di tungsteno aveva gi attraversato il portale preso di mira. O si era perso nello strano non-spazio fra i portali. Sul display in falsi colori, un fremito percorse la stazione aliena, simile a quello che aveva visto in una sfera d'acqua fluttuante quando se ne toccava un punto. Il fremito scomparve prima ancora di aver percorso la circonferenza della stazione.
La que vist? chiese Jakulski.
Niente rispose Salis. Sembra a posto. Tu?
Solo la luminosit della stazione replic Jakulski. In tutti i loro test, la sola reazione che la stazione avesse mai avuto all'essere spinta dal contraccolpo dovuto all'azione dei cannoni era stata una pioggia di fotoni.
Niente altro?
No.
Deriva?
Niente deriva.
Era quello che volevano vedere. I cannoni a rotaia erano abbastanza grandi e potenti da rendere difficile attivarli anche montati sulla chiglia di un'astronave. Montati su torrette, come quelli, avrebbero dovuto essere in pari misura un'arma e un propulsore, spingendosi lontano da ci a cui stavano sparando tanto in fretta da rendere difficile recuperarli.
Non sulla stazione.
Qualsiasi cosa gli alieni avessero fatto per eliminare reazioni uguali e opposte, essa generava soltanto l'energia sufficiente a emanare un po' di luce, e non pareva attivare nessuna contromisura. Tuttavia, Salis non era particolarmente impaziente di tornare indietro per controllare gli alveoli e le basi.
Avete sentito Casil parlare del perch non si muove quando la spingiamo? chiese Vandercaust.
No rispose Roberts.
Ha detto che si muove, ma che lo spazio dell'anello si muove a sua volta, per cui non possiamo vederlo succedere.
Casil  pazzo.
S ai.
Ci rimandi indietro? chiese Salis, alla radio.
Un momento replic Jakulski, poi continu: Bien. Puoi andare. Tieni tus augen aperti, nel caso che qualcosa non vada.
Nel caso che qualcosa non vada' significava crepe nell'alloggiamento, perdite nei serbatoi di fluido, guasti dei reattori o dell'alimentazione delle munizioni.
Significava gli occhi di un antico dio puntati su di loro. O qualcosa di peggio.
Capito assent Salis, controllando i propulsori. Ci muoviamo.
I tre mech tornarono a lanciarsi verso la stazione. Medina fluttuava sulla destra, con il cono di propulsione inattivo e il corpo centrale rotante. Salis spinse lo sguardo al di l di essa come se stesse cercando un volto familiare, ma le stelle continuavano a essere assenti.
La sezione interna centrale della Stazione di Medina aveva un sole che ardeva in linea retta dal centro di comando fino ai ponti della sezione ingegneria. La luce a spettro completo che ne emanava pioveva sul ricurvo terreno agricolo e sull'ampio lago incurvato di quella che un tempo era stata una nave destinata a trasportare una citt di mormoni fino alle stelle. Seduto in un bar all'aperto insieme a Vandercaust e a Roberts, a bere birra e a mangiare cibo secco bianco che sapeva di formaggio in polvere e di funghi, Salis aveva davanti e dietro di s un panorama che si incurvava fino a perdersi nella linea luminosa del sole. Alla sua sinistra e destra si stendeva in tutta la sua lunghezza il corpo centrale che ruotava pi o meno con la stessa forza di gravit della Luna. La brezza gentile che gli alitava sulla nuca proveniva come sempre dal senso della rotazione.
Da ragazzo, Salis aveva visto le caverne della Grande Stanza, su Giapeto, e aveva camminato sotto il falso cielo di Ceres. Il corpo centrale di Medina era quanto di pi simile riuscisse a immaginare a com'era stata la Terra prima dell'impatto delle rocce: un'atmosfera non controllata sopra di lui e la sottile crosta e il mantello fra i suoi piedi e il nucleo di pietra fusa. Per quante volte potesse andarci, continuava ad apparirgli qualcosa di esotico.
C' di nuovo qualcuno che vola comment Roberts, socchiudendo gli occhi a causa della luce. Salis sollev lo sguardo. Lass, ridotti quasi a delle sagome dalla luminosit intensa, cinque corpi fluttuavano nell'aria con le braccia e le gambe allargate. Parevano volare da un punto alle spalle di Salis, descrivendo una curva davanti a lui come facevano i campi di soia e di mais, ma la verit era che quei corpi erano stazionari. Circa cinque mesi prima, un idiota adolescente aveva escogitato come disporre un tracciato temporaneo che potesse accelerare le persone in direzione contraria alla rotazione fino a uguagliare la rotazione del corpo centrale e permettere loro di lanciarsi in aria, privi di peso. Fintanto che nessuno si avvicinava troppo al sole artificiale o non riusciva a uguagliare l'accelerazione del corpo centrale prima di tornare a terra, si supponeva che la cosa fosse divertente.
Due scie di vapore si levarono dal ponte della sezione di ingegneria, puntando verso i cinque, e Salis le indic. La sicurezza li ha beccati.
Vandercaust scosse l'irsuta testa grigia. Ton muertas.
Giovani e stupidi, ma  come diceva quel romano: fihi m'fihi comment Roberts. La sua voce esprimeva pi comprensione, ma del resto lei era pi vicina all'et di quei volatori illegali. Sei nato di pietra e serio, que?
Sono nato con il senso del rispetto replic Vandercaust. Le mie stronzate uccidono soltanto me.
Roberts scroll le spalle in segno di resa. Sulle navi, quelle vere, dal lato giusto dei portali, mantenere al sicuro l'ambiente era sempre la massima priorit. Si controllava quello che era gi stato controllato, si pulivano cose gi pulite. Essere frettolosi e trasandati era un modo rapido per morire, trascinando con s la propria famiglia e il proprio equipaggio. Nelle grandi stazioni come Ceres, Hygeia, Ganimede e adesso anche Medina, c'era qualcosa che dava ai ragazzi il permesso di essere stupidi. Irresponsabili.
Era la stabilit, pens Salis. Avere a disposizione uno spazio vasto come quello del corpo centrale aveva un effetto sul cervello della gente. Lo avvertiva anche lui: sembrava troppo grande per potersi rompere, e non importava che niente fosse mai davvero tanto grande e che qualsiasi cosa potesse rompersi. La Terra si era rotta. Agire come se i rischi non fossero stati tali metteva tutti in pericolo.
Anche cos, c'era una parte di lui a cui dispiacque vedere la sicurezza piombare su quei volatori. Erano ragazzi che si comportavano come tali, niente di pi. Da qualche parte ci sarebbe dovuto essere un posto per quello. I marziani lo avevano, e anche i terrestri. Erano soltanto i cinturiani che avevano trascorso troppe generazioni a morire la prima volta che facevano una cazzata per permettere ai loro figli di giocare ogni tanto.
Socchiuse gli occhi a causa della luminosit intensa. Gli uomini della sicurezza e i volatori si stavano ora dirigendo verso la superficie, con la scia dei propulsori delle tute che creava ampie e lente spirali centrate sulla linea luminosa del sole, a mano a mano che scendevano.
 un peccato comment. Vandercaust grugn.
Avete sentito delle docce della sezione F? chiese Roberts. Sono bloccate, di nuovo.
Alles progettato per un g intero disse Vandercaust. Lo stesso vale per le fattorie. I campi non drenano come dovrebbero. Se facessimo ruotare il corpo centrale come volevano fare los mormoni, funzionerebbe tutto.
Roberts rise. Tutto s, ma noi no. Ci ritroveremmo tutti schiacciati.
Meglio cambiare il sistema aggiunse Vandercaust, a bocca piena.
Se lavoriamo abbastanza, funzioner afferm Salis. Una nave con un tale esubero di risorse... se non riusciamo a fare le cose nel modo giusto, non ce la meritiamo.
Bevve quanto rimaneva della birra e si alz, sollevando una mano per chiedere se qualcuno dei suoi compagni voleva un altro giro. Vandercaust assent, mentre Roberts rifiut. Salis attravers lo sterrato fino al bar, giungendo alla conclusione che quella era parte dell'incanto: le piante e il falso sole, e la brezza che sapeva di foglie e di terriccio e di cose che crescevano. Il corpo centrale di Medina era il solo posto in cui avesse mai vissuto dove poteva camminare sul terriccio. Non polvere e terra - quelle erano dappertutto -, ma vero terriccio. Salis non sapeva perch, ma era una sensazione diversa.
Il barista scambi il suo bulbo vuoto con uno pieno e gliene diede un secondo per Vandercaust. Quando torn al tavolo, la conversazione si era spostata dai volatori alle colonie... non che fosse un grosso cambiamento, passare da alcune persone che correvano rischi stupidi ad altre che facevano la stessa cosa.
Aldo dice che sono arrivate altre minacce dal portale di Jerusalem comment Roberts. Gli rimandiamo il nucleo del loro reattore, oppure verranno a prenderselo.
Rimarranno sorpresi, se lo faranno comment Vandercaust, togliendo di mano a Salis il bulbo pieno. I cannoni sono montati, e il tempo  scaduto per alles la.
Forse replic Roberts, poi toss e aggiunse: O forse dovremmo restituirlo, s?
Vandercaust si accigli. Perch?
Ne hanno bisogno e noi lo abbiamo, tutto qui replic Roberts.
Vandercaust accanton la risposta con un gesto della mano. A chi importa un accidente di cosa hanno bisogno? Qualcosa nella voce di Roberts attir per l'attenzione di Salis, come se lei avesse detto pi di quanto esprimevano le parole. Incontr i suoi occhi scuri e sollev il mento con aria interrogativa. Le parole che stava cercando di dire la indussero a spingere la testa in avanti, come per annuire.
Possiamo aiutarli, se vogliamo. Tanto vale farlo, s no? Non c' motivo per non farlo, dal momento che non siamo pi quello che eravamo, noi disse. Vandercaust si accigli, ma Roberts continu: Ce l'abbiamo fatta. Noi. Oggi.
Que fatto que, noi? domand in tono rude Vandercaust. Se per colse il suo tono, Roberts non lasci che la fermasse. I suoi occhi scintillavano come se fosse stata sul punto di piangere, e quando riprese a parlare fu come acqua che scorresse da un tubo rotto, con la voce che fluiva, pulsava e riprendeva a scorrere.
Il problema  sempre stato quando avremmo trovato un posto nostro. Ceres, o Pallas, o le grandi stazioni Lagrange che non sono mai state costruite. Mi ta parlava di costruire una stazione per tutti i cinturiani alles. Una capitale  te vuoto.  questa. L'hanno costruita i cinturiani, e sono i cinturiani a viverci. I cinturiani le hanno dato potere, y a causa dei cannoni che noi abbiamo montato, sar nostra per sempre. Oggi abbiamo fatto di questo posto una casa. Non solo la nostra casa, ma quella di tutti noi. Es es la nostra patria, adesso. Grazie a noi tre.
Le lacrime le colavano lungo le guance, lente a causa della gravit a un sesto di g, e la gioia che la illuminava da dentro faceva sentire Salis in imbarazzo. Vedere Roberts in quello stato era come sorprendere qualcuno a urinare - una cosa intima e sbagliata. Quando per distolse lo sguardo vide il corpo centrale allargarsi intorno a loro, le piante, il terriccio, la terra sopra di lui che lo guardava come un cielo.
Si trovava su Medina da quindici mesi, pi a lungo di quanto fosse mai stato su una qualsiasi stazione in tutta la vita. Era venuto perch Marco Inaros e la Marina Libera avevano bisogno di gente l, e non aveva pensato a cosa significasse, aveva solo saputo a livello istintivo che Inaros era pi APE dell'APE stessa, e che questo era ci che la Marina Libera significava. A quel punto, forse, cominciava a intravedere cosa c'era dietro a tutto quello. Non guerra per sempre. Un posto dove vivere.
Una patria ripet, soppesando quella parola come se fosse stata di vetro e avesse potuto tagliarlo se l'avesse pronunciata con troppa forza. A causa dei cannoni a rotaia.
Perch qualcosa  nostro, replic Roberts e perch adesso non ce lo possono portare via.
Salis avvert qualcosa nel petto e permise alla sua mente di sondare quella sensazione. Decise che era orgoglio. Prov a sorridere e rivolse quel sorriso a Roberts, che lo ricambi. Lei aveva ragione: quello era il posto, il loro posto. Qualsiasi altra cosa fosse successa, avrebbero avuto Medina.
Vandercaust scroll le spalle, bevve un lungo sorso dal bulbo e rutt. Besse per noi disse. Ma sapete cosa c'? Se mai dovessero portarcela via,  fottutamente certo che non la riavremo mai pi.

5.

Pa

Diffido di tutta questa faccenda disse Michio Pa.
Josep sbadigli e si sollev su un gomito, abbassando lo sguardo su di lei. Era un bell'uomo, anche se di una bellezza leggermente logorata. Portava i capelli pi lunghi del taglio regolamentare, ma non tanto da arrivargli alle spalle, e il grigio presente in essi serviva ancora soltanto a mettere in risalto il loro nero lucido. Il tempo gli aveva segnato la pelle, e i tatuaggi su di essa raccontavano la storia della sua vita: il cerchio spezzato dell'APE, sul collo, era in seguito stato coperto in modo da trasformarlo nel pugno levato di un collettivo radicale da tempo scomparso. Poi c'era l'elaborata croce su una spalla, tatuata in un momento di fede e conservata dopo che quella fede si era sgretolata. Frasi scritte sui polsi e lungo il fianco - Basta acqua, la prossima volta fuoco' e Amare qualcuno significa vederlo come Dio voleva fosse visto' - e lm y chuma pas pas fvos ricordavano diversi uomini che era stato nella sua vita. Delle sue incarnazioni. Quello era in parte il motivo per cui Pa si sentiva tanto vicina a lui. Pur essendo pi giovane di Josep di quasi un decennio, anche lei aveva vissuto attraverso svariate incarnazioni.
A cosa ti riferisci? chiese Josep. Ci sono cos tante cose di cui diffidare.
Inaros che convoca i clan rispose Pa, girandosi e avvolgendosi nella coperta nel farlo. Non era che si sentisse a disagio nuda, ma adesso che il loro accoppiamento era concluso, era pronta a tornare ai ruoli pi formali, o a qualcosa di pi vicino a essi. Josep lo not e senza fare commenti pass dall'essere uno dei suoi mariti al ruolo di ingegnere capo. Incroci le braccia e si appoggi alla parete.
Si tratta dell'incontro o dell'uomo? domand.
Di tutto replic lei. C' qualcosa che non va.
Tu lo dici e io ci credo.
Lo so. Questa  la parte in cui mi comporto sempre cos. Il coyo al comando cambia il piano e io comincio ad aspettarmi che si trasformi nel prossimo Ashford, nel prossimo fottuto Fred Johnson.  il mio solito schema.
S, ma questo non significa che il tuo schema non corrisponda ai fatti. Cos'hai in mente?
Pa si protese in avanti, mordicchiandosi un labbro. Poteva sentire i pensieri che le si dibattevano in testa come pesci ciechi mentre cercava le parole che potessero dare loro una forma. Josep attese.
In base ai termini della loro ketubah, il gruppo matrimoniale era composto da sette persone: lei, Josep, Nadia, Bertold, Laura, Evans e Oksana. Ognuno di loro aveva conservato il suo cognome, e costituivano l'equipaggio permanente della Connaught. Gli altri che servivano ai suoi ordini andavano e venivano, rispettavano il fatto che lei fosse il capitano, che i suoi ordini fossero giusti e che non mostrasse nessun favoritismo verso i suoi consorti, ma sotto a tutto questo c'era sempre il tacito accordo che il nucleo della nave era composto dalla sua famiglia e che nessuna minaccia nei suoi confronti sarebbe stata tollerata. L'idea di separare la famiglia dall'equipaggio era una cosa propria dei pianeti interni, un esempio del pregiudizio inconscio che induceva terrestri e marziani a trattare la vita su una nave come qualcosa di diverso dalla vita reale.
Per loro, le regole cambiavano non appena il portello stagno si chiudeva, anche se non conoscevano loro stessi abbastanza bene da rendersene conto. Per i cinturiani non esisteva nessuna divisione. La Dottrina dell'Unica Nave, cos l'aveva sentita chiamare, il concetto che ci fosse un'unica nave che aveva innumerevoli parti, come un unico corpo aveva innumerevoli cellule. La Connaught era una di quelle parti, come lo erano tutte le navi messe insieme alla buona ai suoi ordini: la Panshin, la Solano, la Witch of Endor, la Serrio Mal e una dozzina di altre. E la sua flotta era soltanto una parte della Marina Libera, un vasto organismo che trasmetteva le informazioni fra le sue cellule con la comunicazione a raggio stretto o con la radio, che consumava cibo e carburante, che forgiava il suo lento destino fra i pianeti come un enorme pesce nel vasto mare del cielo.
Secondo alcune interpretazioni, perfino le navi dei terrestri e dei marziani facevano parte di quest'unica nave, ma per lei questo spostava sempre la conversazione sul tema dei tumori e delle malattie autoimmuni, e la metafora smetteva di funzionare.
Tuttavia, c'era un motivo se adesso stava pensando a questo.
Non siamo coordinati disse, saggiando le parole mentre le pronunciava. Quando ti spingi in fuori con un piede, protendi una mano verso un appiglio.  un solo movimento. Noi non siamo cos. Inaros e i militari. Sanjrani e le finanze. Rosenfeld e la sua produzione e progettazione. Noi. Non siamo ancora la stessa cosa.
Siamo ancora nuovi a cose del genere osserv Josep. Quelle parole sarebbero potute essere una confutazione, un modo di spiegare e accantonare il suo disagio. Venendo da lui, erano un'offerta, qualcosa a cui reagire che l'aiutasse a schiarirsi le idee.
Forse ammise. Difficile a dirsi. Pu darsi che si aspetti che siamo tutti marionette i cui fili vengono tirati dalla Pella. Lui cambia idea e noi tutti saltiamo.
Josep scroll le spalle. Ha dato quanto promesso. Navi, carburante, munizioni, propulsori. La libert. Ha fatto quello che aveva detto avrebbe fatto. Pa sent la lieve provocazione insita in quelle parole, che era ci di cui aveva bisogno.
Ha fatto quello che sostiene di aver detto, ma nella realt i risultati non sono cos buoni. Johnson  ancora vivo, e anche Smith. Ganimede  solo diventato neutrale, stiamo ancora scagliando rocce contro la Terra e nessuno di loro si arrender entro breve tempo. Riesamina tutto quello che aveva promesso e vedrai che non tutto  sul piatto.
I politici lo fanno immer e comunque. Tuttavia,  pi di quanto chiunque altro abbia fatto per la Fascia. Adesso i pianeti interni sono in ginocchio, e con la Hornblower e altre navi come lei, abbiamo scorte che ci dureranno per anni. Questa  la nostra parte. Mantenere tutti riforniti di cibo, aria e scorte, dare a tutti noi la possibilit di far crescere la Fascia senza un piede sul collo.
Pa sospir e si gratt un ginocchio, producendo con le unghie contro la pelle un suono arido come quello della sabbia. Il riciclatore dell'aria ticchettava e ronzava, il reattore che li premeva entrambi verso il plancito del ponte pulsava.
S disse.
Ma?
Ma... ripet lei, senza aggiungere altro. Il suo disagio non le permetteva di trovare altre parole che fossero adatte. Forse sarebbero venute con il tempo, o forse si sarebbe tranquillizzata senza mai averle pronunciate.
Josep spost il proprio peso e accenn al letto a smorzamento. Vuoi che rimanga?
Pa riflett sull'offerta. Sarebbe stata una gentilezza rispondere di s, ma la verit era che indipendentemente da chi fosse la persona con cui condivideva il proprio corpo, dormiva meglio da sola. Il sorriso di Josep le segnal che aveva colto comunque la sua risposta, e questo era parte di ci che amava in lui. Venne avanti, la baci sulla fronte nel punto in cui i capelli incontravano la pelle, e procedette a infilarsi la tuta. Un t, magari?
Non credo rispose lei.
Dovresti insistette Josep. Era pi di quanto facesse di solito.
D'accordo. Pa si liber della coperta, si lav e vest a sua volta. Quando entrarono nella cambusa della nave da guerra marziana, si appoggi contro di lui... dopotutto, non era presente nessun altro membro dell'equipaggio, solo Oksana e Laura che stavano finendo di mangiare una ciotola di funghi in salsa. Solo la famiglia. Josep si diresse verso una panca diversa, e lei gli permise di prendere posto a una certa distanza dalle loro mogli. Oksana rise di qualcosa e Laura rispose in tono acido e tagliente, ma lo fece senza cattiveria. Pa non sent le parole.
Josep procur un bulbo di t per ciascuno di loro e sedettero in silenzio. Pa sorseggi la bevanda, e il sapore aspro del t si mescol con i postumi del sesso, finendo per rilassarla senza che lei si fosse resa conto di essere tesa. Quando sospir, Josep inarc le sopracciglia.
S dichiar Pa. Sei molto sveglio. Questo era ci che volevo.
Lui accenn un inchino, poi torn serio. Ripensando a quello che hai detto, sull'essere coordinati...
Non ti preoccupare replic lei, ma Josep continu lo stesso.
Sei stata tradita da uomini che avrebbero dovuto essere i tuoi capi. Da Johnson, quando eravamo con l'APE. Da Ashford sulla Behemoth. Da Okulski con il sindacato. Siamo diventati indipendenti per questo, giusto? Solo che adesso non siamo indipendenti. Adesso siamo la Marina Libera, perch Inaros ci ha convinti a farlo. Non solo te. Noi.
Hai ragione. Probabilmente sto reagendo a quello che  gi successo. Dovrei dimenticare tutto.
Non dovresti dimenticare di essere stata istruita ribatt lui. L'universo ha passato un sacco di tempo a dirti qualcosa, e adesso stai giudicando in retrospettiva. Forse tutte quelle altre cose ti stavano preparando a questo.
Qualcosa si contrasse un po' di pi nel petto di Pa. Neppure tu ti fidi di lui.
Io? Non devi giudicare niente basandoti su di me. Non mi fido neppure di Dio.
Sei assolutamente il peggior mistico mai esistito comment Pa, ma lo fece ridendo.
Lo so. Josep scosse il capo. Sono un triste fallimento come profeta. Per... Sollev un dito. Io ti conosco, e so che sei il genere di persona a cui piace fingere di non sapere le cose che sa, in modo che non ci siano attriti. Quindi, se stai pensando che forse ti sbagli solo perch le cose vadano lisce, farai meglio a ricontrollare e ad accertarti che tutto sia davvero a posto. Se ha bisogno di un coltello, l'universo lo crea, e non c' coltello pi affilato di te.
E se dovesse risultare che l'universo  soltanto un mucchio di sostanze chimiche e di energia che sbattono le une contro le altre finch la luce non si esaurisce?
Allora identificare gli schemi  comunque un buon modo per non finire schiacciati replic lui. Dimmi se Lui corrisponde allo schema. Hai visto pi di quanto abbia fatto io.
Ne dubito rispose Pa, ma gli prese la mano e lui ricambi la stretta. Dopo un momento Laura venne a sedersi con loro, seguita da Oksana, e la conversazione si spost su argomenti meno pericolosi - tutti i modi in cui la progettazione marziana era peggiore di quella cinturiana, le ultime notizie relative alla cattura di un'altra nave coloniale da parte della Witch of Endor, il rapporto di Carmondy relativo al recupero della Hornblower. Questioni relative alla gestione della Connaught. Quel piccolo nodo di tensione rimase per installato sotto le costole di Pa, a ricordarle che qualcosa non andava.
Quando torn nella sua cabina, lo fece da sola. Si lasci cadere sul letto a smorzamento, si tir la coperta sulla testa e sogn una creatura enorme e fragile che nuotava nelle correnti dell'oceano profondo, solo che il mondo era fatto di stelle e l'animale era formato da navi, una delle quali era la sua.
Niente di tanto grande come una rivoluzione pu sopravvivere con una sola spiegazione degli eventi. L'insurrezione della Stazione di Ceres - o la sua caduta, secondo i pianeti interni - era stato l'evento precursore dell'avvento di Marco Inaros e della Marina Libera. Guardando in retrospettiva, la morte di una nave cargo che trasportava acqua sembrava una cosa pateticamente piccola, per aver scagliato la Terra e Marte uno contro l'altro sia pure per breve tempo, ma era bastato. Con i tradizionali oppressori della Fascia che per una volta puntavano le armi uno contro l'altra, l'APE si era fatta avanti e aveva assunto il controllo della citt portuale della fascia degli asteroidi.
Nessuno si era aspettato che la cosa durasse. Presto o tardi, Marte e la Terra si sarebbero rimessi in piedi e Ceres sarebbe caduta. Anderson Dawes, il governatore di fatto della stazione, avrebbe perso il potere che si era accaparrato e sarebbe passato a ordire qualche nuovo piano o avrebbe continuato a vivere come martire della causa. Ogni spazio autonomo era temporaneo.
Solo che la caduta non si era mai verificata.
Il collasso di Ganimede e l'esposizione del programma relativo alla protomolecola della Mao-Kwikowski aveva catturato l'attenzione delle grandi potenze, poi Venere aveva generato le grandi e misteriose strutture che avevano creato il primo portale, e quando infine la Behemoth aveva accompagnato le forze congiunte della Terra e di Marte a esplorare il portale e a considerare le vaste e complesse ripercussioni che avrebbe avuto, Anderson Dawes aveva ormai intessuto una rete di relazioni. Grandi societ sulla Luna e su Marte, le stazioni Lagrange, la Fascia e le lune di Giove - nessuno di questi posti poteva permettersi che il commercio cessasse per gli anni che sarebbero stati necessari a riconquistare il porto. Come la razza umana aveva sempre fatto, fin da prima che il primo contratto fosse inciso nell'argilla dai sumeri, una situazione temporanea era perdurata abbastanza a lungo da diventare invisibile.
E quando i portali al di l del portale si erano aperti e un fiume di umanit si era riversato verso nuovi soli e pianeti, c'erano stati poteri e denaro interessati a mantenere Ceres com'era. Anderson Dawes aveva saputo quali ruote ungere e quando venire a compromessi per mantenere ininterrotto il flusso del traffico nel porto.
Mediante una gestione lunga e attenta, quel grande negoziatore era sopravvissuto alla sua condizione di ribelle e si era invece trasformato in un politico. Dawes era diventato rispettabile, e la Stazione di Ceres si era trasformata nella prima citt cinturiana, giusto in tempo perch la cosa non avesse importanza.
Poi era arrivata la Marina Libera e aveva spinto a calci nelle onde quel castello di sabbia costruito con tanta cura. Come qualsiasi politico, Dawes aveva valutato i giocatori e le potenze in gioco, le possibilit e le certezze, e la storia dell'insurrezione di Ceres, invece di essere un trionfo dell'opportunismo e dell'abilit politica, era diventata il precursore della Marina Libera. Dawes aveva abbracciato appieno quella nuova versione di s stesso e della sua stazione. Aveva scelto da che parte stare, proprio come aveva fatto lei.
Adesso era sul molo, ad aspettare che lei arrivasse dalla Connaught. La gravit da rotazione della stazione teneva prigioniera la nave fra le morse che la bloccavano. Anche se fosse venuta a mancare l'energia, la quantit di moto avrebbe impedito alle navi di sprofondare nel vuoto, ma a Pa non piaceva comunque lasciare la sua nave. Lo sentiva come un rischio inutile.
Michio la salut Dawes, prendendole la mano con espressione raggiante.  bello vederti in carne e ossa
Lo stesso vale per te rispose lei. Non era vero. Dawes aveva passato troppi anni alleato intimamente con Fred Johnson perch la puzza si dissolvesse completamente, ma era un male necessario, e nei giorni buoni probabilmente aiutava la Fascia pi di quanto la compromettesse. Dawes accenn al carrello elettrico affiancato da due guardie di polizia in armatura leggera.
Sono in arresto? chiese Pa, mantenendo un tono leggero e divertito.
Dawes ridacchi mentre camminavano. La sicurezza  stata aumentata da quando sono cadute quelle rocce rispose. Le guance segnate dall'acne gli si irrigidirono e lo sguardo gli si incup. Su Ceres vivono milioni di persone, e non tutti sono d'accordo con quello che  successo.
Ci sono stati problemi? domand Pa, mentre raggiungevano il carrello.
Ci sono sempre problemi rispose Dawes, e dopo una breve esitazione, aggiunse: Per ce ne sono stati di pi.
Il carrello sobbalz e imbocc un'ampia rampa che portava all'interno della stazione. Le ruote leggermente adesive producevano un rumore che era una via di mezzo fra un sibilo e un crepitio mentre rotolavano lontano dai moli. Pa si gir a guardare verso l'attracco della Connaught. Forse avrebbe dovuto portare qualche guardia con s. Gli uomini di Carmondy erano ancora sulla Hornblower, ma Bertold e Nadia erano entrambi addestrati per il combattimento. Ma a quel punto era troppo tardi.
I livelli amministrativi erano i pi vicini alla superficie della stazione, dove la forza di Coriolis si avvertiva di meno. Le vecchie gallerie e i corridoi erano stati restaurati dopo che l'APE si era impadronita della stazione, ma si avvertiva ancora un senso di antichit. Dawes port avanti una conversazione spicciola e insignificante intesa a metterla a suo agio, e la sua abilit era tale che la cosa funzion. Se stavano davvero parlando di quali ristoranti facessero le migliori salsicce in salsa nera, e di cosa era successo quando un gruppo religioso aveva prenotato la stessa sala di un festival di musica ra, la situazione non poteva essere tanto pericolosa. Pa sapeva che era un'illusione, ma l'apprezz comunque. Nessuno di loro due menzion il motivo della loro presenza l, e il nome di Inaros non affior nel discorso.
La riunione si sarebbe tenuta in un giardino del livello amministrativo. Un ampio soffitto ad arco riluceva di un chiarore a spettro completo. Piante di potos rivestivano colonne e pareti, e felci selvatiche allargavano le loro fronde massicce come aironi sul punto di spiccare il volo. L'aria odorava di nutrimento idroponico per piante e di vino. Pa sent la voce acuta e sottile di Sanjrani prima di svoltare l'angolo. Senza un inventario completo della base fertilizzante su ogni stazione, una valuta basata sull'azoto sar sommersa da immissioni illegali.' Era un'altra variazione del suo tema costante, ed era quasi piacevole sentirlo di nuovo. Dawes le sfior il gomito, indicando un sentiero fra una piccola fontana e una felce a spirale, poi furono arrivati. L erano raccolti i cinque capi della Marina Libera. Nico Sanjrani, che sembrava pi un bottegaio di mezza et che il principale economista del nascente impero. Rosenfeld Guoliang, con la sua pelle scura e granulosa e il suo sorriso troppo pronto, generale della seconda flotta e zar industriale. E, seduto su una sedia di canne intrecciate, Marco Inaros, l'uomo dietro a tutto quello.
La vittoria gli si addiceva. I capelli gli fluivano sulle spalle e il suo corpo aveva una disinvoltura animalesca. Quando si alz per accogliere lei e Dawes, Pa avvert nel proprio cuore un'eco del suo piacere. Qualsiasi altra cosa fosse, quell'uomo aveva un fascino che avrebbe potuto estrarre con le blandizie il veleno dai serpenti. Probabilmente era stato quel dono a metterlo nella posizione di poter trattare con i marziani per avere le loro navi, le loro munizioni, tutto il materiale che aveva permesso loro di mettere in atto la rivoluzione. L'unica altra persona presente era Filip, il figlio di Inaros, un ragazzo magro dagli occhi folli. Pa fece in modo di non guardarlo troppo attentamente perch in lui c'era qualcosa che la disturbava, ed era pi facile mantenersi distaccata che avviare una conversazione.
La brillante Michio Pa! comment Marco. Eccellente! Adesso ci siamo tutti. I fondatori della nostra nazione.
Hai le statistiche relative alle nuove acquisizioni? chiese Sanjrani, senza accorgersi, o forse senza curarsi, di intromettersi a rubare la scena a Marco. Mi serve un resoconto completo.
Carmondy ci sta lavorando rispose Pa.
Per mi serve presto.
Nico, ragazzo mio, intervenne Rosenfeld non essere un cafone. Prima saluta il capitano Pa.
Sanjrani lo fiss con aria accigliata, elarg lo stesso tipo di sguardo anche a Inaros, e infine si volse verso Pa con un breve cenno del capo. Salve.
Adesso che la cerchia interna  tutta qui, disse Dawes forse potremo sapere cosa ci ha riuniti. Non che essere insieme nella stessa stanza non sia di per s un piacere, ma...
Marco sorrise mentre suo figlio, dietro di lui, giocherellava nervosamente con la fondina della pistola. Abbiamo infranto la Terra e sconfitto Marte. L'APE di Johnson  stata smascherata come quella finzione collaborazionista che era. Abbiamo fatto tutto quello che ci eravamo prefissati.  tempo di iniziare con la terza fase.
Tutto quello che ci eravamo prefissati tranne uccidere Smith e Fred Johnson, pens Pa, ma non lo disse. Il silenzio degli altri per non era dovuto a quel dettaglio.
Quando parl, Dawes bad a mantenere un tono accuratamente leggero e colloquiale. Non sapevo avessi in mente una terza fase.
Il sorriso di Marco avrebbe potuto esprimere piacere, rabbia o soddisfazione. Adesso lo sai rispose.

6.

Holden

Mi sento come se dovessi sussurrare e camminare in punta di piedi comment Holden.
Siamo in assenza di gravit gli fece notare Naomi.
Una punta di piedi metaforica.
Il ponte operativo era al buio, a parte il chiarore che emanava dai monitor. Alex dormiva nella sua cabina e aveva lasciato il controllo della situazione a Holden e a Naomi. L'ultima volta che li aveva visti, Bobbie e Amos stavano facendo il giro della nave, per controllare tutto tranne le comunicazioni - CPD, propulsori, il cannone a rotaia montato sulla chiglia, i sistemi ambientali. Da quando era cominciata la missione, Bobbie era stata attenta a non dare a Holden la sensazione che stesse assumendo il controllo della nave, ma la sua deferenza non arrivava al punto di impedirle di riprendere familiarit con ogni centimetro della Roci prima che ci si trovasse a combattere. Anche se si trattava soltanto di farsi spiegare in che modo Amos aveva reindirizzato le tubature dell'acqua per la cambusa, osservarli parlare dava sempre la sensazione di ascoltare una conversazione che riguardasse le armi, perch era una conversazione seria e professionale fra due persone che comprendevano di lavorare con apparecchiature che potevano costare la vita alle altre persone. Questo dava a Holden la sensazione di essere finora stato un po' troppo superficiale nelle questioni che riguardavano la nave.
Quanto a Clarissa... non sapeva dove fosse. Dall'ultima accelerazione l'aveva solo intravista, come se fosse stata uno spirito che si erano ritrovato a bordo e che non tollerava di essere visto direttamente. La maggior parte delle cose che sapeva sul suo conto - che si stava rimettendo in forze, che adesso l'impianto che si era fatta installare le causava meno nausea, che aveva individuato l'accoppiatore difettoso che riduceva l'intensit delle luci dell'officina - l'aveva appresa da altri membri dell'equipaggio. La cosa non gli piaceva, ma almeno non era costretto a parlarle.
Il piano era semplice. L'Azure Dragon non era una nave da guerra ma una nave per i rilevamenti geologici. La sua unica protezione era il fatto che lo spazio era vasto, la nave era piccola e la sua orbita la teneva abbastanza lontana dalla Terra e dalla Luna da permetterle di raggiungere la Fascia o le lune di Giove con una forte accelerazione se qualcuno fosse venuto a darle la caccia. Tutti i suoi sistemi attivi - transponder, radar, ladar, radio - erano spenti per evitare di rivelare la sua presenza. Non poteva impedire alla luce di riflettersi sullo scafo e non poteva nascondere le emanazioni di calore, ma poteva navigare nel modo pi quieto possibile. Questo la limitava all'uso dei sensori passivi e delle comunicazioni a raggio stretto. Era sufficiente a permetterle di coordinare le rocce scagliate contro la Terra, ma la lasciava comunque mezza cieca.
E questo era ci su cui Bobbie faceva affidamento.
Avevano tracciato una rotta che li avrebbe portati vicino all'Azure Dragon, poi avevano organizzato uno spostamento della flotta congiunta che avrebbe nascosto il bagliore dell'accelerazione. Si trattava di bilanciare la necessit di raggiungere in fretta il nemico con il non essere in grado di effettuare la classica inversione e frenata a met tragitto. Potevano accumulare soltanto la quantit di velocit che sarebbero stati in grado di smaltire quando fossero stati vicini, poi la Roci si sarebbe oscurata e avrebbe spento i propulsori, fluttuando alla deriva. Senza sensori attivi, l'Azure Dragon avrebbe dovuto scorgerla visivamente - un punto minuscolo nella vastit dello spazio - e identificarla come una minaccia senza l'ausilio di radar o ladar.
E lo avrebbe fatto, alla fine. Se per tutto fosse andato secondo le intenzioni di Bobbie, per allora la cosa non avrebbe fatto nessuna differenza.
Era un approccio pi lento di come Holden ricordasse di aver mai fatto in qualsiasi situazione, in tutto il tempo in cui avevano avuto la Roci, e questo lo rendeva ansioso e impaziente.
Le voci giunsero dall'ascensore. Quella di Bobbie era seria, scandita e professionale, quella di Amos allegra e cordiale. Fluttuarono su fino al ponte, prima Bobbie, che si aggrapp a una maniglia per fermarsi, poi Amos che nell'oltrepassare il ponte lo urt con la caviglia e annull il suo movimento piantando i piedi contro il soffitto e assorbendo la quantit di moto con le ginocchia, rimanendo a fluttuare a testa in gi. Di solito, la Roci viaggiava a meno di un g per conservare massa di reazione e per rendere le cose pi confortevoli per Naomi, ma quasi sempre avevano un gi' ben definito. Stare in assoluta assenza di gravit era strano.
Come vanno le cose? chiese Bobbie.
Holden accenn al suo schermo. Niente di nuovo. Non sembra si siano ancora accorti di noi.
I loro reattori sono ancora spenti?
L'emanazione di calore  costante.
Bobbie strinse le labbra e annu. Questo non durer ancora per molto.
Potremmo aprire il fuoco su di loro osserv Amos. Non sta a me decidere, ma nella mia esperienza di solito chi tira il primo pugno vince.
Mostrami una stima della gittata disse Bobbie. Holden attiv i sensori passivi. A circa cinque milioni di chilometri da loro, l'Azure Dragon era distante circa dieci volte di pi di quanto la Luna lo era dalla Terra. Probabilmente, il suo equipaggio non contava pi di una dozzina di persone. Nell'infinito cielo stellato sarebbe stata invisibile a occhio nudo, perch anche se fosse stata in piena accelerazione, le emanazioni del reattore sarebbero state soltanto un punto di luce fra miliardi di altri. Quanto  accurato quel valore?
Non lo so con certezza replic Holden. Di norma usiamo il ladar.
Dagli un margine per eccesso e per difetto del dieci percento sugger Naomi. A questa distanza e su questa scala, gli errori di campionatura passiva si espandono molto in fretta.
E con il ladar? chiese Bobbie.
Con uno scarto di un metro rispose Naomi.
Avete mai pensato a quante munizioni volano in giro l fuori? comment Amos, protendendosi a sfiorare il soffitto con le dita. Quel contatto lo fece fluttuare in modo quasi impercettibile verso il soffitto e nello stesso tempo lo fece ruotare di nuovo ad assumere quella che era per convenzione una posizione diritta. Pensate a tutti quei proiettili di CPD che non hanno colpito il bersaglio, e alla maggior parte dei proiettili di cannone magnetico, sia che abbiano attraversato o meno una nave. Sono tutti l fuori da qualche parte, che viaggiano alla stessa velocit che avevano quando hanno lasciato la canna.
Se spariamo, cercheranno comunque chi  stato osserv Naomi.
Forse no ribatt Amos.
Naomi guard verso Bobbie. Presto dovremo cominciare a frenare, altrimenti li oltrepasseremo.
Fra quanto tempo? domand Bobbie.
Tre ore rispose Naomi. Se aspetteremo di pi a farlo dovremo prendere i medicinali antiaccelerazione, o rischiare che la gravit prodotta dalla decelerazione ci faccia scoppiare un sacco di vasi sanguigni che preferiremmo tenere intatti.
Bobbie prese a battere la punta del dito medio destro contro quella del pollice in un ritmo rapido e irregolare. Quando annu, si rivolse pi a s stessa che a loro. Al diavolo. Sono stanca di aspettare. Andr a svegliare Alex.  ora di farla finita.
Bene, ragazzi e ragazze disse Alex, con voce strascicata. Siete tutti pronti e assicurati ai sedili?
Pronto rispose Holden, sul canale aperto, e ascolt gli altri fare a loro volta rapporto, inclusa Clarissa Mao. Era un'illusione data dal senso di anticipazione, ma Holden ebbe la sensazione che le luci fossero un po' pi intense, come se dopo settimane all'attracco, la Roci fosse eccitata di fare qualcosa di importante.
Il reattore  a posto rifer Amos, dalla sala macchine.
Alex si schiar la gola. D'accordo. Siamo pronti a decelerare in dieci... nove...
Ci ha visti interloqu Naomi. Ricevo attivit dei suoi propulsori di manovra.
Bene. Allora... tre, due, uno disse Alex, e Holden ricadde con violenza all'indietro sul sedile a smorzamento. Il gel gli si premette tutt'intorno e la nave vibr del profondo suono del propulsore mentre riduceva la velocit. Dal punto di vista dell'Azure Dragon doveva sembrare che fosse apparsa una nuova stella brillante. Una supernova distante anni luce, oppure qualcosa di meno pericoloso ma di molto, molto pi vicino.
Ladar attivo rifer Naomi. E... li ho agganciati.
Il loro reattore  attivo? domand Holden, mentre Bobbie diceva: Dammi il controllo degli armamenti.
Naomi rispose a entrambi. Il reattore si sta attivando. Probabilmente abbiamo mezzo minuto. Hai il controllo, Bobbie.
Holden, ordin Bobbie, secca per favore, suona il campanello. Alex, passa i comandi di manovra al controllo armamenti.
Fatto rispose Alex.
Holden pass sulla comunicazione a raggio stretto, e la Roci agganci immediatamente l'altra nave. Azure Dragon, questa  la Rocinante. Forse avete sentito parlare di noi. Ci stiamo avvicinando. Arrendetevi...
La gravit da decelerazione scomparve e i sedili a smorzamento sibilarono mentre la nave ruotava su due assi.
Arrendetevi immediatamente e preparatevi a essere abbordati.
Il reattore nemico si sta attivando avvert la voce di Naomi, calma e controllata.
La nave parve inciampare, proiettando Holden e Naomi contro le cinture di sicurezza, quando il cannone a rotaia montato sulla chiglia spinse l'intera nave all'indietro in un solido rapporto matematico con la massa del proiettile di tungsteno da due chili che si muoveva a una misurabile frazione di c. La terza legge di Newton espressa sotto forma di violenza. Holden sent lo stomaco che gli si contraeva mentre cercava di protendersi in avanti. I secondi si susseguirono, interminabili.
Naomi emise un piccolo verso soddisfatto. Okay, il loro reattore si sta disattivando e stanno scaricando il nucleo. Non registriamo azoto nelle emanazioni, quindi non credo abbiano perso aria.
Bel tiro si compliment Amos, sul canale aperto.
Dannazione comment Bobbie, mentre la Roci tornava a girarsi. Tutto questo mi  mancato maledettamente.
La gravit da decelerazione ricomparve, schiacciando Holden all'indietro mentre rallentavano diretti verso la nave scientifica alla deriva. Adesso la situazione era pi dura da sopportare... una pressione di due g che poteva sentire lungo la mascella e alla base del cranio.
Rispondete per favore, Azure Dragon, altrimenti spareremo ancora disse.
Questo non mi piace osserv Naomi.
Hanno cominciato loro ribatt Alex, dal ponte di pilotaggio, sopra di loro. Hanno messo mano a ogni roccia che  stata lanciata.
Holden non era certo che Naomi si fosse riferita a quello, ma lei non insistette, quindi forse era lui a sbagliarsi. Non ricevo risposta, Bobbie avvert. Come ti vuoi regolare?
Per tutta risposta, l'ex marine marziano lasci la postazione del cannoniere, scendendo una mano dopo l'altra nell'elevata forza di gravit. I muscoli delle sue braccia erano come cavi tesi e la sua smorfia indicava non solo che quello sforzo era doloroso, ma anche che in un certo qual modo le piaceva. Fai sapere loro che se aprono il fuoco su di noi non avranno sedili a smorzamento nel viaggio fino alla prigione disse, passando oltre nel dirigersi alla camera di pressurizzazione. Io vado a infilarmi dentro qualcosa di pi comodo.
I sedili a smorzamento si spostarono leggermente quando Alex alter la loro traiettoria in modo tale che adesso avrebbero fuso la Azure Dragon con le emanazioni del loro reattore. Bobbie grugn e cambi presa sugli appigli.
Sai che c' un ascensore, vero? comment Holden.
Che divertimento c' a usarlo? ribatt Bobbie, mentre scompariva dal suo campo visivo.
Naomi contrast la forza di gravit per spostarsi in modo che lui potesse vederla in faccia. Il suo sorriso era complesso... esprimeva disagio, piacere e qualcosa che somigliava all'inquietudine. Quindi  cos che appare quando si libera dal guinzaglio.
Eliminare quanto restava della loro velocit e assumere la stessa orbita del bersaglio non fu facile. Holden ascolt con un solo orecchio mentre Alex, Naomi e Amos coordinavano i sistemi della Roci in modo da affiancarsi all'altra nave. Di tanto in tanto Bobbie si metteva in contatto, quando non era impegnata ad assemblare la sua armatura potenziata e a effettuare un controllo dei suoi sistemi. Tuttavia, la maggior parte dell'attenzione di Holden rimase concentrata sul nemico. L'Azure Dragon fluttuava in silenzio, e una nuvola sempre pi larga di gas radioattivo che era stata il suo nucleo a fusione si dissipava lentamente dietro di essa, fino a essere di poco pi densa del vuoto circostante. Non c'era nessun segnale di emergenza. Nessun annuncio di resa o atto di sfida. Nessuna risposta alle sue domande e ai suoi solleciti. Quel silenzio era inquietante.
Non credo che li abbiamo uccisi disse. Probabilmente non li abbiamo uccisi, vero?
Non mi sembra probabile, rispose Naomi ma immagino che lo scopriremo. Nel caso peggiore, lo abbiamo fatto e tuttavia questo rende pi facile impedire che le rocce piovano sulla Terra.
Qualcosa nel suo tono di voce cattur l'attenzione di Holden. Lo sguardo di lei era fisso sul monitor, ma non sembrava concentrata. La sua mente era a un milione di chilometri di distanza.
Stai bene?
Naomi sbatt le palpebre, scosse il capo come se stesse cercando di schiarirsi la mente, e sfoggi un sorriso che era leggermente forzato.  solo che  strano essere di nuovo qui fuori, e non posso fare a meno di chiedermi se conosco qualcuno, su quella nave. Non  qualcosa a cui pensassi molto, prima.
Le cose sono cambiate osserv Holden.
S, di solito eri tu quello che aveva un alto profilo annu lei, mentre il suo sorriso si faceva appena un po' meno forzato. Adesso sono io quella su cui tutti i migliori interrogatori vogliono mettere le mani.
Alex annunci che avevano agganciato il portello stagno dell'Azure Dragon e che stavano eseguendo l'override del suo sistema. Bobbie accus ricevuta, rispondendo che era pronta all'abbordaggio. Sarebbe tornata quando il nemico fosse stato neutralizzato. Suonava tutto molto militare, molto marziano. Nelle loro voci si avvertiva un'eccitazione che era in parte la loro paura mascherata con gli abiti della festa, ma solo in parte. Per la prima volta da quando riuscisse a ricordare, Holden si sorprese a immaginare come tutto quello dovesse suonare all'orecchio di Naomi: i suoi amici che si preparavano ad attaccare e forse a uccidere persone che erano cresciute nel suo stesso modo, quel modo che nessun altro sulla Rocinante avrebbe mai compreso del tutto.
Avevano lavorato su tutti i lati di quel confuso pasticcio in cui l'umanit aveva trasformato la Fascia e le colonie sparse al di l di essa. Avevano combattuto contro i pirati per l'APE e agito sotto contratto con la Terra, con Marte e con attivit private che avevano i loro scopi personali. Adesso pensare a Naomi non solo come a lei stessa, ma anche come al prodotto della vita che aveva vissuto - la vita che si stava ancora costringendo a rivelargli - cambiava il suo modo di vedere ogni cosa. Perfino s stesso.
Dovevamo fermarli disse.
Lei si volse a guardarlo con espressione confusa. Chi? Questi idioti? Certo che dovevamo. Un profondo rumore metallico riverber per la nave quando i due portelli stagni si agganciarono. Un allarme apparve sullo schermo di Holden, ma lui lo ignor. Naomi continu a fissarlo con la testa inclinata da un lato, come se lui fosse stato un puzzle che non aveva ancora risolto. Pensavi che mi dispiacesse per loro?
No rispose Holden. O meglio, s, ma non proprio. Anche tutti quelli che si trovano su quella nave sono convinti di fare la cosa giusta. Quando scagliano rocce contro la Terra lo fanno per... per proteggere i bambini su navi che sono costrette a viaggiare con troppa poca aria o con filtri scadenti, oppure persone che hanno perso la loro nave perch le Nazioni Unite hanno modificato le leggi sulle tariffe.
Oppure perch pensano sia divertente uccidere la gente ribatt Naomi. Non avvolgerli di un alone romantico solo perch alcune delle giustificazioni che adducono sono...
Ci fu un secondo rumore metallico, pi profondo del primo. Naomi sgran gli occhi nello stesso momento in cui Holden sent lo stomaco che gli si contraeva. Era un suono che non prometteva niente di buono.
Alex, cos'era?
Gente, credo che abbiamo un piccolo problema.
Io sto bene avvert Bobbie, ma il modo in cui lo disse rese evidente che si trattava di una questione aperta.
Naomi si gir verso il monitor con le labbra strette in una linea sottile. Che cosa abbiamo, Alex?
Una trappola rispose Alex. Sembra una specie di blocco magnetico, dal loro lato. Ha congelato il funzionamento dei portelli, e Bobbie...
Sono bloccata fra il loro portello esterno e il nostro interloqu Bobbie. Sto bene. Adesso mi aprir un varco a forza e...
No replic Naomi, mentre l'attenzione di Holden si spostava sull'allarme che continuava a lampeggiare sul suo monitor. Se  davvero bloccato, potresti rompere entrambi i portelli. Aspetta e lasciami vedere cosa possiamo fare per toglierti di l.
Ehi intervenne Holden. Qualcuno sa perch abbiamo appena perso un sistema di sensori? Un altro allarme si accese sullo schermo, e un sonoro campanello d'allarme prese a risuonargli nella testa. O quel CPD?
Gli altri rimasero in silenzio per un momento, poi per quelle che parvero ore ma furono probabilmente cinque o sei secondi si sentirono soltanto il battere delle dita sui pannelli di controllo e i trilli che accompagnavano le risposte della Rocinante alle diverse domande. Prima ancora di avere una conferma, Holden fu certo di quale fosse la risposta. La telecamera esterna spaziava sullo scafo esterno della Roci, e l'Azure Dragon addossata contro di essa appariva pi come un parassita che come un prigioniero. Poi scorse un tremolio di scintille e qualcosa di giallo. Spost l'inquadratura della telecamera e vide tre mech edili, simili a ragni, accoccolati a met della fiancata della Roci, che ne stavano aggredendo lo scafo con le saldatrici.
Ci stanno smantellando disse.
Quando Alex parl, la sua falsa cortesia mascherava la rabbia. Se vuoi, posso dare un po' di gas al reattore. Avvolgerli nelle nostre emanazioni di scarico e liberarcene...
Ripiegheresti i portelli uno contro l'altro, lo interruppe Holden e schiacceresti Bobbie, uccidendola.
Gi annu Alex. D'accordo, non  una buona idea.
Holden prese il controllo di un CPD e prov a spostarlo sul suo arco abbastanza da centrare uno dei mech, ma essi erano troppo vicini alla nave. Intanto, apparve un altro allarme. Un condotto di alimentazione dava un errore, segno che stavano scavando pi in profondit nello scafo. Fra non molto avrebbero potuto fare danni molto pi seri, e se fossero riusciti ad aprirsi un varco fino ad arrivare fra i due scafi...
Cosa succederebbe se Bobbie rompesse il tubo di attracco? domand, in tono secco.
Nel migliore dei casi, non potremo usarlo finch non lo avremo riparato rispose Naomi. Nel peggiore,  possibile che abbiamo piazzato una trappola secondaria che uccider Bobbie e disperder la nostra aria.
Per me va bene disse Bobbie.  un rischio che posso correre. Datemi solo un secondo per mettermi in posizione...
No la ferm Holden. No, aspetta. Possiamo trovare una via di uscita senza che nessuno muoia. Abbiamo tempo.
Per non ne avevano molto. Una saldatrice torn ad accendersi. Quando Amos parl, la sua voce suon sbagliata', troppo fievole e troppo vicina. Sai, capitano, abbiamo un altro portello. La baia di carico  proprio qui sotto, vicino all'officina.
Holden comprese. La voce di Amos suonava diversa perch indossava gi una tuta e parlava attraverso il microfono del casco.
Cosa stai pensando di fare, Amos?
Niente di troppo sottile. Facciamo un salto fuori, uccidiamo qualche idiota che ha bisogno di essere ammazzato e rappezziamo lo scafo dopo aver finito con la prima parte.
Naomi intercett lo sguardo di Holden e annu. Anni passati insieme e una lista di innumerevoli crisi superate avevano creato fra loro una sorta di telepatia. Naomi sarebbe rimasta l e avrebbe tirato fuori Bobbie dalla trappola sana e salva. Holden sarebbe uscito con Amos per tenere a bada il nemico.
D'accordo disse Holden, allungando la mano verso le cinghie del sedile. Preparami una tuta. Sto arrivando.
Te ne lascer una, replic Amos ma credo che noi cominceremo a muoverci senza di te.
Un momento... noi? chiese Holden.
Stiamo uscendo adesso rispose Clarissa Mao. Auguraci buona fortuna.

7.

Clarissa

Durante il secondo anno trascorso in prigione, Clarissa aveva acconsentito a partecipare a un corso di poesia tenuto dal cappellano della prigione. Non aveva avuto molta speranza di ricavarne qualcosa, ma si trattava di mezz'ora ogni settimana in cui poteva sedere in una stanza fra il grigio e il verde, con sedie d'acciaio fissate al pavimento, in compagnia di una mezza dozzina di altri detenuti, e fare qualcosa che non fosse guardare canali d'intrattenimento censurati o dormire.
Era stato un disastro fin dall'inizio.
Fra tutti gli uomini e le donne che si riunivano ogni settimana, soltanto lei e il cappellano erano stati all'universit. Due delle donne erano talmente imbottite di antipsicotici che erano a stento presenti. Uno degli uomini - un violentatore seriale che aveva ucciso le figliastre torturandole con uno spray stordente chimico finch non avevano smesso di respirare - era talmente affascinato dal Saggio sull'Uomo di Pope che componeva epiche lunghe un'ora in coppie di versi in rima che non avevano senso. I suoi argomenti preferiti erano l'ingiustizia di un sistema legale che non prendeva in adeguata considerazione la personalit dell'individuo e la sua bravura sessuale. Poi c'era un ragazzo dal volto rotondo che sembrava troppo giovane per aver fatto qualcosa che meritasse di trascorrere la vita in quel buco, che scriveva sonetti sui giardini e sulla luce del sole, pi dolorosi di tutto il resto anche se per ragioni diverse.
All'inizio il contributo di Clarissa era stato minimo. Aveva provato a comporre alcuni versi sciolti sulla possibilit di redenzione, ma dietro insistenza del suo professore di letteratura aveva letto Carlos Pinnani, Anneke Swinehart e HD, per cui sapeva che il suo lavoro non valeva molto. Cosa ancora peggiore, sapeva anche perch non era buono: non credeva davvero nella sua tesi. Nelle poche occasioni in cui aveva preso in considerazione l'idea di passare a un argomento diverso - padri, rimpianto, dolore - le era parso che non fosse tanto catartico quanto un nudo resoconto. La sua vita era stata sprecata, e non pareva importare molto se lo diceva o meno in un pentametro.
Aveva abbandonato il corso a causa degli incubi. Non ne aveva parlato con nessuno, ma i medici lo sapevano lo stesso. Poteva riuscire a tenere per s il contenuto esatto di quei sogni, ma il monitor medico registrava il suo battito cardiaco e l'attivit delle diverse parti del suo cervello. La poesia rendeva quegli incubi pi frequenti e pi vividi. Di solito, si trattava di lei che scavava in qualcosa di repellente - escrementi, oppure carne marcia, o qualcosa del genere - per cercare di raggiungere qualcuno che era sepolto l sotto prima che soffocasse. Quando aveva smesso di seguire i corsi gli incubi si erano di nuovo diradati, presentandosi pi o meno una volta alla settimana invece che ogni notte.
Questo non voleva dire che il corso non avesse dato i suoi frutti. Tre settimane dopo che aveva detto al cappellano di non voler pi fare parte del suo piccolo esperimento, si era svegliata nel cuore della notte perfettamente riposata, lucida e calma, con una frase stampata con chiarezza nella mente come se l'avesse appena sentita pronunciare. Ho ucciso, ma non sono un'assassina perch un assassino  un mostro, e i mostri non hanno paura. Non aveva mai pronunciato quelle parole ad alta voce, non le aveva mai scritte. Esse erano diventate le sue parole di potere, una preghiera privata, troppo sacra per darle forma, a cui ricorreva quando ne aveva bisogno.
Ho ucciso, ma non sono un'assassina...
Stiamo uscendo adesso disse, sentendosi la bocca arida e appiccicosa, con il cuore che le sussultava nel petto.
...perch un assassino  un mostro...
Auguraci buona fortuna.
...e i mostri non hanno paura. Chiuse la trasmissione, prese il fucile privo di rinculo e rivolse un cenno di assenso ad Amos. Il suo sorriso, seminascosto dalla curva del casco, era monellesco e calmo. Il portello esterno della camera di pressurizzazione si apr silenziosamente su un abisso pieno di luce stellare. Amos si aggrapp al bordo del portello, si spinse in avanti e torn a ritrarsi nell'eventualit che fuori ci fosse qualcuno appostato e pronto a sparare. Quando risult evidente che non c'era nessuno, si afferr a una maniglia e si proiett fuori, ruotando in modo che gli stivali magnetici della tuta entrassero in contatto con la superficie della nave. Clarissa lo segu con mosse meno aggraziate, e meno sicura di s.
Con il corpo della Rocinante sotto i piedi, si gir a guardare verso il cono del reattore. Lo scafo della nave era liscio e duro, tempestato qua e l dai massicci supporti dei CPD, dai gruppi di bocche dei propulsori, dagli occhi neri e profondi dei sistemi di sensori. Spian il fucile con il dito vicino al grilletto ma non su di esso, come le aveva insegnato a fare il marine marziano. Disciplina del grilletto, la chiamava. Desider di essere lei quella intrappolata nel portello, e che Bobbie Draper potesse essere l al suo posto.
Avanziamo, Zuccherino. Tieni d'occhio la posizione alle nostre ore sei.
Ricevuto rispose Clarissa, e cominci a camminare lentamente all'indietro, con gli stivali che aderivano allo scafo e se ne staccavano soltanto per aderire di nuovo. Dava la sensazione che la nave stessa cercasse di impedirle di vorticare via fra le stelle. Non sbuc nessun nemico mentre si spostavano intorno alla curva della nave, ma alla sua destra il corpo dell'Azure Dragon divenne visibile come una balena che emergesse dalle profondit oceaniche. Era cos vicina alla Roci che avrebbe potuto disattivare la presa magnetica degli stivali e saltare su di essa. La luce del sole che giungeva dal basso proiettava ombre aspre su uno scafo sfregiato che cominciava a scagliarsi in punti dove troppi anni di radiazioni dure avevano ridotto il rivestimento a una patina bianca e fragile. Al confronto, la Roci appariva solida e nuova. Qualcosa emise un bagliore alle sue spalle, proiettando davanti a lei la sua ombra e quella di Amos. Clarissa trasse un lento respiro sussultante. Per il momento niente li aveva ancora attaccati.
Erano loro gli assalitori.
Merda disse Amos, e immediatamente la voce di Naomi risuon sul canale comune.
Cosa vedi, Amos?
In un angolo del casco di Clarissa apparve una piccola finestra, l'HUD che mostrava il tratto di scafo alle sue spalle, dove tre ragni di un giallo carico si trovavano in mezzo a una nuvola di scintille. Due erano puntellati contro lo scafo, pronti a tirare indietro una sezione di ceramica e di acciaio, mentre il terzo la tagliava via.
D'accordo disse Naomi. Cos arriveranno fra i due scafi.
Non se io e Zuccherino abbiamo qualcosa da dire al riguardo. Giusto, Zuccherino?
Giusto rispose Clarissa, e si gir per vedere il nemico con i suoi occhi. La luminosit della torcia per saldature costrinse il suo casco a oscurarsi per proteggerle gli occhi. I tre mech parvero rimanere com'erano, mentre le stelle tutt'intorno a loro si spensero. Non rimaneva niente, se non le persone che volevano fare del male a lei e ad Amos, e l'oscurit.
Sei pronta? chiese Amos.
Ha importanza?
Non molta. Vediamo cosa ci riesce di fare prima che si accorgano di noi.
Clarissa si accoccol vicino allo scafo, sollev il fucile e prese la mira. Con l'ingrandimento attivato, poteva scorgere la forma umana all'interno del mech - braccia, gambe, testa, il tutto chiuso in una tuta non molto diversa dalla sua. Posizion il vivido punto rosso del mirino sul casco, pos il dito sul grilletto e fece fuoco. Il casco sussult all'indietro, come per la sorpresa, e i due mech rimanenti si girarono, puntando verso di loro le zampe di acciaio giallo.
Muoviti! grid Amos, mentre saltava nel cielo nero. Clarissa disattiv gli stivali magnetici e lo segu, quasi troppo tardi. Una linea bianca apparve sullo scafo nel punto in cui lei si era trovata, la pallottola gi persa alle loro spalle prima ancora che la tuta avesse potuto avvertirla del suo arrivo. I propulsori della tuta entrarono in funzione, spingendola in fuori e spostandola in modo imprevedibile per evitare la sfilza di proiettili che poteva vedere soltanto come linee sul suo HUD.
Tienili occupati, Zuccherino disse Amos. Io torno subito.
Poi saett via, con un'angolazione che lo port in avanti e intorno al corpo dell'Azure Dragon. Clarissa si gir, lasciando che la tuta la spingesse nella direzione opposta, in modo da mettere l'orizzonte della Rocinante fra s e i mech. Il cuore le risuonava negli orecchi come un ticchettio, il suo corpo tremava. Il punto rosso del mirino trov il mech con la torcia e lei premette il grilletto, mancando il bersaglio al primo tiro. Il secondo and a segno e il mech oscill leggermente sotto la spinta inattesa del gas volatile che fuoriusciva. Intanto la sua tuta emise un segnale di allarme, e lei pens che fosse un difetto di funzionamento finch non abbass lo sguardo sulla gamba e vide il sangue. L'avevano colpita. Era un punto intellettualmente interessante.
Rapporto! Naomi stava gridando. Clarissa avrebbe voluto dire qualcosa, ma i mech si stavano spostando lungo la Roci verso di lei e tutta la sua attenzione era rivolta al ritirarsi e al rispondere al fuoco.
Qui ho una squadra di abbordaggio in attesa di muoversi rifer Amos.
Quanti sono? chiese Naomi.
Cinque rispose Amos. E dopo un momento: Adesso quattro. Ora sono in tre.
Le stelle cominciavano a riapparire, ma non sembravano luminose come prima. Lo scafo risplendeva sotto la luce del sole, che adesso era quasi direttamente sopra di loro. I mech strisciavano pi in fretta verso di lei, come creature uscite da un incubo. Uno di essi oltrepass la canna di un CPD e scomparve.
Ne ho beccato uno disse Alex, e Clarissa rise. La sua attenzione per venne meno per un momento. Si era spinta troppo lontana dallo scafo e doveva tornare dove aveva copertura. Si tuff verso la Roci, ma lo fece troppo in fretta. Colp lo scafo con i piedi e cerc di rotolare all'impatto come aveva imparato a fare da ragazza nel seguire un corso di autodifesa. Il suo senso dell'alto e del basso si offusc e per un momento si ritrov a precipitare fra le stelle.
Come te la cavi, Zuccherino? chiese Amos, ma lei si stava muovendo in fretta all'indietro, lontano dal mech rimanente. La morte inaspettata del loro amico vicino al CPD li aveva rallentati, resi pi cauti. Clarissa si spinse ulteriormente intorno alla Roci, si ferm per prendere la mira e attese che il nemico apparisse sulla linea di tiro. Aspettare era difficile. Adesso aveva il sole negli occhi e il casco lottava per impedire che la sua luce la accecasse. La gamba le doleva, ma non faceva davvero male... si chiese se fosse normale. Poi il mech apparve nel suo campo visivo e lei fece fuoco, ricacciandolo indietro. Quanti colpi aveva usato? Doveva essere sull'HUD, da qualche parte, ma non riusciva a ricordare dove. Spar di nuovo, e vide un piccolo sei verde trasformarsi in un cinque. Quindi le rimanevano cinque colpi. Attese, una cacciatrice nel suo punto di appostamento. Poteva farcela. Il punto rosso sussult e si sposto. Cerc di riallinearlo. Poteva farcela...
Zuccherino! url Amos. Alle tue ore sei!
Clarissa si gir di scatto. L'Azure Dragon incombeva dietro di lei, con il sole alto sopra di loro. Si era spostata all'indietro cos tanto che aveva fatto un cerchio completo. E al di sopra della nave nemica c'erano due forme luminose che si muovevano in fretta. L'equipaggio della Azure Dragon non sarebbe riuscito a entrare a forza nella Rocinante, ma avrebbe potuto prendersi una piccola vendetta a sue spese. Non aveva dove mettersi al coperto, poteva soltanto restare l e affrontare quanto restava della squadra di abbordaggio che stava calando su di lei, oppure lanciarsi contro le armi del mech superstite.
Amos? disse.
Rientra nel portello! Torna dentro!
Clarissa sollev il fucile e prese di mira una delle figure in avvicinamento. Quando fece fuoco esse si spostarono dalla traiettoria del proiettile, e il suo HUD registr cose in rapido movimento. Si gir verso il cono del reattore, che sembrava pi lontano di quanto si fosse aspettata, poi i propulsori della tuta entrarono in funzione e lei si spost lungo lo scafo, a un metro di distanza da esso, come un uccello che volasse rasente la superficie di un lago. Qualcosa le esplose nel braccio, facendola ruotare, e l'HUD le disse quello che sapeva gi: un'altra ferita. La tuta le si stava gi contraendo intorno alla spalla per contenere il pi possibile l'emorragia. Alla sua sinistra intravide una chiazza gialla: il mech, che cavalcava la nuvola delle emanazioni dei suoi propulsori e si faceva pi vicino. Lasci andare il fucile, che and alla deriva alle sue spalle. Del resto, con un solo braccio non poteva puntarlo, e una massa minore significava un po' pi di velocit.
Il momento era arrivato. Era cos che sarebbe morta. Quell'idea le risultava stranamente consolante. Sarebbe morta l, sotto miliardi di stelle, nell'eterna luce del sole, combattendo per i suoi amici. La cosa aveva un che di radioso, una morte da eroe, non il freddo spegnersi su una dura branda grigia nell'infermeria della prigione, come si era aspettata che sarebbe successo. Quanto era strano che quella dovesse darle la sensazione di essere una vittoria. Il tempo parve rallentare, e si chiese se per caso non avesse attivato per errore i suoi impianti. Sarebbe stata una cosa sciocca, perch potenziare il suo sistema nervoso non le sarebbe servito a niente quando tutta la sua velocit derivava dai propulsori. Ma non si trattava di questo, solo della paura e della certezza di correre incontro alla morte.
Naomi e Alex le gridavano all'orecchio, e anche Amos, ma non riusciva a dare un senso alle loro parole. Le venne da pensare - come se stesse vedendo qualcun altro giungere a quella conclusione - che ad Amos sarebbe potuto dispiacere che lei non ci fosse pi. Avrebbe dovuto dirgli quanto gli era grata per ogni singolo giorno che le aveva dato fuori da quel buco. Il casco l'avvert che doveva cominciare a frenare se non voleva oltrepassare la nave, quindi spense i propulsori e si gir, pi per un senso di obbligo che per un'effettiva speranza di sopravvivere. Uno dei due abbordatori stava vorticando lontano, fuori controllo, con le braccia e le gambe che si dibattevano. L'altro era sopra di lei ma le dava le spalle per fronteggiare un corpo in rapido movimento che doveva essere Amos. Il mech si stava facendo pi vicino. Quando cominci a frenare, esso parve scattare verso di lei, un'illusione dovuta alla velocit relativa che per conteneva abbastanza verit da segnare la sua fine.
Poi, inspiegabilmente, il conducente del mech si accasci contro le cinture di sicurezza e le braccia del mech presero ad agitarsi, d'un tratto prive di controllo. Una di esse si protese verso il basso, sfregiando lo scafo e mandando la grande macchina gialla a vorticare lontano dalla Rocinante, verso le stelle. Clarissa la fiss senza capire finch una mano non l'afferr per la spalla sana e un braccio non le cinse le spalle. L'altro casco era opacizzato a causa dell'intensa luce solare, e lei non cap cosa fosse successo finch non sent la voce alla radio.
 tutto a posto disse Holden. Ti ho presa.
Amos la svegli. Il suo volto largo e la testa calva le parvero una sorta di sogno, ma probabilmente erano solo i medicinali che alteravano le sue percezioni.
La miscela di ricrescita aveva strani effetti sulla sua mente, anche se non l'avevano gli anestetici. Potendo scegliere fra il sentirsi intorpidita e stupida o lucida e sofferente, preferiva la sofferenza. Ampie cinture elastiche la trattenevano sul lettino dell'infermeria, e il sistema automatico le somministrava ci di cui il suo corpo aveva bisogno, dando ogni tanto un segnale di errore quando rimaneva confuso dalle perdite provenienti dal suo sistema endocrino modificato. L'omero era fratturato, ma si stava saldando, e il primo proiettile le aveva scavato un solco lungo dieci centimetri attraverso i muscoli della coscia, ammaccando l'osso senza per fratturarlo.
Stai bene, Zuccherino? Ti ho portato qualcosa da mangiare e stavo per lasciartelo qui, ma tu eri... sembravi... Amos agit una mano.
Sto bene rispose lei. Voglio dire, sono un colabrodo ma sto bene.
Amos sedette su un lato del letto, e solo allora Clarissa si rese conto che i propulsori erano attivi. Il profumo della crostata di pesche era invitante e nauseante allo stesso tempo. Slacci le cinture e si sollev a sedere facendo leva sul gomito sano.
Abbiamo vinto? chiese.
Oh, s, dannazione. Abbiamo due prigionieri e il nucleo dati dell'Azure Dragon. Hanno cercato di cancellarlo, ma fra Naomi e la Roci riusciremo a ricostruire il tutto. Bobbie  furibonda per essersi persa tutta l'azione.
Magari si rifar la prossima volta comment Clarissa, mentre Holden entrava nella stanza.
Lui e Amos si scambiarono un cenno del capo, poi il grosso meccanico usc.
Probabilmente avremmo dovuto fare prima questa chiacchierata esord Holden.
Il capitano della Roci rimase in piedi accanto al letto, dando l'impressione di essere incerto se sedersi o meno. Clarissa non avrebbe saputo dire se dipendesse dal trauma o dai medicinali, ma rimase sorpresa nel notare che Holden non somigliava all'immagine mentale che aveva di lui. Nella sua mente gli zigomi erano pi alti, la mascella pi larga, l'azzurro dei suoi occhi era pi gelido. Quest'uomo appariva... non pi vecchio, solo diverso. I capelli erano arruffati, c'erano linee che si stavano formando intorno agli occhi e agli angoli della bocca. Non c'erano ancora, ma sarebbero apparse. E le sue tempie erano spruzzate di grigio. Tuttavia, non era questo a farlo apparire diverso: il James Holden che era il re della sua mitologia personale era sicuro di s stesso, mentre quest'uomo appariva estremamente a disagio.
D'accordo rispose, non sapendo che altro dire.
Holden incroci le braccia. Io... mmh. S, io non mi aspettavo che ti imbarcassi su questa nave. La cosa mi mette a disagio.
Lo so annu Clarissa. Mi dispiace.
Lui accanton il commento con un gesto. Questo mi ha indotto a sorvolare su questa parte, mentre non avrei dovuto farlo.  colpa mia, d'accordo? So che tu e Amos avete attraversato a piedi una grossa parte del Nord America dopo che le rocce sono precipitate, e so che a quel tempo te la sei cavata egregiamente. E che hai esperienza con le navi.
Esperienza come terrorista e assassina, pens, ma non lo disse.
Il fatto  continu che non sei stata addestrata per questo tipo di azione. Uscire in assenza di gravit con un fucile in mano  una cosa diversa dal trovarsi sulla terraferma, o dall'essere un tecnico su una nave. Hai quegli impianti, ma se li usassi l fuori finiresti per avere un tracollo e soffocare nel tuo stesso vomito, giusto?
 probabile annu lei.
Quindi uscire l fuori in quel modo non  una cosa che dovresti fare. Amos ti ha presa con s perch... perch vuole che tu sappia che il tuo posto  qui.
Ma non lo  comment Clarissa.  questo che mi stai dicendo.
Non ogni posto in cui va Amos, no ribatt Holden, e incontr il suo sguardo per la prima volta. Appariva quasi triste, e Clarissa non riusc a comprenderne il motivo. Per fintanto che sei sulla mia nave, sei parte dell'equipaggio, ed  mio compito proteggerti. Ho fatto un casino al riguardo. Non uscirai pi in battaglia in una tuta per il vuoto, almeno finch non riterr che tu sia stata addestrata, e questo  un ordine. Capito?
Capito rispose Clarissa. Poi, sperimentando quella parola per vedere che sensazione le dava in bocca, aggiunse: Capito, signore.
Lui era stato il suo nemico giurato, il simbolo del suo fallimento. In qualche modo, era perfino diventato il simbolo della vita che avrebbe potuto avere se avesse fatto scelte diverse, eppure era soltanto un uomo sulla soglia della mezza et, che lei conosceva a stento anche se avevano alcuni amici in comune. Holden prov a sorridere e lei ricambi quel sorriso. Era cos poco. Era qualcosa.
Dopo che Holden se ne fu andato fin di mangiare la crostata, poi chiuse gli occhi per riposarli e non si rese conto di essersi addormentata finch non giunse il sogno.
Stava scavando in mezzo a escrementi viscidi e neri come il fango per cercare di arrivare a qualcuno che era sepolto. Doveva fare in fretta perch l'aria stava per esaurirsi. Nel sogno poteva avvertire il freddo umido a contatto con le dita, e il disgusto che le saliva lungo la gola, insieme alla paura e al devastante senso di perdita derivante dalla consapevolezza che non avrebbe fatto in tempo.

8.

Dawes

La prima sessione del summit improvvisato indetto da Marco cominci quando arriv Michio Pa, che appariva cordiale e implacabile in pari misura. La sua nave aveva attraccato a met del ciclo diurno, quindi Marco li aveva trattenuti in riunione solo per poche ore. I tre giorni successivi si rivelarono pi faticosi, con riunioni che duravano ogni giorno pi di tredici ore, senza neppure un'interruzione per i pasti, consumati al tavolo da riunione mentre Marco esponeva la sua visione di una grande rete di civilt cinturiana che abbracciava l'intero sistema.
Stazioni a rotazione libera, fabbriche e fattorie automatizzate, stazioni di alimentazione posizionate vicino al sole per trasmettere energia alle abitazioni umane, la rimozione su larga scala di tutte le risorse biologiche dal cadavere della Terra. Era una visione splendida e grandiosa, con una portata e una profondit di fronte alle quali perfino il progetto di terraformazione marziano appariva insignificante, e Marco Inaros present ogni cosa con una spietatezza e intensit che facevano apparire piccole e meschine le obiezioni sollevate dal resto di loro.
Sanjrani chiese di sapere in che modo sarebbe stata addestrata la forza lavoro necessaria per creare le enormi citt nel vuoto, complesse come la struttura di un fiocco di neve, che Marco immaginava, ma lui accanton il problema con un gesto della mano, sostenendo che i cinturiani erano gi addestrati per vivere e costruire nello spazio. Quelle conoscenze erano il loro diritto di nascita, inciso nelle loro fragili ossa. Pa sollev il problema di mantenere costante il flusso di viveri e di medicinali a tutte le stazioni e le navi che gi cominciavano a risentire della perdita delle linee di approvvigionamento provenienti dalla Terra. Marco convenne che ci sarebbero stati tempi di magra, ma le garant che i suoi timori erano pi grandi del problema effettivo. Nessuna delle obiezioni da loro sollevate serv a influenzare le sue decisioni. Gli occhi gli brillavano, la sua voce era calda come il suono di una viola, la sua energia illimitata. Alla fine delle riunioni, Dawes tornava al suo alloggio sentendosi stanco fino alle ossa, mentre Marco prendeva a circolare per i bar, i pub e le sale del sindacato per parlare direttamente con i cittadini di Ceres. Se pure dormiva, Dawes non aveva idea di quando lo facesse.
Al quinto giorno fecero una pausa, che diede a tutti la sensazione del collasso alla fine di una lunga corsa.
L'interpretazione data da Rosenfeld fu di ben poco aiuto.
Quel coyo  esagitato. Si calmer.
E allora cosa succeder? chiese Dawes.
L'uomo dalla pelle granulosa scroll le spalle. Nel suo sorriso c'era ben poca soddisfazione. Allora vedremo a che punto siamo. Inaros  un grand'uomo. Per i nostri scopi, lui  il grand'uomo, e non  un ruolo adatto per una persona del tutto sana di mente.
Erano seduti nei giardini del palazzo del governatore, dove l'odore delle piante e del terriccio si mescolava con quello delle proteine trattate e dei peperoni alla griglia che Rosenfeld prediligeva per colazione. Dawes si allontan dal tavolo nel sorseggiare il suo bulbo di t caldo al latte. Conosceva Rosenfeld Guoliang da quasi trent'anni e si fidava di lui, ma non completamente.
Se stai dicendo che  impazzito, questo  un problema osserv.
Non  un problema,  un requisito che si accompagna alla carica ribatt Rosenfeld, accantonando quella preoccupazione con un gesto, come se fosse stata un moscerino. Ha massacrato miliardi di persone e rimodellato la forma della civilt umana. Nessuno pu fare una cosa di tale portata e continuare a vedere s stesso come del tutto umano. Pu essere un dio o un demone, ma non pu tollerare l'idea di essere soltanto un uomo incredibilmente avvenente che per caso si  ritrovato con la giusta combinazione di carisma e di opportunit. Questa particolare febbre passer, smetter di parlare come se dovessimo effettuare la prima saldatura la prossima settimana e comincer a dire che saranno i nipoti dei nostri nipoti a portare il piano a compimento. Non c' mai stato nessuno bravo quanto il nostro Marco a cambiare canzone senza perdere un colpo. Non ti preoccupare.
Difficile non farlo.
Bene, allora preoccupati solo un poco. Rosenfeld stacc un grosso boccone di proteine e peperoni, abbassando le palpebre granulose fino ad apparire mezzo addormentato. Noi siamo tutti qui perch aveva bisogno di noi. A parte Fred Johnson, io avevo il solo contingente da combattimento abbastanza grande da causargli problemi. Sanjrani  un idiota, ma ha gestito l'economia artificiale di Europa tanto bene che tutti lo considerano un genio... e chiss, forse lo  davvero. Tu controlli la citt portuale della cintura. Pa  l'emblema di chi dissente dall'APE per ragioni morali, quindi costituisce un eccellente Babbo Natale che ridistribuisca le ricchezze a chi ne ha bisogno e induca i vecchi lealisti a unirsi a noi. In queste riunioni nessuno  presente per caso. Lui ha messo insieme questa squadra, e finch manterremo un fronte unito potremo impedirgli di andare alla deriva galleggiando sulla sua stessa grandiosit.
Spero che tu abbia ragione.
Rosenfeld mastic e sorrise allo stesso tempo. Lo spero anch'io.
Anderson Dawes era stato parte dell'APE ancor prima di nascere. Per cercare di conquistarsi i favori dei padroni societari dell'epoca, i suoi genitori gli avevano dato il nome di una compagnia mineraria, ma in seguito, il massacro compiuto da Fred Johnston aveva trasformato quel nome in uno dei pi grandi crimini commessi dalla Terra contro la Fascia. Dawes era stato allevato in modo che imparasse a vedere la Fascia come la sua casa e la gente che ci viveva - per quanto diversa, per quanto divisa - come la sua gente. Suo padre era stato un organizzatore, sua madre un avvocato sindacale. Da loro aveva appreso che tutta l'umanit era un negoziato ancora prima di imparare a leggere. Da allora, tutto nella sua vita era stato un'elaborazione dello stesso, semplice tema: spingere con forza sufficiente a non perdere mai terreno e non lasciarsi mai sfuggire un'opportunit.
La sua intenzione era sempre stata quella di mettere la Fascia al posto che le spettava di diritto e di porre fine allo sfruttamento del suo popolo e della sua ricchezza, e aveva lasciato che fosse l'universo a decidere come, esattamente, questo sarebbe successo. Aveva lavorato con la Zona di Interesse Condiviso del Golfo Persiano nella ricostruzione della stazione L-4, e aveva stabilito contatti all'interno della comunit espatriata lass. Era diventato una voce in seno all'APE di Ceres arrivando in anticipo a ogni riunione, ascoltando attentamente prima di parlare e accertandosi che le persone giuste conoscessero il suo nome.
La violenza era sempre stata una parte dell'ambiente. Quando aveva dovuto uccidere delle persone, esse erano morte. Quando aveva trovato qualche giovane tecnico promettente, aveva saputo come reclutarlo. Quando un vecchio nemico era parso maturo per essere convertito, aveva saputo come spingerlo a farlo. Aveva portato nell'ovile Fred Johnson, il Macellaio di Anderson, quando tutti gli davano del pazzo, e poi aveva accettato gli encomi quando aveva assestato un colpo alle Nazioni Unite riuscendo nell'intento. In seguito, quando era risultato evidente che Johnson non intendeva collaborare con il nuovo regime, aveva acconsentito a tagliarlo fuori. Se c'era una cosa che aveva imparato nel vedere la stazione sua omonima passare da una stazione mineraria cinturiana di moderato successo al grido di guerra della rivoluzione cinturiana si trattava del fatto che le situazioni cambiavano e rimanere troppo attaccato al passato ti uccideva.
E cos, quando Marco Inaros aveva stretto un accordo con il pi nero fra i mercati neri di Marte per creare il successore dell'Alleanza dei Pianeti Uniti, lui aveva visto due sole alternative: abbracciare quella nuova realt o morire con il passato. Aveva scelto la via per cui optava sempre, e per questo era al tavolo delle riunioni, a volte anche per tredici ore di fila, mentre Inaros farneticava dei suoi sogni utopistici. Per era comunque a quel tavolo.
Peraltro, c'era una parte di lui che desiderava che Winston Duarte avesse scelto di allevare qualcun altro con il suo accordo mefistofelico per gli armamenti.
Mangi un altro boccone della colazione, ma i peperoni si erano raffreddati e afflosciati, e le proteine cominciavano a indurire. Lasci cadere la forchetta.
Notizie da Medina? chiese.
Rosenfeld scroll le spalle. Ti riferisci alla stazione o a quello che c' al di l di essa?
A qualsiasi cosa, in realt.
Alla stazione va tutto bene rispose Rosenfeld. Le difese sono al loro posto, quindi tutto  come dovrebbe essere. Al di l di essa... ecco, nessuno ne ha idea, sa sa? Duarte sta mantenendo la sua parte dell'accordo, inviando spedizioni di armi e di equipaggiamenti da Laconia. Quanto alle altre colonie...
Ci sono problemi disse Dawes. Non era una domanda.
Rosenfeld fiss il piatto con aria accigliata, evitando di incontrare il suo sguardo per la prima volta dall'inizio di quel loro incontro non ufficiale. La frontiera  un posto pericoloso. Succedono cose che non accadrebbero se il posto fosse pi civilizzato. Wakefield ha smesso di comunicare. C' chi dice che laggi hanno svegliato qualcosa, ma nessuno ha mandato una nave a controllare. Chi ne ha il tempo, s? Qui abbiamo una guerra da portare a termine. Poi potremo occuparci di guardare all'esterno.
E la Barkeith?
Lo sguardo di Rosenfeld rimase fisso sui peperoni. La gente di Duarte dice che stanno indagando. Non ti preoccupare, non danno la colpa a noi.
Tutto nel suo atteggiamento avvertiva Dawes di non insistere, ed era quasi pronto a lasciar perdere. Quantomeno, poteva cambiare l'angolazione dell'attacco. Com' che tutte le altre colonie lottano per riuscire a coltivare abbastanza cibo e non avere le serre idroponiche che collassano, com' successo su Welker, mentre Laconia ha gi una base manifatturiera?
Significa solo che c' una migliore pianificazione. Pi fondi. Quello che non capisci riguardo a questo pinch marziano, Duarte,  che...
Il terminale palmare di Dawes emise un segnale di allerta: una richiesta di connessione con la massima priorit. Quello era il canale che utilizzava per le emergenze che riguardavano la stazione, riservato al capitano Shaddid. Sollev un dito, per chiedere a Rosenfeld di pazientare, e accett la connessione.
Cosa succede? chiese, invece di salutare.
Shaddid era alla scrivania, lo cap dal muro alle sue spalle. Ho bisogno che tu venga qui. Uno dei miei uomini  all'ospedale, e i medici dicono che potrebbe non farcela. Ho sotto custodia chi ha sparato.
 un bene che lo abbiate preso.
Si chiama Filip Inaros.
Dawes sent un groppo che gli si formava nello stomaco. Arrivo subito.
Shaddid aveva dato al ragazzo una cella per conto suo, ed era stata saggia a farlo, perch nel momento stesso in cui entr nella stazione di sicurezza Dawes avvert il senso di shock e la rabbia, come una carica presente nell'atmosfera. Su Ceres, sparare a un agente di sicurezza era un modo rapido per finire fuori da un portello stagno, o almeno lo sarebbe stato per la maggior parte delle persone.
Ho piazzato su di lui un monitor automatico collegato solo al mio sistema disse Shaddid. Nessun altro lo pu attivare o disattivare.
Perch? chiese Dawes, sedendo alla sua scrivania. Lei poteva anche essere il capo della sicurezza, ma lui era il governatore di Ceres.
Gli altri lo avrebbero spento, rispose Shaddid e tu non avresti pi rivisto vivo quello stronzetto. E, detto fra noi, questo sarebbe stato fare un favore all'universo.
Sullo schermo, Filip Inaros sedeva addossato al muro della cella, con la testa inclinata all'indietro e gli occhi chiusi. Era un giovane uomo, o un bambino vecchio. Mentre Dawes lo osservava, il ragazzo si stiracchi, si strinse le braccia intorno al corpo e torn ad appoggiarsi alla parete senza guardarsi intorno neppure una volta. Era impossibile capire se si trattava dell'atteggiamento di qualcuno certo di essere intoccabile o timoroso della possibilit di non essere tale. Dawes poteva vedere la somiglianza con Marco, ma laddove il padre pareva emanare fascino e sicurezza, il figlio era tutto rabbia e una vulnerabilit che indusse Dawes a pensare ad abrasioni e ferite aperte. In altre circostanze avrebbe potuto dispiacersi per il prigioniero.
Come  successo? domand.
Shaddid digit qualcosa sul suo terminale palmare e proiett i dati sullo schermo. Si vedeva un corridoio fuori da un nightclub, pi vicino al centro di rotazione. Una porta si spalanc e ne uscirono tre persone, tutti cinturiani. Un uomo e una donna che si accarezzavano a vicenda come se fossero gi stati in privato, e un secondo giovane. Un momento pi tardi la porta torn ad aprirsi e usc anche Filip Inaros. Il video era privo di audio, quindi Dawes non pot sentire quello che Filip aveva gridato dietro alle figure che si allontanavano, ma solo sapere che aveva detto qualcosa. Il giovane, che era solo, si era girato, e la coppia si era fermata a guardare. Filip aveva la testa gettata all'indietro, il petto in fuori. Da generazioni, l'umanit era libera dal pozzo gravitazionale dei pianeti interni, ma l'atteggiamento di un giovane che aveva voglia di scatenare una rissa non cambiava mai.
Una nuova figura entr nell'inquadratura: un uomo che indossava la divisa della sicurezza e aveva le mani sollevate come a impartire un ordine. Filip si gir verso di lui, gridando. L'uomo della sicurezza grid a sua volta e indic la parete, ordinando a Filip di addossarvisi. La coppia si allontan, fingendo di non sapere niente di quello che stava succedendo, e l'altro giovane, che stava tornando indietro per accettare lo scontro, indietreggi lentamente. Non si allontan, ma si dimostr disposto a lasciare che i suoi nemici consumassero le loro energie uno contro l'altro. Filip si fece spaventosamente immobile, tanto che Dawes dovette costringersi a non distogliere lo sguardo.
L'uomo della sicurezza abbass la mano sulla sua arma, e una pistola apparve in quella di Filip con quella sorta di scatto quasi magico che deriva da centinaia di ore passate a esercitarsi a estrarre rapidamente. Poi, come parte dello stesso movimento, ci fu il bagliore della canna.
Dannazione comment Dawes.
Non c' niente di poco chiaro replic Shaddid. Ha ricevuto un ordine da un agente di sicurezza, ha rifiutato e ha sparato all'agente. Se si trattasse di chiunque altro, in questo momento sarebbe gi concime per funghi.
Dawes si premette il palmo sulla bocca, sfregandola fino a sentirsi le labbra doloranti. Doveva esserci qualcosa, un modo per rimediare a quella situazione. Come sta il tuo uomo?
Ci fu una pausa prima che Shaddid rispondesse. Sapeva cosa lui le stava chiedendo in realt. Le sue condizioni sono stabili.
Non morir?
Non  ancora fuori pericolo replic lei. Poi aggiunse: Non posso fare il mio lavoro se la gente pu sparare alle forze di sicurezza e cavarsela. Capisco che si tratta di una questione diplomatica, ma con tutto il rispetto, quello  il tuo lavoro. Il mio  quello di impedire a sei milioni di persone di uccidersi a vicenda in quantit troppo elevate, ogni giorno.
Il mio lavoro non  molto diverso, pens Dawes, ma non era il momento giusto per dirlo. Contatta Marco Inaros.  sulla Pella, al molo 65-C replic soltanto. Digli di raggiungermi qui.
Alla fine di giornate particolarmente brutte, a volte Dawes si versava un bicchiere di whisky e passava un po' di tempo concentrato sul suo bene pi prezioso: un volume stampato di un'opera di Marco Aurelio che era appartenuto a sua nonna. I Colloqui con s stesso erano i pensieri privati di una persona con un potere immenso e terribile - un imperatore che poteva condannare a morte chiunque volesse, creare una legge semplicemente enunciandola, imporre a qualsiasi donna di dividere il suo letto. O a qualsiasi uomo, se ne aveva voglia. Quelle pagine sottili erano piene della lotta privata di Aurelio per essere un uomo buono nonostante le frustrazioni che il mondo gli causava, e lasciavano Dawes con un senso non di conforto, ma di consolazione. Per tutta la storia umana, essere una persona morale e non lasciarsi trascinare nei drammi e nel cattivo comportamento di altri aveva causato problemi alle persone intelligenti.
Dawes aveva trascorso decenni con quella consapevolezza al di sotto di tutta la sua filosofia personale. Ovunque c'erano persone cattive, stupidit, avarizia e orgoglio. E lui doveva navigare in quel mare se doveva mai esserci una speranza di un posto migliore per i cinturiani. Non che le cose adesso fossero peggiori che in passato, solo che non erano migliorate.
Aveva il sospetto che quella sera sarebbe stata un buon momento per rileggere i Colloqui con s stesso.
Marco entr nella stazione di sicurezza come se gli fosse appartenuta, tutto sorrisi e risate, e una pura presenza animalesca che riempiva tutto lo spazio. Inconsciamente, gli agenti di sicurezza si spostarono lungo il perimetro della stanza e non incontrarono il suo sguardo. Dawes gli and incontro per accompagnarlo nell'ufficio di Shaddid e si ritrov a stringergli la mano davanti a tutti. Non era stata sua intenzione farlo.
Tutto questo  imbarazzante comment Marco, come se fosse stato d'accordo con qualcosa che era gi stato detto. Provveder a che non si ripeta.
Tuo figlio avrebbe potuto uccidere uno dei miei sottoline Dawes.
Marco si appoggi allo schienale della sedia e spalanc le braccia in un gesto espansivo che pareva inteso a sminuire quello che chiunque altro avrebbe potuto dire. C' stata una lite e la cosa  sfuggita di mano. Dawes, dimmi che non ti  mai capitato qualcosa del genere.
Non mi  mai capitato niente del genere ribatt Dawes, con voce fredda e dura, e per la prima volta l'espressione gioviale di Marco si alter.
Non ne vorrai fare un problema, vero? chiese, la voce che gli si abbassava. Abbiamo un sacco di lavoro da fare. Lavoro vero.  giunta notizia che la Terra ha preso l'Azure Dragon. Dobbiamo rivedere la nostra strategia nell'area vicina al sole.
Dawes non ne aveva saputo nulla, ed ebbe la sensazione che Marco avesse tenuto la notizia per s, pronto a usarla quando avesse voluto cambiare argomento. Bene, avrebbe scoperto che lui non era tanto facile da mandare fuori del seminato.
E lo faremo. Per non  per questo che ti ho chiamato qui.
Shaddid diede un colpo di tosse, e Marco si gir a fissarla con aria accigliata. Quando riport lo sguardo su Dawes, la sua espressione era di nuovo aperta e allegra, il suo sorriso ampio, ma qualcosa nei suoi occhi fece contrarre lo stomaco a Dawes.
D'accordo disse. Bien, coyo mis. Perch mi hai chiamato qui?
Tuo figlio non pu rimanere sulla mia stazione replic Dawes. Se rimarr lo dovr mettere sotto processo e dovr proteggerlo da chiunque potrebbe farsi impaziente durante l'attesa. Fece una pausa. E dovr far eseguire la sentenza, se ce ne sar una.
Marco si immobilizz, un'immagine speculare di suo figlio nel video dell'aggressione. Dawes fece uno sforzo per non deglutire a fatica.
Questa sembra una minaccia, Anderson.
 una spiegazione.  per questo che devi portare via il ragazzo dalla mia stazione e non riportarcelo mai pi. Ti sto facendo un favore. Con chiunque altro le cose seguirebbero il loro corso.
Marco trasse un lungo, lento respiro ed esal il fiato fra i denti. Capisco.
Ha sparato a un agente di sicurezza. Avrebbe potuto ucciderlo.
Abbiamo ucciso un mondo ribatt Marco, accantonando quelle parole con un gesto. Poi per parve ricordare qualcosa e annu, pi rivolto a s stesso che a Dawes o a Shaddid. Per apprezzo che tu sia disposto a piegare le leggi per me. E per lui. Non lascer che la passi liscia. Lui e io faremo una seria chiacchierata.
D'accordo assent Dawes. Il capitano Shaddid lo consegner a te. Se vuoi far venire qualcuno dei tuoi uomini, prima che lo faccia...
Non sar necessario lo interruppe Marco. Non c'era bisogno di guardie del corpo. Era convinto che nessun membro della sicurezza avrebbe osato affrontare Marco Inaros della Marina Libera. E la cosa peggiore era che Dawes riteneva che avesse ragione. Domani terremo una riunione, riguardo all'Azure Dragon e alla Terra. Ai prossimi passi.
I prossimi passi convenne Dawes, alzandosi. Sappi che questa non  una cosa temporanea. Filip non pu pi mettere piede su Ceres.
Il sorriso di Marco fu inatteso e profondo. I suoi occhi scuri ebbero un bagliore. Non ti preoccupare, vecchio amico. Se non lo vuoi qui, lui non ci sar.  una promessa.

9.

Holden

Il rumore arrivava fino alla cambusa: un tonfo profondo, poi una pausa, poi un altro tonfo. Ogni volta, Holden si sorprendeva a sussultare leggermente. Naomi e Alex erano seduti l con lui e cercavano di ignorare quei suoni, ma qualsiasi conversazione avviassero, su qualsiasi argomento - le condizioni della nave, il successo della loro missione, se cedere al volere del fato e convertire in prigione una sezione degli alloggi per l'equipaggio - si spegneva sotto l'incalzare di quei tonfi lenti e ininterrotti.
Forse le dovrei parlare opin Holden. Credo che dovrei.
Non so cosa ti induca a pensarlo ribatt Alex.
Naomi scroll le spalle, astenendosi dai commenti. Holden mangi un ultimo boccone della finta carne di agnello, si pul la bocca con il tovagliolo e gett il tutto nel riciclatore. Una parte di lui sperava che uno degli altri due lo fermasse. Non lo fecero.
La palestra della Rocinante tradiva la sua et. Non c'erano due fasce elastiche che avessero lo stesso colore, i materassini fra il grigio e il verde presentavano strisce bianche dove il tessuto si era consumato, e l'odore di sudore stantio permeava l'aria. Bobbie aveva appeso un pesante sacco a un cavo teso fra il soffitto e il ponte, e la sua tenuta da ginnastica era aderente, grigia e intrisa di sudore. Aveva i capelli legati e lo sguardo fisso sul sacco, mentre si spostava sulla punta dei piedi. Quando Holden entr nella stanza si gir verso sinistra, imprimendo tutto il suo peso in un calcio rotante. Cos da vicino, il tonfo risultante suon come qualcosa di pesante che venisse lasciato cadere. Il sistema registr un po' meno di novantacinque chili per centimetro quadrato. Bobbie saltell all'indietro, concentrata sul sacco, si spost sulla destra e scalci con l'altra gamba. Il tonfo fu un po' pi sommesso, ma la lettura sal di tre chili. Lei saltell all'indietro, cambi l'assetto. I suoi stinchi apparivano arrossati ed escoriati.
Ehi disse, senza guardarlo. Tonfo. Cambio di assetto.
Ehi rispose Holden. Come stai?
Bene. Tonfo. Cambio di assetto.
C' qualcosa di cui vuoi parlare?
Tonfo. Cambio di assetto. No.
Okay. Bene. Se... ah. Tonfo. Cambio di assetto. Se dovessi cambiare idea...
Verr a cercarti. Tonfo. Cambio di assetto. Tonfo.
Ottimo disse Holden, e lasci la stanza. Bobbie non lo aveva guardato una sola volta.
Nella cambusa, Naomi aveva un bulbo di caff pronto che lo aspettava. Le sedette di fronte mentre Alex scaricava gli ultimi avanzi di cibo nel riciclatore, e bevve il caff. I processori della Roci venivano calibrati una volta alla settimana, e si erano riforniti prima di lasciare la Luna, quindi quasi certamente era la sua immaginazione a dargli l'impressione che il caff fosse pi amaro del solito. Ci mise comunque un pizzico di sale, rigirando il bulbo per mescolare.
Sapevi che non avrebbe funzionato comment.
Me lo aspettavo, non lo sapevo precis Naomi.
Lo sospettavi soltanto?
Era un sospetto fondato rispose lei, quasi in tono di scusa. Per sarei potuta rimanere sorpresa.
Devi lasciare a Bobbie il suo spazio, capitano interloqu Alex. Ne verr fuori.
Io... io vorrei solo capire cosa la disturba tanto.
Alex rimase interdetto. Moriva dalla voglia di combattere contro i cattivi fin dai fatti di Io. Adesso ne ha avuta una, ed  rimasta chiusa in una scatola mentre il resto di noi era fuori a sparare.
Ma abbiamo vinto.
S, convenne Naomi e lei ci ha guardati farlo mentre cercavamo di capire come tirarla fuori da una trappola. Quando ci siamo riusciti era tutto finito.
Holden sorseggi il caff. Andava un po' meglio, ma non fu di aiuto. Okay, quello che intendevo dire era che vorrei capire cosa la disturba nella speranza che ci sia qualcosa che posso fare al riguardo.
Lo sappiamo annu Naomi. Siamo consapevoli della difficolt.
C' qualcuno? chiese la voce di Amos, che scaturiva dal comunicatore. Sto chiamando il ponte operativo da dieci minuti.
Alex attiv il comunicatore. Sto andando su adesso.
Okay. Credo di aver individuato l'ultima perdita. Fammi sapere cosa vedi tu.
S rispose Alex, salut gli altri due con un cenno e si diresse al ponte operativo e ai lavori di riparazione in corso. L'equipaggio dell'Azure Dragon non aveva avuto molto tempo, ma non aveva neppure cercato di fare un lavoro pulito. Era pi facile tagliare in fretta attraverso una porzione di scafo, quando non ti importava di cosa rompevi mentre lo facevi. Sapere che la nave non era ancora a posto era per Holden come un prurito che non riusciva a grattare. Una parte di quella sensazione derivava probabilmente dalla consapevolezza di quanto sarebbero stati a corto di spazio i cantieri navali della Luna. Probabilmente i giorni in cui potevano attraccare a Tycho e chiedere alle squadre di Fred Johnson di rappezzare la nave erano finiti, e la Luna doveva dare alla marina terrestre la precedenza rispetto a loro.
Non si trattava per soltanto di questo. Era anche la stessa sensazione che lo aveva spinto a parlare con Bobbie, e prima ancora con Clarissa Mao. Voleva che le cose fossero a posto, e aveva la crescente sensazione che non lo fossero. Che non si sarebbero sistemate.
Cosa mi dici di te? chiese Naomi, guardandolo da sotto una cascata di capelli scuri leggermente ricciuti. Ti va di parlare?
Holden ridacchi. S, ma non so cosa dire. Eccoci qui, gli eroi conquistatori, con alcuni prigionieri e un nucleo dati recuperato, e non sembra abbastanza.
Non lo .
Sei sempre confortante.
Voglio dire che non ti sbagli. Non sei a disagio e inquieto a causa di tutto questo perch c' qualcosa che non va in te. Tutto questo  inquietante e mette a disagio. Non sei tu a essere sballato,  la situazione.
Questo non... sai, in effetti mi fa sentire un po' meglio.
Bene comment lei. Perch ho bisogno di sapere che non si tratta di Marco e di Filip. Che... che tutto questo non ti rende difficile avermi intorno.
No replic Holden. Ne abbiamo discusso.
E ne discuteremo ancora dopo tutto questo, ne sono certa. Ma se solo continuassi a ripeterlo...
Ficcherei chiunque esista a testa in avanti fuori da un portello stagno per tenerti con me. Non si tratta di questo. La sola preoccupazione che ho riguardo a te e a Marco Inaros  che lui cercher di nuovo di farti del male.
 bello saperlo.
Ti amo ancora. Ti amer sempre.
Holden stava rispondendo alle domande che pensava lei gli stesse ponendo, ma Naomi distolse lo sguardo. Il suo sorriso era triste, ma anche reale. Sempre  un tempo molto lungo.
Sono il capitano di questa nave. Tecnicamente, potrei celebrare ora il nostro matrimonio.
Naomi scoppi a ridere. Vorresti farlo?
Sto bene cos. Il matrimonio mi pare un po' superfluo, e quella tra marito e moglie sembra una relazione meno interessante e impegnata di quella fra Holden e Naomi replic lui. Lui non pu vincere, lo sai.
Certo che pu.  Marco a decidere quando vince.
No, ci ho riflettuto. La Marina Libera...  insostenibile. Hanno fatto un sacco di danni, ucciso una quantit di persone, ma in realt tutto questo riguarda i portali. Se non fosse stato per tutta quella gente che si  precipitata fuori di essi per cercare di fondare una nuova colonia, Marte non sarebbe al collasso e i cinturiani non sarebbero preoccupati di finire emarginati fino a estinguersi. Nessuna delle cose che hanno dato un appiglio a Marco si sarebbe verificata. Per i portali non se ne andranno, quindi tutte le pressioni contro cui sta combattendo gli sopravvivranno. Le persone continueranno a voler raggiungere i nuovi sistemi e troveranno i modi per farlo, e le colonie che gi esistono l fuori vorranno mantenere i contatti e i commerci con noi, almeno finch non potranno davvero camminare con le loro gambe, e per questo ci potrebbero volere generazioni.
Credi che lui sia sul lato sbagliato della storia.
Lo  dichiar Holden.
E questo cosa dice di persone come me? Sono cresciuta nella Fascia, e non vorrei mai vivere in fondo a un pozzo gravitazionale. I portali non se ne andranno, ma neppure i cinturiani. A meno che non vengano scacciati.
Cosa intendi dire?
Naomi scroll le spalle. La storia umana ha visto una quantit di genocidi. Se hai ragione, allora il lungo termine contempla o i portali o i cinturiani. E i cinturiani... noi siamo esseri umani, siamo fragili, moriamo. I portali? Anche se potessimo distruggerli, non lo faremmo. C' troppa terra vergine in ballo.
Holden abbass lo sguardo. D'accordo, questa volta l'ho fatto io.
Naomi inarc un sopracciglio con aria interrogativa.
Sono stato meno confortante di quanto volessi essere spieg lui. Mi dispiace.
 tutto a posto. In ogni caso, non era questo che intendevo quando ho detto che  Marco a decidere quando vince. Tu non capisci quanto possa essere sfuggente. Qualsiasi cosa succeda, modificher le cose in modo che sembri essere sempre stato il suo piano. Se fosse l'ultima persona rimasta in vita, direbbe che avevamo bisogno di un'apocalisse, e dichiarerebbe di aver vinto.  fatto cos.
Anche se agivano per ordine di Chrisjen Avasarala, ci vollero diciassette ore perch la Rocinante e l'Azure Dragon ottenessero un attracco sulla Luna. Quando finalmente gliene assegnarono uno, si ritrovarono nei cantieri militari fuori del complesso di Patsaev, dove atterravano le navi civili di soccorso. I moli erano affollati di persone in gruppi e file, e alcune avevano lo sguardo fisso e vuoto delle vittime di una febbre, altre piangevano per lo sfinimento o il sollievo, o per entrambe le cose. L'aria puzzava di sudore e risultava stantia, anche dove le prese d'aria creavano una brezza sostenuta.
Il complesso della Stazione Luna - cantieri navali e centri per convention, hotel e residence, scuole e complessi di uffici e di magazzini - era abbastanza grande da accogliere cento milioni di corpi, ma le strutture ambientali sarebbero andate in sovraccarico gi con la met di quel numero, nonostante il vantaggio della massa e della conduzione della Luna, che assorbivano il calore residuo. Le stazioni Lagrange avevano un margine inferiore. Holden cerc di fare qualche calcolo mentale mentre si aprivano un varco fra la calca. Le stime dicevano che met della Terra era gi morta. Quindici miliardi di persone erano andate, o stavano morendo tanto in fretta che era impossibile salvarle. Circa due terzi di quanti erano ancora vivi si trovavano in quella che i notiziari definivano una situazione di emergenza'. Dieci miliardi di persone che avevano bisogno di cibo, o di acqua, o di riparo. E al di fuori del pozzo gravitazionale c'era posto s e no per un quarto di milione. Un duecentocinquantamillesimo delle persone in stato di necessit. Non riusc a credere che la cifra fosse esatta e prov a rifare i conti, ma ottenne di nuovo lo stesso numero.
E l fuori c'erano mille mondi, appena al di l dei portali. Perlopi si trattava di mondi ostili, ma non pi ostili della Terra. Non in quel momento. Se ci fosse stato un modo per teletrasportare quelle persone da Boston, da Lisbona e da Bangkok, forse si sarebbero salvate. Forse sarebbero sopravvissute per creare qualcosa di nuovo e di splendido dalle rovine della Terra, e se un sistema non ce l'avesse fatta, ci sarebbe stato un migliaio di altre possibilit.
Solo che adesso non ce ne sarebbe stata nessuna, perch il trasporto era troppo difficile, quindi sarebbero morti dov'erano perch non c'era modo di farli arrivare in un posto migliore abbastanza in fretta perch la cosa facesse la differenza.
Stai bene, capitano? chiese Amos.
Benone. Perch?
Sembra che ti stia preparando a colpire qualcuno.
No rispose Holden. Non servirebbe.
Da questa parte disse Bobbie.
Le guardie fuori dagli uffici amministrativi portavano piccole armi automatiche e indossavano un'armatura. Si fecero da parte e permisero a Bobbie di oltrepassare la grande porta grigia, con tutti gli altri che la seguivano in fila come tanti anatroccoli. Gli uffici parevano un mondo diverso. Luci a pieno spettro risplendevano come il sole dei pomeriggi estivi che Holden ricordava. Felci e edera si agitavano sotto una lieve brezza che proveniva dai riciclatori dell'aria. I corridoi erano di mezzo metro pi larghi di quelli della Rocinante e avevano un'aria lussuosa. Soltanto il vago odore di polvere da sparo della polvere lunare e la gravit a un decimo di g indicavano che quella era la Luna. Tutto il resto sarebbe apparso del tutto naturale negli uffici delle Nazioni Unite dell'Aia.
Bobbie li guid come se sapesse dove stavano andando, percorrendo un corridoio, oltrepassando un altro paio di guardie armate e oltrepassando una porta di vetro smerigliato. La stanza era costruita come un salotto, con poltrone e divani disposti intorno a bassi tavolini. Otto o dieci persone erano sparse a coppie o in piccoli gruppi, e per qualche secondo Holden non comprese chi fossero.
Un tempo l tutto era stato o bianco o nero, ma l'uso vi aveva lasciato chiazze di colore. Il cerchio marrone di una macchia di caff su un cuscino, una striscia verdastra lungo un lato di una poltrona. Avasarala era in piedi in fondo alla stanza, avvolta in un sari arancione che splendeva come una torcia, e parlava con una donna dai capelli bianchi, con la pelle scura e i fianchi stretti. Quando Avasarala sollev lo sguardo per sorridergli, la donna si gir, e Holden incespic.
Mamma Sophie? disse. Poi, come se una lente si stesse mettendo a fuoco, riconobbe tutti gli altri. Gli anni li avevano cambiati tutti, e vederli attraverso una videocamera o uno schermo non era la stessa cosa. Pap Tom aveva messo su peso, e Pap Cesar ne aveva perso, ma erano l che gli venivano incontro mano nella mano. Pap Anton era diventato calvo, e di persona Mamma Elise appariva pi vecchia e fragile che non sullo schermo. E pi bassa. Tutti sembravano pi bassi, perch il sistema della fattoria si era trovato su una scrivania. Lui li aveva guardati per anni dal basso verso l'alto, su quella scrivania, senza rendersene conto fino a quel momento.
Tutti e otto i suoi genitori gli si strinsero intorno, il loro corpo che premeva gentilmente contro il suo, le loro braccia che lo circondavano, come avevano fatto quando era bambino. Holden si ritrov a piangere, trascinato dal ricordo di quando era un bambinetto, circondato e protetto dai corpi amorevoli di otto forti adulti. Adesso era in mezzo a loro, era il pi forte del gruppo, scosso dall'amore, dalla gioia e dalla terribile comprensione che tanto il bambino che lui era stato, quanto gli uomini e le donne che loro erano un tempo erano scomparsi e non sarebbero pi tornati. Stavano piangendo tutti. Pap Dmitri, Mamma Tamara, Pap Joseph. E anche i membri della sua nuova famiglia.
Naomi si premeva una mano contro le labbra, come se stesse cercando di trattenere le parole, o le emozioni. Alex aveva un sorriso ampio come quello dei genitori di Holden, e gli occhi che luccicavano. Avasarala e Bobbie parevano compiaciute, come persone che fossero riuscite a organizzare una bella festa a sorpresa. Stranamente Clarissa Mao, che se ne stava in disparte con il braccio ferito chiuso in un'ingessatura a pressione, era scossa da singhiozzi a stento controllati. Amos invece li guardava tutti come se fosse stato l'ultimo a capire il senso di una barzelletta; alla fine scroll le spalle e lasci che andassero avanti con quella cosa, qualsiasi cosa fosse. Holden avvert un impeto di affetto nei suoi confronti.
Aspettate disse. Aspettate. Tutti quanti, voglio che facciate la conoscenza di... di tutti quanti, immagino. Tutti, lei  Naomi.
I suoi genitori si girarono verso di lei, e Naomi sgran leggermente gli occhi mentre le narici le si dilatavano appena per il panico, anche se probabilmente Holden fu il solo a notarlo. Ci fu una pausa che lui non si era aspettato, un momento incespicante in cui la vide attraverso i loro occhi: l c'era la ragazza cinturiana che divideva il letto con il loro figlio. L'ex amante dell'uomo che aveva ucciso il mondo, la rappresentante di tutto quello che era successo. Una di loro. La cosa dur un istante, poi un altro. Fu vasta come lo spazio fra i mondi.
Ho sentito molto parlare di te, cara disse Mamma Elise, avvicinandosi a Naomi per stringerla in un ampio abbraccio, e gli altri la seguirono, mettendosi in coda per darle il benvenuto nella famiglia. Per non era stata un'illusione, quel momento era esistito. Anche adesso che le due famiglie si stavano mescolando, con Pap Dmitri e Pap Anton che parlavano della nave con Alex, e Mamma Tamara e Amos che si guardavano a vicenda con una sorta di divertito sconcerto, Holden avvert l'esitazione. Se lui lo avesse chiesto l'avrebbero amata, ma lei non era una della loro razza.
Quasi non si accorse che Bobbie gli era accanto finch lei non parl.  cos che fa. Trova un modo per ripagarti.
E accenn verso il fondo della stanza, dove Avasarala se ne stava da sola a osservare la scena con un sorriso che non le arrivava allo sguardo. Holden and da lei.
Mi avevano detto che stavano bene osserv. Quando ho parlato con loro, mi hanno detto di non essere in pericolo.
E in un certo senso era vero replic Avasarala. I reattori non si erano ancora guastati e avevano pi riserve di cibo della maggior parte degli altri, per cui avrebbero potuto resistere ancora... un mese? Come faccio a saperlo. Cibi conservati. Chi si prende pi il disturbo di inscatolare il cibo in casa?
Ma li avete evacuati.
Un'altra settimana, un altro mese, ma non un altro anno. Non sarebbero stati al sicuro per sempre, e quando si fossero resi conto che erano fottuti, tutti i posti sarebbero gi stati occupati. Li ho segnalati come profughi prioritari. Posso fare questo genere di cose. Sono il capo.
Dove...
Avasarala scroll le spalle. Saranno alloggiati tutti qui o su L-4. Non sar una cosa grande come quella che avevano nel Montana, ma saranno insieme. Posso ottenerlo. Un giorno forse riusciranno a tornare alla loro fattoria, quando tutto sar finito. Sono successe cose anche pi strane.
Holden le prese la mano. Era fredda, dura e pi forte di quanto si fosse aspettato. Lei si gir a fissarlo negli occhi per la prima volta da quando era entrato nella stanza. Adesso il sorriso le si estendeva agli angoli degli occhi.
Grazie disse Holden. Ti sono debitore.
Il sorriso di Avasarala cambi, perdendo la formalit, la freddezza e il distacco che c'erano stati sotto la superficie, e lei ridacchi.
Lo so rispose.

10.

Avasarala

Non dormiva pi, o almeno dormire non le era d'aiuto. Il letto della sua suite era spugnoso, ma lei non vi sprofondava nel modo in cui il suo corpo si aspettava di fare dopo una vita trascorsa con una forza di gravit normale, quindi esso le sembrava al tempo stesso troppo morbido e troppo duro. Inoltre, si supponeva che dormire significasse riposare, ma non c'era pi riposo. Chiudeva gli occhi e la sua mente continuava a funzionare incespicando, come se stesse cadendo dalle scale. Percentuali di mortalit e finestre di approvvigionamento e riunioni di sicurezza... tutte le cose che riempivano le sue cosiddette ore di veglia occupavano anche le sue notti. Dormire significava soltanto che esse perdevano quel poco di coerenza che avevano, ma non dava la sensazione di dormire, bens di impazzire e diventare catatonica per una manciata di ore, salvo poi recuperare la sanit mentale sufficiente a tirare avanti per altre diciotto o venti ore prima di collassare di nuovo su s stessa. Era uno schifo. Ma andava fatto, quindi lo faceva.
Se non altro, aveva una doccia.
Sembra che Bobbie Draper sia riuscita a impedire a Holden di mandare all'aria la missione disse, mentre si asciugava i capelli. La sua suite era pervasa di un morbido chiarore azzurro, come la promessa di un'alba imminente. Non che l'alba avesse pi quell'aspetto sulla Terra, adesso, ma un tempo era stata cos. Mi piace quella ragazza, ma mi preoccupo per lei.  rimasta per troppo tempo seduta dietro una scrivania. Questo non fa per lei.
Esamin i sari che aveva nell'armadio, facendo scorrere le dita sul tessuto mentre ascoltava il suono della pelle contro di esso, poi ne scelse uno di un verde cangiante come quello del carapace di uno scarafaggio, con un ricamo dorato lungo i bordi che intercettava la falsa luce del sole e la faceva apparire allo stesso tempo allegra e potente. E aveva una collana di ambra e giada che vi si abbinava. Moda. Tutta l'umanit stava morendo nella sua stessa merda e lei doveva ancora preoccuparsi dell'aspetto che avrebbe avuto durante le riunioni. Era patetico.
Gies e Basrat hanno mandato notizie, oggi disse ad alta voce. Tutti pensavano che fossero morti, ma si erano rintanati sotto una montagna delle Alpi Giulie. Probabilmente non avevano intenzione di tirare fuori la testa finch tutto non si fosse calmato, ma sai com' Amanda. Per lei qualcosa non  mai reale finch qualcuno non sa che lei ha ragione. Non so perch quei due ti piacessero.
Si accorse troppo tardi dell'errore commesso, e qualcosa di enorme e pericoloso si mosse nel suo cuore. Trasse un profondo respiro, si morse un labbro e riprese ad avvolgersi il sari intorno al corpo.
Una volta che avremo messo sotto controllo la Marina Libera, dovremo fare qualcosa riguardo all'emigrazione. Nessuno vorr rimanere sulla Terra. Per come procedono le cose, potrei andarmene anch'io. Andarmene in pensione su qualche oceano alieno dove non sono costretta a sentirmi responsabile del far andare le onde su e gi. Marte non si rimetter mai in piedi. Smith? Si fa coraggio, ma non  un primo ministro,  l'infermiera per malati terminali di una repubblica. Quando comincio ad avere la sensazione che il mio lavoro sia sgradevole, mi riprendo bevendo qualcosa con lui.
Quelle erano tutte cose che aveva gi detto in precedenza, in un modo o nell'altro. C'erano cose nuove ogni giorno... rapporti dalla superficie planetaria, dai droni di sorveglianza intorno a Venere, dai suoi agenti segreti sotto copertura su Giapeto, Ceres e Pallas. Con la Marina Libera impegnata a far apparire l'APE misurata e razionale, Fred Johnson poteva ancora essere utile per entrare in contatto con quelle zone della Fascia che capivano quanto fosse pericoloso Marco Inaros e come il danno gi fatto potesse trasformarsi in qualcosa di ancora peggiore. Dio sapeva che Johnson non portava mai buone notizie, ma per ogni notizia, per ogni irrevocabile scatto dell'orologio, c'erano cose che lei riusciva a riciclare. Quelle che rivisitava ripetutamente, come se stesse leggendo un libro preferito. O una poesia. Cose che diceva perch le aveva gi dette prima.
C' una cosa che mi hai letto una volta. Riguarda i pini nordamericani continu, frugando nel cofanetto dei gioielli per cercare la collana e i braccialetti d'oro che si intonavano al ricamo. La ricordi? Tutto quello che rammento  che finiva con da-dah, da-dah, da-dah, da-dah, e paviment la strada per il Paradiso'. Parlava di come i semi abbiano bisogno di un incendio prima di potersi diffondere. Ti ho detto che dava l'impressione che il tentativo di una ragazza al secondo anno di universit di rompere con il suo ragazzo violento fosse una cosa profonda. Quella poesia. Adesso non riesco a togliermela dalla mente, ma non riesco neppure a ricordarla.  irritante.
I braccialetti scivolarono al loro posto. La collana le si adagi con troppa leggerezza sulle clavicole. Sedette alla toeletta per applicare l'eyeliner e un po' di fard omeopatico sulle guance, appena quanto bastava per farla apparire pi vitale di come si sentisse. L'odore del fard le ricord l'appartamento in Danimarca in cui aveva vissuto quando era all'universit. Dio, la sua mente vagava ovunque, ultimamente. Quando ebbe finito, si gir verso il terminale palmare. L'indicatore mostrava che stava ancora registrando. Sorrise alla videocamera.
Adesso devo indossare una maschera, immergermi di nuovo in tutto quanto. Non ti hanno ancora trovato, ma ripeto a me stessa che lo faranno. Che se fossi morto lo saprei. Non lo so, quindi non  vero. Per sta diventando pi difficile, amore, e se non tornerai presto avr salvato tanti di questi messaggi che passerai mezzo semestre a rimetterti al passo con me.
Solo che non ci sarebbero stati semestri, pens, o corsi di poesia, o nessuna di quelle cose che avevano caratterizzato la sua vita prima che quelle rocce cadessero. Poi, come se fosse stato presente, la voce di Arjun dissent nella sua mente, mormorando: Ci sar sempre poesia.
Ti amo disse al terminale palmare. Ti amer sempre. Anche... Non lo aveva mai detto prima. Non si era neppure permessa di pensarlo, ma c'era una prima volta per tutto. E anche un'ultima volta. Anche se non sei qui.
Smise di registrare, ripar i danni che le lacrime avevano arrecato al trucco e abbass la testa come un attore che si preparasse a salire sul palcoscenico. Quando la rialz, i suoi occhi erano pi duri. Invi una richiesta di connessione a Said e lui rispose immediatamente. La stava aspettando.
Buongiorno, signora segretario disse.
Piantala con le stronzate. Quale nuovo inferno abbiamo di fronte oggi?
Fra mezz'ora ha un incontro con Gorman Le, del servizio scientifico. Poi la colazione con il primo ministro Smith, un'intervista con Karol Stepanov dell'Eastern Economic Strategic Report, e poi la riunione con il Comitato di Strategia e Reazione. Durer fino all'ora di pranzo, signora.
Stepanov.  quello che ha ricevuto il premio Cigdem Toker, tre anni fa, per un servizio su Dashiell Moraga?
Io... posso verificare, signora.
Fottuta miseria, Said, cerca di tenere il passo.  lui, ne sono sicura. Dovrei parlare con sua moglie, prima di incontrarlo disse Avasarala. C' spazio per spostare l'intervista nel pomeriggio?
Posso crearlo, signora.
Fallo. E accertati che l'incontro con Smith sia una cosa privata. Sono stufa che ogni fottuta cosa che faccio venga esaminata al microscopio. Se dovesse venirmi un polipo al culo, lo scoprirei leggendo Le Monde.
Se lo dice lei, signora.
Lo dico io. Manda il carrello. Togliamoci queste cose dai piedi.
Gorman Le era un uomo esile con chiari capelli castani spruzzati di bianco e occhi verde giada che Avasarala intu essere modificati cosmeticamente. Non lo aveva conosciuto prima di venire sulla Luna. Quando le rocce erano cadute, era stato promosso a una carica superiore al suo livello di preparazione, e questo traspariva dal suo atteggiamento troppo serio e dal modo in cui si schiariva la gola prima di parlare.
Le navi che... non sono riuscite a completare la transizione tendevano ad avere una massa pi grande disse. L'Oleander-Swift, la Barbatana de Tubaro e la Harmony seguono tutte quello schema, che per non si adatta alla Casa Azul.
La presenza del servizio scientifico era sempre stata massiccia sulla Luna. Era l che era stato costruito il primo telescopio ad ampio spettro libero dalle interferenze dell'atmosfera. La prima base lunare permanente era stata divisa equamente fra presenza militare e ricerca. Le generazioni che erano sorte e cadute dopo di allora, per, si erano lasciate alle spalle il servizio scientifico della Luna per spingersi pi lontano, nei posti dove c'era azione vera: Ganimede, Titano, Giapeto. E Phoebe, che Dio li aiutasse tutti. Questo aveva ridotto l'ufficio del servizio con base sulla Luna a poco pi di un insieme di uffici amministrativi e progetti scientifici a livello scolastico. La sala riunioni in cui si trovavano era di colore grigio-verde, con schermi a parete opacizzati da anni di abrasione dovuta ai particolati fini e sedie in finta pelle.
Quello che le sento dire  che non c' uno schema costante comment Avasarala.
Gorman Le contrasse la mascella e agit le mani per la frustrazione. Ci sono schemi. Ce ne sono parecchi. Tutte le navi avevano propulsori costruiti in una finestra temporale di venti mesi. Usavano tutte massa di reazione ricavata da Saturno. Sono scomparse tutte in periodi di traffico elevato. Avevano tutte la sequenza quattro-cinque-due-uno' nella forma estesa del codice di registro. Con cos poco su cui basarmi posso trovare tutti gli schemi che vuole che si adattino a tutte le navi scomparse. Ma qual  quello che conta davvero? No, questo non glielo posso dire.
C' qualche nave con la sequenza quattro-cinque-due-uno nel codice di registro che  riuscita a passare?
Gorman Le sbuff leggermente, come un criceto infuriato, poi abbass lo sguardo e arross. La Jaquenetta, che risulta provenire da Ganimede.  passata fra la Oleander-Swift e la Harmony e risulta che sia arrivata a Walton senza problemi.
Bene, comment Avasarala, divertita che lui avesse effettivamente rintracciato quel dato allora possiamo almeno dire che questo schema  meno probabile.
S, signora rispose Gorman Le. Signora, se potessimo avere ulteriori dati... sono certo che la Stazione di Medina ha le registrazioni di volo di tutte queste navi. Forse di altre. E di quelle che non hanno avuto problemi. Se potessimo...
Se avessimo il controllo della Stazione di Medina, lo interruppe Avasarala molte cose sarebbero diverse. I nostri amici marziani ci hanno fatto sapere qualcosa sul perch la loro flotta ribelle era tanto interessata al portale di Laconia?
Neppure la conferma che quella  la direzione presa dalle navi ammutinate.
Avasarala si accigli. Tengono strette le ginocchia dopo che sono gi stati fottuti. Tipico. Parler con Smith. Non possiamo arrivare a Medina, ma dovremmo riuscire ad accedere a tutti i dati di cui disponiamo.
Grazie, signora replic Gorman Le, ma lo disse alla sua schiena perch lei se ne stava gi andando.
Il movimento era d'aiuto. La sensazione di fare qualcosa, di fare progressi, di chiarire i problemi e avvicinarsi alle soluzioni, se ce n'erano, teneva a bada la disperazione. Per Smith la cosa era pi difficile. Era a un mondo di distanza dalla sua casa e dal suo personale. Sulla Luna non c'erano molte infrastrutture marziane, e quando non era in riunione o non stava scambiando messaggi con un ritardo di dodici minuti luce, se ne stava seduto nella sua suite ad ascoltare notiziari in cui lo si definiva un idiota e un buffone, un uomo la cui disattenzione aveva permesso che la Marina della Repubblica Congressuale Marziana venisse venduta a terroristi e pirati. E lui non aveva neppure l'impegno di gestire la peggiore catastrofe della storia umana che lo aiutasse a distogliere la mente dall'autocommiserazione.
Le venne incontro alla porta. Vestito con semplici pantaloni color sabbia e una camicia bianca senza colletto, a maniche rimboccate, avrebbe potuto essere un venditore o un prelato di basso rango. Il suo sorriso era professionalmente sincero e caloroso, come lo era sempre. Avasarala entr nella suite e si guard intorno: non c'era neppure la sicurezza. Decisamente, era una riunione privata. Un punto per Said.
La colazione aspettava in sala da pranzo... uova in camicia e spesse fette di pane tostato imburrato. Era il genere di cibo semplice e raffinato che lei immaginava fossero soliti concedersi i reali di tutte le epoche, mentre il popolo su cui regnavano moriva di fame. Not anche la bottiglia di vino mezza vuota per terra vicino al divano, lo schermo a parete sintonizzato su un canale di intrattenimento che trasmetteva una commedia leggermente os risalente a tre anni prima. Shannon Poe e Lakash Hedayat erano nudi e cercavano di coprirsi con lo stesso telo da spiaggia senza guardarsi o toccarsi a vicenda. Era possibile che la cosa fosse stata divertente, nel contesto. Smith segu la direzione del suo sguardo e spense lo schermo.
Risate disse. Un balsamo, in tempi difficili.
Dovr provare replic Avasarala. Smith le trasse indietro la sedia, e lei gli permise di farlo. Ci sono alcune cose di cui volevo parlare con lei, ma prima c' un'altra cosa. Capisco perch il vostro servizio di intelligence tenga segrete le informazioni relative a Duarte, ma perch cazzo tenete per voi i dati relativi alle navi inghiottite dai portali? Vi aspettate di barattarli con qualcosa? Perch se  cos, a meno che si tratti di favori sessuali, non abbiamo un accidente di niente da barattare.
Le uova sono buone disse Smith.
Volete uova? Dir loro di strizzare una gallina. Io voglio i dati relativi alle navi scomparse.
Smith sorrise e annu, come se lei avesse detto qualcosa di moderato e cortese. Il bianco dell'uovo lasci cadere gocce dorate mentre se lo portava alla bocca. Il tuorlo gli macchi il davanti della camicia, ma lui non parve notarlo.
Cosa c'? chiese Avasarala.
Io... dovr sottoporre la questione al mio successore. Oggi sono stato informato che l'opposizione vuole chiedere un voto di sfiducia. Entro questa sera non sar pi in carica.
Avasarala trasse un profondo respiro e lasci fuoriuscire l'aria attraverso i denti serrati. Il silenzio fra loro si intensific finch lei non lo interruppe. Cazzo.
Sono infuriati, e spaventati. Hanno bisogno di qualcuno da incolpare, e io sono la scelta pi ovvia.
Chi intendono eleggere?
Sono stati menzionati tanto Olivia Liu quanto Chahaya Nelson, ma si tratter di Emily Richards.
Avasarala mastic un po' di uovo, ma non ne sent il sapore. Richards non era male. Se non altro, era seria. Liu e Nelson, invece, erano troppo fossilizzati su ci che Marte era stato e non sarebbero stati pronti per ci che stava diventando. Le donne della famiglia Richards erano abili politici. Lo erano sempre state.
Mi dispiace disse. Questo deve essere un duro colpo per lei.
I politici sono giocatori d'azzardo rispose Smith. Facciamo del nostro meglio per piegare le probabilit a nostro favore, ma l'universo fa quello che fa.
Stronzate, pens Avasarala. I politici sono il lobo frontale del corpo politico. L'universo fa quello che fa. I marziani sarebbero stati meglio senza di lui. Non ancora, per.
Ha un giorno sottoline. Mi dia quei dati prima che sia troppo tardi.
Chrisjen...
Cosa possono fare? Licenziarla? Che si fottano... mi dia i dati, in modo che possa risolvere i problemi. E se dovessero darle troppi problemi, le offrir asilo.
Smith scoppi a ridere e si appoggi allo schienale della sedia. Il suo sguardo si spost sullo schermo spento, poi torn a posarsi su di lei. Avasarala si chiese se quella vicino al divano fosse stata la sua prima bottiglia di vino.
Lo promette? chiese, come se fosse uno scherzo. Avasarala sorrise.
Il Comitato di Strategia e Reazione. Gli ammiragli Pycior e Souther. Parris Kanter dello Sviluppo Umano, all'Aia. Michael Harrow di Aquaculture. Barry Li e Simon Gutierrez di Trasporti e Tariffe. Non era la squadra ideale che lei avrebbe scelto, ma il meglio di quello che le rimaneva. Seduti intorno al tavolo di vetro scuro, apparivano tutti stanchi quanto lei sentiva di essere. Bene. Era giusto che lo fossero.
Marte esord. Smith  con il culo per terra ed Emily Richards sta per prendere il suo posto. La contatter quanto prima. Non so se sar pi aperta, ma non partirei dal presupposto che lo sia. Voi cosa avete?
Li parl per primo. Lo sfinimento accentuava la sua pronuncia blesa, ma la sua intelligenza faceva apparire pi scintillanti i suoi occhi. Stiamo mantenendo le rotte di soccorso in Africa e in Europa. La prossima area su cui ci focalizzeremo  l'Asia orientale.
L non ci sono stati impatti osserv Avasarala.
Ma hanno il pi elevato livello di depositi di cenere ribatt Li. La mia gente sta elaborando le rotte e le probabili necessit. Le informazioni da terra sono frammentarie.
La Fascia? chiese Avasarala.
La Fascia  la Fascia rispose Pycior. C' un'ampia variet di reazioni. Ganimede continua a mantenersi neutrale, ma  saldamente nella sfera di controllo della Marina Libera. Se potessimo offrire protezione, probabilmente si dichiarerebbe a nostro favore. L'APE  divisa. La Stazione di Tycho, la Stazione di Kelso e Rhea sono le sole che abbiano condannato la Marina Libera. Le stazioni troiane e Giapeto non si dichiarano in nessun modo. Quanto alla maggior parte del resto della Fascia...  a favore della Marina Libera. Finch i ribelli continueranno a promettere cibo, materiali e protezione, sar difficile che i cinturiani moderati riescano a organizzarsi, sempre supponendo che vogliano farlo.
Souther si schiar la gola e prese la parola, con una voce acuta che lo faceva sembrare un cantante. Abbiamo passato al setaccio il registro delle comunicazioni dell'Azure Dragon. Da essi risulta che in questo momento  in corso su Ceres una riunione di alto livello della Marina Libera. Inaros e i suoi quattro capitani.
Qual  il motivo della riunione domand Avasarala, in tono secco.
Pare che nessuno lo sappia rispose Souther. Comunque non ci sono prove che indichino la presenza di una seconda nave-pastore. Abbiamo identificato altre sette grosse rocce attualmente in rotta verso la Terra. Le stiamo tracciando e siamo pronti a distruggerle.
Il che significava che le loro navi non erano pi vincolate. Avasarala si protese in avanti, premendosi le dita contro le labbra mentre la sua mente danzava attraverso il sistema solare. La Stazione di Medina. Rhea che si dichiarava ostile alla Marina Libera. Il cibo e le scorte di Ganimede. La carestia e la morte sulla Terra. La marina marziana divisa fra il misterioso Duarte, con la sua Marina Libera messa insieme al mercato nero, e Smith. E adesso Richards. Le colonie perdute. L'APE di Fred Johnson e tutte le fazioni che lui non poteva influenzare o comandare. Le navi coloniali assalite dai pirati della Marina Libera e le stazioni e gli asteroidi che beneficiavano di quella pirateria. E le navi scomparse. E il campione di protomolecola rubato.
Una dozzina di possibilit le si agitarono nella mente... ridistribuire alcune forze alla Stazione di Tycho e infondere coraggio a Ganimede, oppure mettere il blocco a Pallas e cercare di tagliare le capacit di rifornimento della Marina Libera, o ancora creare una zona protetta per le navi coloniali l fuori. C'erano migliaia di strade differenti e non poteva sapere con certezza dove avrebbe portato una qualsiasi di esse. Una scelta sbagliata avrebbe potuto significare il collasso di tutto quello che restava.
Per Marco Inaros e i suoi capitani erano insieme nello stesso posto, e adesso le sue navi erano libere di muoversi.
La fortuna aiuta gli audaci, giusto? disse. Al diavolo. Riprendiamoci Ceres.

11.

Pa

Settant'anni prima che Michio Pa nascesse, la Terra e Marte avevano riscritto le norme tariffarie relative al minerale grezzo proveniente dalla Fascia, dando come motivazione il fatto che questo avrebbe incoraggiato la creazione ed espansione di raffinerie nella Fascia e intorno a Giove e a Saturno. La cosa avrebbe anche potuto funzionare. A breve termine, aveva significato che un'ondata di cercatori della Fascia e di minatori di asteroidi che gi vivevano sull'orlo della sopravvivenza era scivolata nell'abisso. Navi erano state messe sotto sequestro, o erano state gestite illegalmente, o erano state perdute dal proprietario che non aveva di che pagare la manutenzione e le riparazioni. A quel tempo, la Terra e Marte avevano camminato mano nella mano, e la sola alternativa che era parsa dare ai cinturiani una qualche promessa di giustizia era stata quella di creare una loro forza militare.
Non era mai stata una cosa ufficiale. L'Alleanza dei Pianeti Esterni era sopravvissuta da allora perch era diffusa e se ne poteva negare l'esistenza. Per c'erano gli inizi. Si sceglieva una fazione, ci si trovava un posto nella catena di comando, si costruiva una struttura esile ma resistente che un giorno avrebbe avuto la forza di imporsi. Quella avrebbe finito per essere la risposta al fatto che i pianeti interni estendevano il loro potere a zone dove il sole era poco pi della stella pi luminosa.
Quando Michio Pa aveva compiuto ventidue anni, Fred Johnson - il Macellaio della Stazione di Anderson - le era parso come la speranza pi luminosa. Era un terrestre che combatteva per la Fascia, contro il suo stesso, naturale interesse personale. Questo dava un senso di autenticit a qualcuno che era ancora giovane e facile da influenzare. Si era cercata una posizione sulla Stazione di Tycho, si era creata prima alcuni contatti, poi si era impegnata definitivamente, addestrandosi nella sorta di quasi esercito che Johnson stava mettendo insieme. Ci aveva lavorato per anni.
A quel tempo era una vera credente. Una piccola moralista ingenua. Ma era accaduto prima della Behemoth.
Ottenere la carica di primo ufficiale sulla prima vera nave da guerra della Fascia era stato un sogno divenuto realt. La nave generazionale non era stata progettata per la guerra, ma tutto il suo equipaggio era stato addestrato per quello. O almeno, cos si era detta.
Il capitano Ashford aveva il comando e lei era il suo primo ufficiale. E subito sotto di loro, come capo della sicurezza, c'era l'amico personale di Fred Johnson, Carlos C de Baca. Bull. Il suo babysitter e l'uomo nella posizione di intervenire e prendere il suo posto quando avesse commesso il suo primo errore. Il suo odio nei confronti di Bull era stato intenso e aveva colto ogni possibile occasione per sminuirlo. Aveva ficcato un cuneo in ogni suo pi piccolo passo falso, allargandolo. La Behemoth si era recata all'anello per affrontare la Terra e Marte, per dimostrare che la Fascia era una forza con cui fare i conti. E, come in alto, cos in basso, lei aveva fatto del dimostrare a Bull di essere migliore di lui la sua missione personale.
Ed era stato per questo che aveva sofferto cos tanto quando Sam si era schierata dalla sua parte.
Ne avevano parlato, lei e Sam. Di quanto fosse importante tenere nascosta la loro storia, non permettere che nessuno - soprattutto fra gli ufficiali - intuisse quello che c'era fra loro. Sam aveva acconsentito, forse perch era d'accordo, o forse per placare le sue insicurezze. Poi Bull e Sam avevano fatto casino con la distribuzione del budget. Le era sembrato il peggior tradimento possibile. Sam - la sua Sam - che faceva causa comune con un terrestre. Con il terrestre che era stato mandato da Fred Johnson per tenere d'occhio gli inaffidabili cinturiani.
Quello era stato solo il primo dei suoi molti errori. Michio aveva lasciato che le sue emozioni le impedissero di vedere la saggezza e l'esperienza che Bull le aveva offerto finch le cose non erano sfuggite di mano. Nonostante tutte le perdite seguite alla catastrofe, lei non aveva riconosciuto l'instabilit e la violenza di Ashford come sintomi di una lesione cerebrale. Non aveva accantonato la sua fiducia nella catena di comando.
E non aveva fatto la pace con Sam prima che Ashford la uccidesse.
Fred Johnson l'aveva mandata nell'occhio del ciclone perch era una cinturiana, e lui aveva bisogno di un cinturiano come facciata. Non era stata pronta, ma era stata una scelta comoda, e a causa di questo delle persone erano morte.
La Behemoth non aveva mai riattraversato il portale. L'avevano smantellata, avevano fatto ruotare il corpo centrale e l'avevano ribattezzata Stazione di Medina. Michio Pa era stata rimandata su Tycho a bordo di una nave marziana. Dopo che i morti erano stati rimossi, c'era stato spazio extra in abbondanza. Non appena era arrivata al suo alloggio, aveva dato le dimissioni, senza prima prendersi neppure il tempo per una doccia. Aveva rinunciato al suo lavoro ufficiale su Tycho, al suo grado militare nell'APE, a tutto. Fred Johnson le aveva mandato alcuni messaggi personali, ma lei non ne conosceva il contenuto perch li aveva cancellati senza ascoltarli.
Poi si era persa, facendo un lavoro dopo l'altro, cercando di tenere per s gli incubi e le crisi di pianto. Aveva comandato una nave per una compagnia di recupero che a volte sconfinava nella pirateria. Aveva sovrinteso a una cooperativa commerciale che non figurava nei registri doganali, il che costituiva tecnicamente un atto di contrabbando. Stava dirigendo un complesso di magazzini di provviste su Rhea per conto di un sindacato che sconfinava nel crimine e aveva la sua base su Titano, quando Nadia e Bertold l'avevano trovata. Ci erano voluti sei mesi prima che si rendesse conto di essere innamorata di loro, e altri quattro per capire cosa significasse il fatto che anche loro l'amavano. Il giorno in cui avevano preso casa insieme per la prima volta, in un buco piccolo e poco costoso mezzo chilometro al di sotto della superficie della luna, era stato uno dei migliori della sua vita.
Gli altri erano arrivati a modo loro. Laura e Oksana insieme. Poi Josep. Ed Evans. Ogni nuova persona inserita nel matrimonio era stata un'espansione della sua trib. La sua gente. Non i politici, non i capi militari, non gli uomini che amavano gestire il potere. C'era una differenza fra la Fascia e la sua lotta per esistere nonostante il portale che lei aveva contribuito ad aprire da un lato e le voci e i corpi della sua famiglia dall'altro.
Il sogno per non era morto. Da qualche parte, in fondo alla sua mente, l'idea di una marina cinturiana che potesse opporsi alla pari alla Terra e a Marte ed esigere di essere rispettata, giaceva sopito ma vivo.
E cos, quando Marco Inaros si era presentato con la sua proposta, lei lo aveva ascoltato. Nei circoli cinturiani ci si ricordava ancora di lei come del capitano che si era fatto avanti nella zona lenta. La gente rispettava il suo nome, e quando fosse giunto il momento, Inaros avrebbe avuto bisogno di qualcuno che coordinasse il recupero delle navi coloniali che stava tenendo fuori della zona lenta e controllasse che le provviste andassero a cinturiani in difficolt. Prendere ai ricchi pianeti interni e dare ai poveri della Fascia fino a pareggiare le cose. Fino a raggiungere l'utopia del vuoto.
Il momento per quello non era per ancora giunto. Per adesso Inaros aveva bisogno di piccoli favori. Far pervenire merci di contrabbando su Ganimede. Sovrintendere al trasferimento di un prigioniero. Aiutare a installare una fascia di ripetitori nascosti al di l di Giove. L'aveva coltivata con una grande visione e piccoli passi.
E quel coltivata' poteva essere un eufemismo per sedotta'.
Quante navi stanno arrivando a Ceres? chiese Marco, mentre le camminava accanto. I livelli amministrativi della Stazione di Ceres odoravano di piante vive, di pavimenti lucidi e di muri che costituivano un vanto. Lei si sentiva un po' fuori posto l, ma non cos Marco. Lui riusciva a dare l'impressione che qualsiasi posto dove si trovava fosse il suo habitat naturale.
Sette rispose. La pi vicina  l'Alastair Rauch, che sta frenando gi da qualche tempo. Dovrebbe attraccare fra tre giorni. La Hornblower  la pi lontana, ma Carmondy pu aumentare l'accelerazione, se abbiamo bisogno che lo faccia. Sto cercando di far conservare massa di reazione alla flotta.
Bene. Questo  un bene comment Marco, posandole una mano sulla spalla. Le sue guardie si fermarono davanti alla porta della sala riunioni e Michio accenn a oltrepassarle, ma Marco la trattenne. Le dovremo spostare disse.
Spostarle?
Indirizzarle verso altri porti o farle passare in oscuramento e lasciarle da parte per qualche tempo.
Michio scosse il capo. Non era un rifiuto ma piuttosto il suo corpo che esprimeva la confusione che provava. Una mezza dozzina di risposte le sal alle labbra. Hanno tutte bisogno di rifornirsi di carburante da qualche parte.' E: Abbiamo stazioni che sono a corto di viveri e di fertilizzante e che stanno gi venendo qui a prenderli.' E: Mi stai prendendo in giro?'
Perch? chiese soltanto.
Il sorriso di Marco era caldo e affascinante. Eccitato e luminoso. Michio si ritrov a sorridere a sua volta senza sapere il perch.
La situazione  cambiata rispose lui, poi la precedette nella sala riunioni. Le guardie le rivolsero un cenno del capo quando le oltrepass, e lei si chiese per un momento dove fosse il figlio di Marco.
Gli altri erano raccolti intorno al tavolo. La parete sulla quale per giorni Marco aveva delineato la sua visione della Fascia futura era stata sgombrata, e al suo posto c'era il quadro di un antico guerriero, un uomo dalla pelle scura che portava una barba e baffi elaborati, un turbante, una lunga veste bianca fermata da una fusciacca carminia nella quale erano infilate tre spade, mentre lui teneva un antico fucile nel cavo del braccio.
Sei in ritardo osserv Dawes, rivolto a Marco, in tono mite, mentre Michio si sedeva. Marco li ignor entrambi.
Considerate gli afgani disse. I signori del Cimitero degli Imperi. Neppure Alessandro il Grande  riuscito a sottometterli. Ogni grande potenza che ci ha provato si  fiaccata e ha fallito.
Ma avevano un'economia a stento funzionante obiett Sanjrani. Rosenfeld gli tocc un braccio e si port un dito alle labbra.
Marco prese a camminare avanti e indietro davanti al quadro. Come ci sono riusciti? Come ha fatto un popolo sparso e primitivo dal punto di vista tecnologico a sconfiggere i grandi poteri del mondo, un secolo dopo l'altro? Si gir verso gli altri. Lo sapete?
Nessuno rispose, ma non ci si aspettava che lo facessero. Quella era un'esibizione. Il sorriso di Marco si accentu e lui sollev una mano.
A loro importava di cose diverse disse. Per il nemico, la guerra riguardava il territorio. Il possesso. L'occupazione. Per quei geni, consisteva nel controllare gli spazi che non occupavano. Quando gli eserciti inglesi sono entrati in una citt afgana, pronti a combattere, hanno trovato... niente. Il nemico era scomparso fra le colline, vivendo in quegli spazi che il nemico non prendeva in considerazione. Per gli inglesi la citt era una cosa da possedere. Per gli afgani non era pi sacra delle colline, del deserto e dei campi.
Questo  un po' romantico, non credi? comment Rosenfeld, ma Marco lo ignor.
Queste brave persone erano i cinturiani della loro epoca e del luogo. I nostri padri spirituali. Ed  giunto per noi il tempo di onorarli. Amici miei, l'Azure Dragon  stata catturata, come sapevamo che sarebbe successo, prima o poi. Nella sua sofferenza e ignoranza, la Terra si prepara a colpire.
Hai saputo qualcosa? chiese Dawes, pallido in volto.
Niente di nuovo replic Marco. Abbiamo sempre saputo che per loro Ceres era un bersaglio. Sono rimasti in attesa degli eventi dopo che  stata presa dall'APE, ma il nostro cugino Anderson qui presente  sempre stato attento a bilanciare il suo potere con le blandizie, e non  mai stato in cima alle loro preoccupazioni. Fino a ora. La marina delle Nazioni Unite sta abbandonando lo schieramento per dirigersi su Ceres, ma quando arriver qui...
Marco si port i pugni chiusi alla bocca, soffi su di essi e allarg le dita. Era un'illusione, ma Michio ebbe l'impressione di poter quasi vedere le ceneri volare dalle sue dita.
Non puoi voler dire... cominci Dawes, con voce soffocata.
Abbiamo gi avviato l'evacuazione lo interruppe Marco. Tutti i nostri soldati e materiali saranno lontani dalla stazione prima del loro arrivo.
Ci sono sei milioni di persone sulla stazione gli fece notare Rosenfeld. Non credo che possiamo prelevarli tutti.
Certo che no convenne Marco. Questa  un'azione militare. Prenderemo le navi militari e le scorte che ci servono, e lasceremo il territorio alla Terra. Non permetteranno che Ceres muoia di fame. La sola cosa che hanno  la possibilit di passare per vittime e ottenere compassione dagli stupidi, e se non si prenderanno cura di Ceres perderanno anche ci. E noi? Noi saremo nel vuoto che  la nostra casa naturale, inattaccabili.
Ma, la base economica protest Sanjrani, in tono quasi lamentoso.
Non ti preoccupare rispose Marco. Tutto quello di cui abbiamo discusso arriver, solo che prima dobbiamo lasciare che il nemico sparpagli le sue forze e collassi. Questo  sempre stato parte del piano.
Dawes si alz in piedi. Il suo volto era cinereo, con due vivide chiazze rosse sulle guance, e le mani gli tremavano. Si tratta di Filip. Ti stai vendicando di me?
Questo non riguarda Filip Inaros ribatt Marco, ma l'entusiasmo e l'eccitazione erano svaniti dalla sua voce. Questo riguarda Filippo di Macedonia e imparare le lezioni dalla storia. Tacque per un lungo, terribile momento, e Dawes si lasci ricadere sulla sedia. Ora, Michio e io abbiamo gi discusso del reindirizzare su altra rotta le navi in arrivo. Parliamo della logistica dell'evacuazione della stazione, s?
Il modo in cui gli abitanti dei pianeti interni abbandonavano la nave non appena attraccavano in una stazione alimentava un certo tipo di battute fra i cinturiani. Come fa un cinturiano a scegliere il menu a bordo di una nave?' Con il cazzo.' Come si capisce quando qualcuno dei pianeti interni  rimasto lontano da un porto troppo a lungo?' Va fuori per defecare.' Se dai a un terrestre la scelta fra il rimanere a bordo e salvare la vita alla sua innamorata o scendere sul molo e non amare mai pi, come ti liberi del cadavere?' Era questa l'ottica in cui guardavano a ogni cosa: la nave non era reale, lo era solo il pianeta, o la luna, o l'asteroide. Non riuscivano a liberarsi dall'idea che la vita contemplasse la presenza di roccia e di terra. Era questo a renderli pi piccoli.
La gente di Michio non era tutta a bordo della Connaught quando lei percorse il tubo di attracco ed entr nella camera di pressurizzazione, ma i pi erano presenti, quelli che era pi probabile tornassero a bordo per dormire nella loro cuccetta. Nessuno avrebbe trovato strano che tutto il suo gruppo matrimoniale fosse l, e se anche poteva apparire un po' strano, quantomeno non era inverosimile.
Mentre scendeva con l'ascensore fu assalita dalla strana sensazione di vedere la nave per la prima volta. Come se stesse entrando in una nuova stazione, tutto era nettamente a fuoco, appariva poco familiare... gli indicatori verdi e rossi dei comandi dell'ascensore, le piccole lettere bianche stampate su ogni pannello per indicare cosa si trovava dietro di esso e quando era stato installato, il logo della MRCM ancora visibile sul pavimento nonostante tutti i loro sforzi per rimuoverlo. Un odore di spaghetti neri saliva dalla cambusa, ma non si ferm perch se avesse cercato di mangiare in quel momento avrebbe comunque finito per vomitare.
Erano raccolti nelle cabine riservate alla famiglia. Una delle prime cose che Bertold aveva fatto quando avevano preso la Connaught era stato rimuovere le pareti di tre cabine per creare uno spazio pi ampio con abbastanza sedili a smorzamento perch potessero sedere tutti insieme. I progettatori marziani avevano costruito la nave in modo che le persone potessero stare sole o insieme. Ci voleva un cinturiano per creare uno spazio dove si potesse stare soli insieme. Oksana e Laura erano sedute sul plancito, con le arpe che quasi si toccavano mentre suonavano una vecchia melodia celtica, e la pelle pallida di Oksana vicino a quella scura di Laura dava l'impressione che fossero qualcosa appena uscito da una fiaba. Josep oziava su uno dei sedili, aveva richiamato un testo sul terminale palmare e leggeva, facendo dondolare un piede al ritmo della musica. Evans sedeva dietro di lui e cercava di non apparire nervoso mentre Nadia, che somigliava a una discendente del soldato afgano di cui aveva parlato Marco, se ne stava in piedi dietro a uno degli altri sedili, massaggiando con mano leggera i capelli neri di Bertold che si andavano diradando.
Michio prese posto sul sedile che avevano lasciato libero per lei e rimase ad ascoltare fino a quando la melodia si concluse con una serie di ambigui intervalli di quarta e di quinta. Poi le arpe e il terminale furono posati, e Bertold apr l'occhio sano.
Grazie per essere venuti disse Michio.
Sempre rispose Laura.
Basta chiedere aggiunse Josep. In questo momento sei il nostro capitano o nostra moglie?
Vostra moglie. Io credo... credo che...
Poi si mise a piangere, chinandosi in avanti con le mani sugli occhi. Il nodo che aveva dentro era cos serrato che il cuore le bloccava la gola. Cerc di liberarla tossendo, ma il suono scatur come un singhiozzo. La mano di Laura le sfior un piede, poi il braccio di Bertold le cinse le spalle e lui la strinse a s. Sent Oksana mormorare:  tutto a posto, piccola,  tutto a posto. La sua voce per pareva giungere da mezzo mondo di distanza. Era troppo. Decisamente troppo.
L'ho fatto riusc a dire infine. L'ho fatto di nuovo. Ho messo tutti noi sotto il controllo di Marco, e lui... lui  un altro Ashford. Un altro fottuto Fred Johnson. Mi sono sforzata di non rifarlo, e ci sono ricascata. E ho trascinato con me tutti voi. E mi... mi dispiace cos tanto.
La sua famiglia converse su di lei con gentilezza, tutti che la toccavano con una mano o un braccio, offrendole conforto, comunicandole in silenzio la loro presenza. Evans pianse con lei senza neppure saperne il perch. Per un po' il pianto si intensific, divenne confuso, poi le cose migliorarono, si fecero pi chiare. Il peggio era passato. Quando infine fu di nuovo s stessa, Josep si decise a parlare.
Raccontaci tutta la storia. Cos avr meno potere.
Sta abbandonando Ceres. Porter via tutta la Marina Libera e lascer la gente di qui ai pianeti interni. Avete presente le navi coloniali che abbiamo preso? Vuole che vadano in oscuramento e si allontanino dall'eclittica per costituire una scorta per noi, invece di consegnare le provviste.
Ah comment Nadia.  un tipo del genere, eh?
Cambiare  difficile afferm Josep. Ripeti abbastanza a lungo a te stesso che sei un guerriero e comincerai a crederci. E allora la pace ti sembrer simile alla morte. Un annientamento dell'io.
 un concetto un po' astratto, tesoro gli fece notare Nadia.
Josep sgran gli occhi, poi fece un sorriso triste. Per essere pi concreti, hai ragione. Hai sempre ragione.
Mi dispiace cos tanto ripet Michio. Ho sbagliato di nuovo. Mi sono fidata di qualcuno. Mi sono messa ai suoi ordini, e... sono stupida. Sono semplicemente stupida.
Eravamo tutti d'accordo sottoline Oksana, anche se la sua espressione era accigliata. Ci abbiamo creduto tutti.
Ci avete creduto perch io vi ho chiesto di farlo ribatt Michio. La colpa  mia.
Allora, Michi, qual  la parola magica? domand Laura.
Suo malgrado, Michio scoppi a ridere. Quello era un vecchio scherzo, parte di ci che rendeva tale la sua famiglia.
La parola magica  ooops rispose. E un momento pi tardi ripet: Ooops.
Bertold si prese un momento per soffiarsi rumorosamente il naso e asciugarsi le ultime lacrime. D'accordo, adesso cosa facciamo?
Non possiamo continuare a lavorare con quel bastardo afferm Oksana.
Nadia agit il pugno per annuire. E non possiamo restare qui ad aspettare i terrestri.
Senza volere, tutti quanti guardarono verso di lei. Michio, la loro moglie ma anche il loro capitano. Lei trasse un lungo respiro tremante. Avete presente quella cosa che ci aveva chiesto di fare? Radunare le navi coloniali e distribuire il cibo e le provviste fra i cinturiani che ne hanno bisogno?  una cosa che ha ancora bisogno di essere fatta, e noi abbiamo una nave da guerra con cui farla. Alcune delle altre navi potrebbero vedere le cose nella nostra stessa ottica. Quindi o ci atteniamo alla missione originale, oppure ci troviamo un posto tranquillo dove scomparire per parecchio tempo prima che Inaros si renda conto che ce ne siamo andati.
La sua famiglia rimase in silenzio per quello che parve un tempo molto lungo, anche se non furono che pochi respiri, uno dopo l'altro. Bertold si gratt l'occhio danneggiato. Nadia e Oksana si scambiarono un'occhiata che pareva significare qualcosa. Laura si schiar la gola.
Essere piccoli non significa essere al sicuro. Non ora.
Vrai assent Bertold. Io sono a favore del fare quello che avevamo deciso, e che il resto si fotta. Abbiamo gi cambiato schieramento in passato e non ci ha uccisi.
Lo abbiamo fatto? ribatt Josep. E staremmo cambiando schieramento adesso?
S conferm Evans.
Josep si gir a fissare Michio dritto negli occhi. L'umorismo e l'amore che gli trasparivano dal volto erano come il calore che emanasse da un radiatore. Abbiamo gi combattuto in passato contro l'oppressore e continuiamo a farlo anche adesso. Abbiamo seguito il tuo cuore allora e continuiamo a farlo ora. Il fatto che la situazione cambi non significa che sia anche tu a cambiare.
Sei dolce disse Michio, prendendogli la mano.
Ma anche astratto rimarc Nadia, ma l'amore traspariva anche dalla sua voce.
Tutto quello che hai fatto, continu Josep ogni errore, ogni perdita, ogni cicatrice. Tutto questo ti ha portata qui, ti ha permesso di essere pronta ad agire non appena hai visto il Grand'Uomo per quello che . Ti ha perfino resa incapace di non agire. Tutto quanto  stato una preparazione per questo momento.
Sono stronzate, ma ti ringrazio ribatt Michio.
Se ha bisogno di un coltello, l'universo ne crea uno rispose Josep, scrollando le spalle. Se ha bisogno di una regina pirata, allora crea Michio Pa.

12.

Holden

Lo schermo a parete nell'atrio pubblico del molo era sintonizzato su un canale di intrattenimento. Una giovane bellezza mozzafiato con una palpebra coperta di fard rosso o tatuata di rosso, veniva intervistata da qualcuno che si teneva in background. La dicitura alla base dello schermo identificava la ragazza come Zedina Rael, ma Holden non sapeva bene chi fosse. Il volume era attivo, ma non si capiva niente a causa del chiasso della gente che si muoveva nell'atrio per andare e venire dai moli, e i sottotitoli erano in hindi. Sullo schermo Rael scosse il capo e una grossa lacrima le col lungo la guancia mentre le immagini mostravano una citt in rovina sotto uno sporco cielo marrone. Quindi si trattava di qualcosa che riguardava la situazione sulla Terra.
Era facile dimenticare che anche i protagonisti dei canali di intrattenimento - musicisti, attori e celebrit in quanto tali - erano stati influenzati dalla catastrofe quanto chiunque altro. Sembrava una fetta di realt che avrebbe dovuto essere separata dal resto. Rimanere inviolata. Si supponeva che pestilenze, guerre e disastri non avessero effetto sul mondo artificiale dell'intrattenimento, ma naturalmente non era cos. Qualsiasi cosa avesse fatto per conquistarsi un posto sullo schermo, Zedina Rael era anche lei un essere umano, e probabilmente aveva perso qualche persona cara quando le rocce erano precipitate. Probabilmente ne avrebbe perse altre.
Capitano Holden? L'uomo aveva le spalle massicce, capelli neri e un pizzetto appuntito, appariva esausto e tuttavia di buon umore e teneva in mano un terminale palmare. La sua uniforme lo identificava come un agente del Controllo Portuale, e il nome sul distintivo era Bates. Mi dispiace. Sta aspettando da molto?
No rispose Holden, stringendo la mano che gli veniva offerta. Solo qualche minuto.
C' parecchio da fare si scus Bates.
Non  un problema replic Holden, mentre firmava e premeva il pollice sullo schermo del lettore. Il terminale trill, un breve suono allegro, come se fosse stato molto contento che Holden avesse autorizzato la consegna.
Siete all'attracco H-15? chiese Bates. Ve lo far scaricare immediatamente. Chi coordina le vostre riparazioni?
Abbiamo il nostro responsabile spieg Holden. Naomi Nagata.
Giusto. Certo. L'uomo annu e scomparve. Sullo schermo, Zedina Rael era stata sostituita dai lineamenti massicci di Ifrah McCoy. Se non altro, Holden sapeva chi era. L'invisibile intervistatore disse qualcosa, e una pausa nei rumori di fondo permise a Holden di sentire la replica di McCoy: Ci deve essere una risposta. Dobbiamo reagire.' La frustrazione e il dolore che le trapelavano dalla voce turbarono Holden, ma non seppe dire se dipendesse dal fatto che era d'accordo con lei o dalla paura di ci a cui avrebbe potuto portare quella reazione. Si avvi verso i moli veri e propri e il lavoro che lo aspettava.
Su una stazione a rotazione come Tycho o le stazioni Lagrange, la nave sarebbe stata parcheggiata nel vuoto, ma la Luna era qualcosa di completamente diverso. Il cantiere navale aveva vasti comparti scavati in profondit nel suolo lunare, con rimorchiatori che guidavano la nave dentro e fuori da essi, sigilli retrattili, aria. La Rocinante era in verticale, con il cono del reattore orientato verso il centro della Luna e la punta con i ponti superiori rivolta verso le stelle, ed era trattenuta da un intreccio di impalcature. Lo spazio a disposizione era abbastanza ampio da ospitare una nave tre volte pi grande, ed era tutto pieno di aria respirabile.
File di mech edili erano disposte lungo la parete, tranne tre che erano sopra la Rocinante e strisciavano con gentilezza sulla sua superficie, come ragni su un corvo. Naomi era dentro uno di essi, Amos in un altro, e il terzo era manovrato da Sandra Ip, uno dei due ingegneri che Fred Johnson aveva portato con s come equipaggio per la Roci nel volo verso la Luna quando il vero equipaggio - meno Holden - era stato sparpagliato nel vuoto.
Alex e Bobbie erano su una piattaforma sopraelevata e stavano guardando verso lo scafo della nave. Il danno arrecato dalla Marina Libera era vivido e nodoso come una cicatrice. Ampi pannelli - le sezioni di scafo che erano appena state consegnate - stavano salendo lungo la nave e l'impalcatura, guidati da massicci telecomandi. Alex porse a Holden una cuffia e lui la colleg al terminale palmare, regolandola sul canale che includeva tutto l'equipaggio.
Com' la situazione? chiese.
Hanno fatto un lavoretto notevole rispose Naomi. Ne sono impressionata.
 sempre pi facile rompere le cose che non ripararle ribatt Holden.
E questo ne  un'altra prova convenne Naomi, annuendo con il pugno alla maniera dei cinturiani. E queste sezioni sostitutive...
Ci sono problemi?
Gli rispose Sandra Ip, e fu un po' traumatico sentire una voce che non gli era familiare. Sono di intreccio di silicato di carbonio. Materiale all'avanguardia, pi leggero e pi resistente. Questi arnesi possono deviare un colpo di striscio di un CPD. Una nota difensiva nella sua voce avvert Holden che quella non era la prima volta che Ip faceva quella conversazione.
Per ora possono andare interloqu Naomi. Holden regol il microfono sul canale esclusivo della Rocinante, ma continu ad ascoltare sul canale generale.
Allora, solo fra noi della famiglia, qual  il problema con i nuovi pannelli?
Nessun problema rispose Naomi. Sono grandiosi, tutto quello che c' scritto sulla confezione. Ma fra cinque anni? O dieci?
Non invecchiano bene? chiese Holden.
Ecco, il problema  proprio questo intervenne Alex, in tono strascicato. Per ora non c' materiale di questo tipo che sia vecchio di dieci anni. Dopo la protomolecola, la scienza dei materiali  schizzata in avanti. Ci sono un sacco di nuovi giocattoli, i pannelli a intreccio sono soltanto uno di tanti. In teoria, dovrebbero avere la stessa resistenza di quelli originari, ma in pratica, noi siamo la cavia. Inoltre, ho fatto una dannata fatica a convincere la Roci che non stavo installando la massa sbagliata. Questo cambier il suo modo di comportarsi.
Holden incroci le braccia. Sopra di lui, i telecomandi spostarono la nuova sezione di scafo, adagiandola contro il fianco della Roci. Siamo certi di volerlo fare? Possiamo aspettare di avere pannelli normali.
Non se vogliamo partire presto per Tycho ribatt Naomi. C' una guerra in corso.
Possiamo rifiutare il contratto sugger Holden. Fred pu trovare qualcun altro che gli dia un passaggio.
Non saprei, capitano obiett Amos. Per come stanno le cose, sono contento che abbiamo un po' di lavoro. Voglio dire, finch il denaro ha ancora valore. Fece una pausa. Ehi, il denaro ha ancora valore?
Lo avr se vinciamo rispose Naomi. In ogni caso, i porti della Marina Libera non ci avrebbero fornito riparazioni e rifornimento.
Giusto annu Amos. Quindi mi piace che abbiamo un lavoro.
Due mech si spostarono in avanti fino al bordo del nuovo pannello. Le saldatrici si accesero come piccoli soli, unendo la vecchia tecnologia con la nuova. In quello c'era qualcosa che non piaceva a Holden, che gli ispirava diffidenza, ma c'era anche qualcosa di stupefacente. Il materiale stesso di cui l'intreccio di quei pannelli era fatto non esisteva al tempo della sua nascita, ma adesso esisteva.
Vaste intelligenze avevano progettato la protomolecola, gli anelli, le strane e implacabili rovine che coprivano tutti i nuovi mondi. Quelle intelligenze potevano essersi estinte, ma ora venivano anche incorporate in ci che l'umanit conosceva, in quello che poteva fare, nel modo in cui si definiva. Un bambino nato ora sarebbe cresciuto in un mondo in cui l'intreccio di silicato di carbonio era comune quanto il titanio o il vetro. Il fatto che si trattasse di una collaborazione fra l'umanit e i fantasmi di un'enorme intelligenza aliena gli sarebbe andato bene. Holden era uno dei membri della fortunata generazione a cavallo del punto di rottura, di quella linea fra il prima e il dopo che adesso Naomi, Amos e Ip stavano rendendo letterale e tangibile, quindi poteva permettersi di essere stupito da quanto fosse grandioso. Faceva accapponare la pelle, ma era grandioso.
 il futuro disse. Tanto vale farci un po' di pratica.
Il resto dell'equipaggio temporaneo di Fred Johnson era gi a bordo della Rocinante insieme a Clarissa o stava arrivando dai suoi alloggi sulla Luna, e si avvertiva nell'aria l'eccitazione per l'azione imminente. Quella era la prima volta in cui tutti loro - la Terra, Marte e perfino le fazioni meno radicali dell'APE - avrebbero lavorato insieme per agire direttamente contro la Marina Libera. Il grosso del lavoro sarebbe stato svolto dalla Terra e da Marte, ma la Rocinante ci sarebbe stata come osservatore, portando a bordo Fred Johnson, un rappresentante - per quanto imperfetto - della Fascia. Erano pronti.
Solo che in un certo senso Holden non lo era.
Adesso che i suoi genitori avevano risalito il pozzo gravitazionale, lasciando la Terra, l'impulso di rimanere loro vicino lo sorprese. Aveva trascorso la maggior parte della sua vita adulta lontano dal pianeta, e a chiunque glielo avesse chiesto avrebbe risposto di non sentire la mancanza della Terra, solo di alcune persone, e forse di qualche posto della sua infanzia, ma che non aveva senso provare nostalgia per il pianeta in s stesso. Era solo adesso, dopo che era stato attaccato, che voleva proteggerlo. Forse era sempre stato cos. Si era lasciato alle spalle la casa della sua infanzia, ma in un angolo della sua mente era rimasto il presupposto, mai esaminato, che essa ci sarebbe stata ancora. Diversa, magari, un po' pi vecchia, ma ci sarebbe stata. Solo che adesso non c'era pi. Voler rimanere equivaleva a voler tornare un po' indietro nel tempo, a quando tutto non era successo.
Fred Johnson mand un messaggio. Lui e i tecnici addetti agli armamenti, Sun-yi Steinberg e Gor Droga, stavano finendo l'ultima riunione. Non appena le nuove parti dello scafo fossero state saldate al loro posto e i test di pressione ultimati, sarebbero potuti partire. Se Holden aveva ancora qualche faccenda da sbrigare sulla Luna, era il momento di occuparsene.
E lui aveva qualche faccenda ancora da sbrigare sulla Luna.
Le saldatrici tornarono ad accendersi, si spensero, si riaccesero. La Rocinante veniva rimodellata, come lo era stata ripetutamente nel corso degli anni. Piccoli cambiamenti che si sommavano nel tempo, mentre la nave passava da ci che era stata a quello che sarebbe diventata, proprio come tutte le persone che trasportava.
Stai bene? chiese Bobbie.
Cosa? fece Holden.
Stavi sospirando gli fece notare lei.
A volte lo fa interloqu Alex.
Davvero? domand Holden, rendendosi conto nel parlare che Bobbie era ancora collegata al canale riservato al solo equipaggio della Rocinante. Fu contento che fosse cos. Non lo sapevo.
Non te ne preoccupare comment Naomi.  una cosa carina.
Quando pensate di finire, Naomi? chiese Holden. Fred sta arrivando.
Gi replic lei, e Holden si disse che probabilmente stava solo immaginando il timore nella sua voce. D'accordo.
Il carrello che li trasportava verso l'area profughi scorreva su rotaie elettromagnetiche che mantenevano le ruote aderenti al terreno. Il rumore, una via di mezzo fra un borbottio e un tintinnio, era abbastanza forte da dare a Holden la sensazione di dover alzare un po' la voce per poter essere sentito.
Se  ancora sul libro paga delle Nazioni Unite o di Marte, questo cambierebbe le cose disse. Se vogliamo offrirle un posto permanente a bordo, credo che dobbiamo stare attenti a come lo facciamo.
 in gamba replic Naomi. In realt si  addestrata proprio per prestare servizio su una nave come la Roci, il che  pi di quanto possa dire chiunque di noi. Va d'accordo con l'equipaggio. Perch non dovresti volere Bobbie a bordo?
Nei corridoi pi in profondit l'aria era umida e stantia. I sistemi di controllo ambientale lavoravano al massimo della loro capacit, e anche al di l di esso. Alcune persone si spostavano dal tragitto del carrello, e alcune li fissavano mentre passavano oltre, mentre altre davano l'impressione di non guardare nulla.
L'area profughi puzzava di perdita e di mancanza. Quasi ogni persona che oltrepassavano era una vita che era stata recisa dalle sue radici. Holden e Naomi erano quelli fortunati, avevano ancora la loro casa, anche se era cambiata.
Non si tratta di Bobbie rispose Holden.  ovvio che la voglio a bordo. Ma le condizioni... la paghiamo? Ridistribuiamo le quote di propriet della Roci in modo da darle una parte uguale alla nostra? Non sono certo che sia una buona idea.
Naomi lo guard inarcando un sopracciglio. Perch no?
Perch qualsiasi cosa facciamo con Bobbie costituir un precedente per quello che faremo con qualsiasi altro membro dell'equipaggio che aggiungeremo.
Ti riferisci a Clarissa.
Non voglio dare a Clarissa Mao una quota di propriet della Roci dichiar Holden.  solo che... lei  qui e va bene. Continua a non andarmi a genio ma posso venire a patti con la cosa. Voglio inserire completamente Bobbie nell'equipaggio, ma semplicemente... non posso. Non posso acconsentire a che Clarissa finisca per definire la mia nave come la sua casa. C' una differenza fra il permetterle di essere a bordo e il fingere che sia come Bobbie. O come te. O me.
Niente perdono? domand Naomi, fra il serio e il faceto.
Parecchio perdono. Carrettate di perdono. Ma anche alcuni limiti.
Il carrello sobbalz sulla sinistra, rallent. Il suono tintinnante si fece pi basso, fino a cessare. Pap Anton li aspettava sulla porta, sorridente, e li salut con un cenno mentre scendevano e si avvicinavano con quell'andatura saltellante e strascicata propria della Luna. Gli alloggi assegnati ai genitori di Holden erano migliori della media. L'appartamento era angusto e troppo piccolo, ma era privato, le sue madri e i suoi padri non dovevano condividerlo con qualcuno che non apparteneva alla famiglia. Nell'aria si sentiva il profumo del curry giallo di Mamma Tamara. Pap Tom e Pap Cesar erano in piedi sulla soglia di una delle camere da letto, ciascuno con un braccio intorno alla vita dell'altro, mentre Pap Dmitri era appoggiato al bracciolo di un vecchio divano, e Mamma Elise e Mamma Tamara stavano uscendo dalla piccola cucina. Pap Joseph e Mamma Sophie sedevano sul divano, con una piccola scacchiera magnetica in mezzo a loro, i pezzi sparpagliati su di essa dalla partita in corso. Sorridevano tutti, Holden incluso, e nessuno ne aveva davvero voglia.
Era un altro addio. Quando era partito per il suo malaugurato periodo di ferma nella marina, c'era stato un momento come quello, un commiato che significava qualcosa di cui non potevano essere sicuri. Forse sarebbe tornato entro poche settimane, o forse mai. Forse loro sarebbero stati l sulla Luna, o sarebbero stati trasferiti su L-4. O sarebbe potuto succedere qualcos'altro. Senza la fattoria e decenni di inerzia sociale a tenerli insieme, forse si sarebbero separati. Holden si sent sommergere da un'improvvisa, oceanica tristezza e dovette lottare per non darlo a vedere, proteggendo ancora una volta i genitori dalla sua angoscia, proprio come loro stavano facendo con lui.
Si abbracciarono, prima a uno a uno, poi in gruppo. Mamma Elise trattenne la mano di Naomi nella sua, chiedendole di prendersi cura del suo bambino, e lei promise solennemente di fare tutto il possibile. Se quella poteva essere l'ultima volta in cui lui e i suoi genitori sarebbero stati tutti insieme, Holden fu grato del fatto che Naomi ne fosse parte, almeno finch non fu il turno di Pap Cesar di accomiatarsi.
La sua pelle era rugosa come quella di una tartaruga, scura come la terra rivoltata di fresco, e aveva le lacrime agli occhi nel prendere la mano di Holden. Sei stato in gamba, ragazzo. Ci hai resi tutti orgogliosi di te.
Grazie rispose Holden.
Farai passare l'inferno a quei fottuti smilzi, vero?
Oltre la sua spalla sinistra, Naomi si irrigid e il suo sorriso, che era stato morbido, caldo e divertito, divenne di circostanza. Holden si sent come se gli avessero sferrato un pugno nello stomaco, ma Cesar non parve rendersi conto di aver detto qualcosa di scortese. Holden si trov intrappolato fra il chiedere a suo padre di scusarsi e il preservare intatto quell'ultimo momento. Nel parlare con Mamma Tamara, Naomi prese a giocare coni capelli, tirandoseli sopra gli occhi.
Merda.
Sai, cominci Holden questo ...
Questo  quello che far intervenne Naomi. Potete contare su Jim.
Lo sguardo di lei era fisso nel suo, scuro e duro. Non rendere le cose pi imbarazzanti di quanto gi non siano, era il messaggio che scintillava in essi, nitido come se lei lo avesse scritto a chiare lettere. Holden sorrise, abbracci Pap Cesar un'ultima volta e accenn ad avviarsi verso la porta, il carrello e la Rocinante. Tutti e otto i suoi genitori si accalcarono fuori della porta per guardarlo allontanarsi, e lui continu a sentire la loro presenza sulla soglia anche dopo che il carrello svolt l'angolo e si avvi su per la rampa che portava ai moli. Accanto a lui, Naomi sedeva silenziosa. Holden sospir.
D'accordo disse. Adesso capisco perch non volevi farlo. Mi dispiace davvero che...
No lo interruppe Naomi. Non ne parliamo.
Credo di doverti delle scuse.
Lei si gir per guardarlo negli occhi. Tuo padre, uno dei tuoi padri, mi deve delle scuse, ma ho intenzione di far passare la cosa sotto silenzio.
D'accordo. Il carrello sobbalz sulla destra e un uomo dalla folta barba si spost dalla loro traiettoria. Stavo per prendere le tue parti.
Lo so.
 solo che... stavo per farlo.
Lo so, e allora io sarei diventata il motivo per cui tutto si era fatto strano, e tutti avrebbero fatto l'impossibile per spiegarmi che rispettavano i cinturiani e che lui non si era riferito a me. Tu sei il figlio, ti amano, e si amano gli uni gli altri, quindi indipendentemente da qualsiasi cosa fosse stata detta, sarebbe stata tutta colpa mia.
S, annu Holden ma allora io non mi sarei sentito male per l'accaduto, ed  come mi sento.
Una croce che dovrai portare, tesoro ribatt Naomi, che pareva stanca.
Al molo, l'equipaggio di Fred Johnson stava caricando le ultime scorte attraverso il portello della baia di carico. I nuovi pannelli di silicato di carbonio spiccavano come cicatrici sulla fiancata della Roci. Dopo averli scaricati, il carrello si allontan borbottando e tintinnando, e Holden si prese un momento per guardare la nave. Il suo cuore era una cosa complicata.
S? chiese Naomi.
Niente replic Holden. Dopo un momento, aggiunse: C' stato un tempo in cui pensavo che le cose fossero semplici, o che almeno alcune di esse lo fossero.
Non si riferiva a me. No, dico davvero, perch per lui io sono una persona, mentre gli smilzi e i cinturiani... loro non sono persone. Avevo alcuni amici sulla Pella. Veri amici, persone con cui sono cresciuta e di cui mi importava. Persone che amavo. Loro non sono diversi. Non hanno ucciso delle persone, hanno ucciso terrestri, marziani. Polverosi. Nanerottoli.
Nanerottoli?
S.
Questa non l'avevo ancora sentita.
Naomi mise la mano nella sua e spost il proprio corpo contro il suo fino ad appoggiargli il mento sulla testa.  considerato offensivo.
Holden si appoggi contro di lei quanto pi glielo permetteva la scarsa forza di gravit, avvertendo il calore del corpo di lei contro il suo, il ritmo del suo respiro.
Noi non siamo persone disse. Siamo le storie che le persone si raccontano a vicenda riguardo a noi. I cinturiani sono pazzi terroristi. I terrestri sono avidi e pigri. I marziani sono gli ingranaggi di una grande macchina.
Gli uomini sono guerrieri aggiunse Naomi, poi la voce le si incup mentre continuava: Le donne sono dolci e materne, e restano a casa con i bambini.  sempre stato cos. Noi reagiamo alle storie sulle persone, non a chi esse sono davvero.
E guarda a cosa ci ha portati il farlo concluse Holden.
...
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FINE parte 1.